27/08/15 Marketing , Social

McDonald’s rifiuta la proposta di Burger King!

Ieri mattina, tra le varie notizie di marketing, ce n’era una che ci aveva colpito molto: la proposta di Burger King a McDonald’s di studiare e vendere un nuovo panino congiunto per onorare la prossima giornata della Pace (21 settembre 2015): il McWhopper!

Prendendo i 6 ingredienti del Big Mac e del Whopper, si sarebbe creato un panino gigante ad hoc da vendere in un pop-up store ad Atlanta, esattamente a metà  tra gli headquarter dei due colossi americani: Chicago e Miami.

Il messaggio vuole essere quello di fare la pace, partendo da una “guerra” di brand, e facendolo arrivare a tematiche più serie. Il ricavato dalla vendita del panino nell’intera giornata sarebbe stato devoluto in beneficienza all’organizzazione no profit “Peace One Day”.

Per rendere la proposta più credibile, Burger King ha creato anche un sito ad hoc: www.mcwhopper.com, molto carino graficamente, in cui sono perfettamente spiegati i motivi e le modalità dell’iniziativa, con tanto di idee sul merchandising, packaging e sulla creatività.

Ecco la risposta di McDonald’s:

Burger King Mc Donald screenshot
La frase finale di Steve Easterbrook, CEO dell’azienda, in particolare, “A simple phone call will do next time”, come a voler sminuire l’iniziativa del competitor, ci è sembrata poco furba.
E’ vero che con questa proposta Burger King ha messo di fatto spalle al muro l’azienda di Ronald, qualsiasi risposta avrebbe dato, ma agli occhi dell’utente finale il rifiuto del CEO di McDonald’s sta venendo visto negativamente, come dimostrano i numerosi commenti perplessi al post.
Sarebbe stato sicuramente meglio rispondere di sì, aggiungendo un elemento per rimarcare ironicamente la propria leadership, in ogni caso mancano ancora più di tre settimane al 21 settembre.. Ci sarà un seguito? Vedremo, seguite il nostro blog se desiderate tenervi aggiornati su questa vicenda e su molti altri argomenti! 🙂
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24/08/15 About us

Nuovo accordo: Bulsara Adv nelle aree toilet di Centostazioni!

Ciao! Abbiamo una grande notizia: siamo lieti di annunciare la nostra nuova partnership con il Circuito Centostazioni!
Da oggi puoi comprare i tuoi spazi con noi nelle Stazioni di Milano P. Garibaldi e Rogoredo, Pisa, Brescia, Bergamo, Parma, Savona e Arezzo!

 

PROMO di Natale… Solo fino al 18 dicembre!

Aree toilet e fasciatoi:

– Milano Porta Garibaldi;

– Milano Rogoredo;

– Brescia;

– Bergamo.

 

Contattaci per saperne di più!

Centostazioni nasce dalla partnership tra Ferrovie dello Stato Italiane e Archimede 1 – Gruppo SAVE, ed è la società che gestisce 103 stazioni ferroviarie italiane, divenute veri e propri poli urbani multifunzionali, luoghi ideali per l’incontro, lo shopping e la comunicazione. Un diverso concept di stazione, visibile nel cuore delle più importanti città del nostro territorio.
Il flusso annuale delle 103 stazioni è di circa 500 milioni di persone.
Trovi tutte le altre nostre location in <a href="http://www cialis overnight delivery.bulsara.it/location/” target=”_blank”>questa pagina.
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19/08/15 Wordpress # , , , ,

WordPress: i 5 migliori plugin gratis per le gallerie fotografiche

WordPress è il CMS (Content Management System) più utilizzato al mondo, una potente piattaforma virtuale tramite cui creare il proprio sito web o il proprio blog in modo assolutamente personalizzato, oltre che gratuito.

Chi utilizza WordPress, quindi, non avrà bisogno di confrontarsi col tremendo mondo del linguaggio HTML delle pagine web. Ciò significa che chiunque, anche chi non “mastica” programmazione web, avrà comunque la possibilità di creare un sito (o blog) dinamico e professionale, scegliendo i templates (o temi) e le funzionalità ottimali per i propri obiettivi.

