25/05/16 Social

I 15 termini che devi conoscere se non vuoi sfigurare nel mondo digital!

Il mondo dell’online si popola sempre più di termini tecnici (soprattutto inglesi) che ne complicano la comprensione. Vi è già capitato di imbattervi in conversazioni dove si parlava di engagement, user experience o content marketing e non capirne a pieno il significato? Prima o poi succede a tutti! Abbiamo quindi creato un breve glossario che vi permetterà di sostenere una conversazione sul mondo digitale e fare bella figura. Potrebbe tornarvi utile anche quando deciderete di affidarvi ad un team di esperti per implementare la vostra strategia di comunicazione.

 

Storytelling

È un racconto su di sé, sul proprio brand, capace di suscitare emozioni ed instaurare una relazione profonda con il proprio pubblico. L’obiettivo è coinvolgere attivamente gli utenti.

 

Engagement

Si traduce in italiano con “fidanzamento” ma in gergo digitale viene usato per indicare il coinvolgimento del proprio pubblico. Misura il successo del messaggio e la capacità del brand di creare un legame forte con i propri utenti, con l’obiettivo di convertirli in clienti.

 

User experience

È la sommatoria delle emozioni, delle percezioni e delle reazioni che una persona prova quando si interfaccia con un prodotto o servizio. Da non confondere con l’usabilità, viene comunemente utilizzata per riferirsi all’esperienza di navigazione (di un sito o di un’app) che si vuole far vivere agli utenti.

 

Device

Sono tutti i dispositivi con i quali accediamo ad internet (smartphone, Ipad, PC ecc.).

 

Responsive

Il design responsive consiste nel progettare le pagine web in modo che si adattino e si ottimizzino automaticamente in base al device su cui vengono visualizzate. Una pagina che si vede bene su un grande schermo orizzontale, ad esempio, in questo modo si adatterà al formato verticale.

 

Targeting

È una tecnica utilizzata nel marketing e in particolare nella pubblicità online per incrementare l’efficacia di una campagna. Si usano le informazioni raccolte dal comportamento dell’utente (pagine visitate, ricerche fatte.. ) per individuare gli interessi degli utenti e, su quella base, erogare una comunicazione personalizzata relativa a prodotti o servizi.

Brand awareness

Indica il grado di conoscenza, la notorietà del marchio da parte del pubblico e la fedeltà degli utenti.

 

Email marketing

È un tipo di marketing che usa l’email come canale di comunicazione per inviare messaggi commerciali.  Questo strumento è utile per instaurare una relazione diretta con il proprio target e incoraggiare la fidelizzazione.

 

Keyword

Letteralmente è la “parola chiave” ma si intende un insieme di parole che gli utenti utilizzano nei motori di ricerca per trovare e consultare i siti di loro interesse.  Scegliere le proprie keyword significa posizionarsi sul web in base alle ricerche che le includono.

 

Plug-in

È un sistema che interagisce con un programma per ampliarne o estenderne le funzionalità originarie.

 

Pop-up

Sono delle finestre o riquadri che compaiono automaticamente durante la navigazione su un sito o l’uso di un’applicazione. Generalmente contengono informazioni pubblicitarie ma sono utilizzate sempre di più come strumento di conversione degli utenti.

 

Landing page

È una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato su un link o su una pubblicità. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità.

 

Widget

È un contenitore che ha lo scopo di facilitare l’interazione con un programma con l’utente. Si usa spesso per definire anche delle vere e proprie applicazioni in grado di offrire all’utente delle nuove funzionalità.

 

File Vettoriali

Questo tipo di file corrispondono principalmente alle estensioni .ai ed .eps. Sono i file sorgente, che si usano in grafica perché svincolati dalla risoluzione, possono essere utilizzati in qualsiasi dimensione senza perdere la qualità.

 

Traffico organico

Si intendono tutte le visite al sito provenienti dai motori di ricerca, grazie alle parole chiave che si sono precedentemente selezionate in base alle ricerche pasaste.

 

Adesso non avrai più remore nel affrontare degli esperti del settore. Se sei interessato a implementare la tua strategia di comunicazione sul web sai a chi chiedere 😉

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18/05/16 Social

Le 8 domande che ti devi fare se hai un’attività commerciale

Avere un sito non basta per essere digitali! Se hai un’attività commerciale ti dovresti porre queste 8 domande per sapere se lo sei:

1)   Il tuo sito è responsive?

Il design responsive consiste nel progettare le pagine web in modo che si adattino e si ottimizzino automaticamente in base al dispositivo su cui vengono visualizzate. In altre parole, fai in modo di essere ben visibile dove il tuo cliente vuole che tu sia: desktop, mobile, tablet o qualsiasi altro device verrà dopo.

 

2)   Il loading delle pagine del tuo sito è abbastanza veloce?

Se le tue pagine ci mettono 10 secondi a caricare perderai più della metà dei tuoi utenti! Anche un dettaglio del genere può fare la differenza, basti pensare che Amazon aumenta il suo fatturato dell’1% per ogni millisecondo che riesce a risparmiare.

 

3)   Sai quanti visitatori ha il tuo sito e quali sono le pagine più visitate?

Google Analytics è uno strumento gratuito fondamentale per monitorare il traffico sul tuo sito web, capire da dove arrivano gli utenti e migliorare l’esperienza di navigazione.

 

4)   Conosci il tuo pubblico? Sai chi sono i tuoi clienti?