Una volta scaricato ed installato WordPress sul proprio PC, ci troveremo quindi di fronte ad una piattaforma con un’interfaccia grafica intuitiva e semplice da utilizzare, pronti a creare qualunque contenuto desideriamo. Ciò che vi consiglio, però, e di non “accontentarvi” di quelle funzionalità WordPress di default, preinstallate cioè nel programma e quindi pronte all’utilizzo non appena ultimerete la configurazione sul vostro pc.

Installate piuttosto i plugin che trovate più utili, ossia quei “programmini” suddivisi per categoria e con cui potrete ampliare il vostro WordPress grazie all’aggiunta di determinate funzioni (ad esempio, il rilascio di un commento su un blog, oppure la condivisione di un post sui social network sono funzioni possibili grazie all’aggiunta, sul sito WP in questione, di determinati plugin).

Premesso ciò, come agenzia di digital marketing ci siamo spesso trovati a dover fare i conti con migliaia di plugin disponibili, tutti belli ed utili nella forma…più che nella sostanza. Sì, perchè di plugin ne troverete tantissimi per ogni categoria di WordPress, eppure solo pochi sono quelli davvero meritevoli di attenzioni (e, quindi, di download). Oggi ci concentriamo sulla sezione “Gallerie Fotografiche” e vi proponiamo i 5 migliori plugin gratis da scaricare per creare e gestire bellissime gallerie per le vostre immagini:

  1. Easy Media Gallery => Per qualcuno è il miglior plugin di WordPress per gallerie fotografiche, ed anche noi lo troviamo veramente intuitivo nell’utilizzo e soddisfacente nelle funzionalità. Un comodo pannello di controllo v’accompagnerà nei primi passi, dovrete solo scegliere la tipologia di galleria e tutte le caratteristiche che più v’aggradano (versione premium disponibile).
  2. Photo Gallery => Si tratta di un plugin con un elenco di tool ed opzioni avanzate utili, tra le altre cose, a modificare le immagini, fornire descrizioni dettagliate e organizzare le foto in album differenti (versione premium disponibile).
  3. Grand Flagallery => Questo potente plugin ti consente di accedere a numerosissime funzionalità e di creare gallerie per immagini, video ed anche note audio e playlist Mp3 personalizzate Related Site. Ecco che quindi sarà possibile fare un giro in galleria ascoltando della sana musica.. non male, vero? (disponibile solo la versione free)
  4. Gallery Bank => Si tratta di un plugin responsive, ideale per creare gallerie fotografiche visualizzabili su tutti i dispositivi. L’utilizzo è inoltre molto intuitivo e sono anche disponibili svariati layout per creare, tra le altre cose, effetti speciali e d’animazione. Fortemente consigliato! (versione premium disponibile).
  5. Eazyest Gallery => Dulcis in fundo, non possiamo non consigliare Eazyest Gallery, che ha di buono la possibilità di caricare un numero illimitato di foto, organizzarle in cartelle e sottocartelle ed aggiungere tag. E’ inoltre possibile creare diapositive e modificare i filtri, sbizzarrendovi come meglio credete. (disponibile solo la versione free).

Rimanete sintonizzati sul nostro blog, più in là vi sveleremo altri utilissimi plugin per WordPress!

B.

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05/08/15 Social # , , ,

Hashtag su Instagram: i termini censurati che hanno fatto più discutere

Hai provato ad inserire un hashtag su Instagram ma non l’hai trovato? Hai postato una foto che però, incredibilmente, non ha ricevuto neanche un “mi piace” nonostante l’utilizzo di hashtag virali? Non impazzire a cercare una spiegazione: molto probabilmente sarai stato penalizzato da Instagram perchè uno (o più) degli hashtag inseriti è stato bannato.
Riconosco che parlare di termini bannati all’interno di un social network può sembrare alquanto bizzarro, dal momento che, accedendo sulla Rete, noi utenti ci convertiamo ad un’unica “religione”, quella Net Neutrality che rende il web uno spazio dove non vige alcuna legge scritta. Perché, allora, un social network dovrebbe snaturarsi e, anziché continuare ad essere una piattaforma di scambio e confronto assolutamente neutrale e libera, decidere al posto degli utenti?
Il quesito è legittimo, specie di questi tempi. Risale infatti a pochi giorni fa la scelta di Instagram di eliminare dal suo database l’hashtag #curvy, scelta che ha fatto discutere non poco. Per chi non lo sapesse, curvy è il termine inglese con cui si indicano le donne dalle forme prosperose, nessun riferimento denigratorio al sovrappeso, dunque, e nessun riferimento alla nudità femminile. Instagram, però, non la pensa così, ed ha dunque deciso di censurare il termine in questione perché associato alle foto “senza veli”, al concetto di nudità.

Non s’è fatta aspettare la risposta di fashion blogger ed amanti della moda, i quali non hanno infatti esitato a far sentire la loro voce contraria. Come? Utilizzando i mezzi più potenti che esistano, proprio i social network. Così, tra tweet ironici e status polemici su Facebook, sono nati hashtag come #curvyisnotacrime, #curvee o #BringCurvyBack, già divenuti virali tra le sostenitrici della causa.

Instagram hashtag

Insomma, la diatriba su ciò che i social network possono fare e non fare è ormai storia nota, con quest’ultimo episodio che ne rappresenta solo un capitolo. Infatti #curvy non è il primo hashtag ad essere stato rimosso da Instagram, anzi la schiera dei termini “indesiderati” e quindi censurati è lunga, vediamo insieme quelli che ci hanno colpito maggiormente.

Partiamo da uno dei più noti, il “caso” #eggplant, che in lingua italiana si traduce #melanzana. Cosa c’è di strano ad usare questo hashtag? Nulla, se non fosse che, negli Stati Uniti, il termine indica (in modo non proprio politically correct) l’organo sessuale maschile degli uomini di colore. Risultato? #Eggplant è stato bandito perché dotato, secondo Instagram, di un certo potenziale razzista.
Anche l’hashtag #bitches, che in lingua inglese indica il mestiere più antico del mondo (a buon intenditor..), è stato censurato. Se da un lato non stupisce la censura di questo termine, dall’altro lascia basiti la scelta di Instagram di non bannare il corrispettivo singolare, #bitch. Si tratterebbe di un’azione coerente ed abbastanza scontata, dal momento che sono stati bannati anche termini riguardanti la stessa “categoria”( #sex, #sexy, #underwear, #naked, per fare degli esempi). La spiegazione? Non c’è, almeno per ora.

Stop hashtag Instagram

Nella “blacklist” di Instagram, accanto a termini inneggianti nudità, razzismo ed azioni proibite, non potevano non finire anche le droghe. Tuttavia, se #weed (marijuana) è stato bannato, continuano a “resistere” i suoi simili: #instaweed, #weedstagram e #weedporn sono tra gli hashtag più utilizzati su Instagram, allora perchè bannarne solo uno ? Resta un mistero!
Chiudiamo questa breve riflessione con un’altra censura priva, apparentemente, di una spiegazione logica: Instagram ha bannato alcuni hashtag sulla carta innocui, come #iPhone, #Instagram, #Photography ed #iPhoneografy. Motivo? Si tratta di termini troppo generici, che dunque non sono utili per fornire una descrizione aggiuntiva ed esplicativa a ciò che fotografiamo. Sarà pure vero, ma non dovrebbero essere gli utenti a decidere dei contenuti online da diffondere in Rete?

Hashtag instagram

Insomma, alcune scelte di Instagram generano perplessità, questo non si può negare. Il principio seguito dall’azienda (e su cui, in certi casi, si sono basati anche Facebook e Twitter) è sicuramente virtuoso, in quanto tende alla moralità, ideale per limitare razzismo e sessismo. Eppure occorre non esagerare perchè, come già detto all’inizio, si rischia di limitare troppo uno strumento che rappresenta la libertà per antonomasia e che quindi, nel caso di scelte etiche, risulta facilmente giudicabile come bigotto, più che come pudico.
Morale della favola: secondo noi sarebbe più utile controllare i contenuti che vengono pubblicati, più che gli hashtag utilizzati: in fondo, se pubblichiamo e facciamo girare una foto senza veli in Rete e senza l’utilizzo di hashtag censurabili… cambia qualcosa? Ai social l’ardua sentenza.

Vuoi restare aggiornato sui social network e su tutte le loro novità? Sintonizzati sulla sezione “Social” del nostro blog e scopri cosa accade!:)

B.

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