Più informazioni hai sui tuoi utenti, più facilmente potrai creare delle comunicazioni personalizzate. Facebook Insights ti fornisce il dettaglio delle variabili sociodemografiche dei tuoi fan gratuitamente, fanne buon uso!

5)   Hai scelto i social giusti per comunicare?

Esistono diversi social network proprio perché ognuno ha una propria utilità. Scegliere i giusti canali di comunicazione tra i Facebook, Twitter e/o Instagram è un punto di partenza importante per creare una strategia vincente.

 

6)   Sai come creare un contatto diretto con i tuoi utenti?

Crea un account Mailchimp e inizia a convertire le visite sul tuo sito in contatti email. Le newsletter ti permettono di comunicare in modo più approfondito con i tuoi clienti, senza dover sottostare alle regole di sinteticità dettate dai social più diffusi.

 

7)   Il tuo blog genera un ritorno?

Avere un blog è utile solo se gli argomenti scelti sono effettivamente di interesse per il vostro target. Pensate alle informazioni che i vostri clienti potrebbero cercare su internet e privilegiate le parole chiave nel corpo dell’articolo (keyword.io è un valido aiuto).  Se invece vi manca l’ispirazione per un titolo originale fate un salto su Portent Idea Generator 😉

 

8)   I contenuti (testo, foto, video) sono idonei?

L’occhio vuole la sua parte! Fate attenzione all’estetica dei vostri contenuti. Per le foto vi segnaliamo Pablo, in linea generale scegliete una linea editoriale che si sposi bene con il vostro brand e non perdertela di vista.

 

Essere digitali non significa essere presenti sul web ma usarlo per trasformare i propri utenti in amanti del tuo marchio!

Hai bisogno di altri consigli? Contattaci e ti daremo tutte le risposte che cerchi!

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11/05/16 Social

Siti per matrimoni: cosa non deve mancare

Nel mondo dell’online, è sempre più frequente la richiesta da parte dei futuri sposi di avere un proprio sito web per il matrimonio. Su internet si possono scegliere alcune soluzioni homemade, che noi personalmente sconsigliamo in quanto troppo basiche per creare engagement con gli invitati e “già viste”, oppure pensare a qualcosa di più customizzato.

Qualunque sia la vostra scelta, nell’articolo di oggi abbiamo preparato una mini guida degli elementi che non devono mancare in un sito web di un matrimonio che si rispetti.

Partiamo dai colori, preferibilmente chiari, e dagli elementi grafici, realizzati con tratti semplici, che devono rispecchiare lo stile degli sposi ed essere in linea con quello scelto per il giorno del matrimonio. È molto importante, infatti, avere coerenza tra l’immagine online e quella del giorno della cerimonia.

Devono esserci ovviamente le informazioni sul matrimonio, con il luogo e l’orario della cerimonia e del ricevimento. Per non creare qualcosa di estremamente descrittivo, consigliamo di accompagnare i testi con foto a forte impatto delle location interessate.

Sicuramente è utile per i partecipanti trovare sul sito anche le mappe, soprattutto se le location non sono facilmente raggiungibili. Per questo scopo si rivela molto utile Google Maps.

È facoltativo aggiungere poi i nomi e/o le foto dei testimoni, con qualche aneddoto sullo sposo/sposa, che possono magari strappare un sorriso di un amico che lo legge. Una cosa che non deve assolutamente mancare, invece, è la sezione RSVP con gli appositi form, nella quale i partecipanti hanno modo di confermare o meno la propria presenza, e gli sposi di avere un database completo di chi ci parteciperà alla propria festa.

Una gallery delle foto degli sposi a fondo pagina, infine, sicuramente rende tutto il sito meno “informativo”!

Questo è tutto. Ora se ti stai per sposare e vuoi creare un sito, sai cosa non ci deve mancare! Se anche tu hai bisogno di un sito per il tuo matrimonio, non esitare a contattarci!

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04/05/16 Social # , , , , ,

Politica 3.0: quando il candidato è un brand

I social media hanno cambiato il modo di fare comunicazione, anche in politica. La propaganda elettorale e i dibattiti che hanno fatto la fortuna dei talk show politici hanno lasciato spazio a videoclip, manifesti online e tweet. In un panorama in cui i comizi per strada si sono trasformati in post sui social, appare chiaro quanto questo mondo si sia avvicinato a quello della pubblicità.

A un mese dalle elezioni amministrative che vedranno salire sul Colle il nuovo sindaco di Roma, Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Giorgia Meloni e Virginia Raggi sono i principali prodotti di questo grande brand chiamato res publica.

Sappiamo che per capire la forza di un marchio ci sono quattro elementi da tenere in considerazione: la value proposition, la brand identity, l’advertising e la brand reputation. Abbiamo analizzato i candidati dal punto di vista del marketing e della comunicazione per scoprire chi tra di loro vincerà il titolo di Best political communicator.

politica candidati

Roberto Giachetti

  • Value proposition: quali sono i valori, o meglio il programma elettorale, di Giachetti? Purtroppo non è stato ancora definito un vero manifesto, ma dai suoi interventi pubblici appare chiaro quali siano alcuni dei punti fondamentali su cui si concentra la sua politica: sicurezza, decentramento, trasporti, opere incompiute, trasparenza, degrado e mobilità: la solita minestra. Stessa considerazione per lo slogan “Roma torna Roma”, è forse mai stata Milano?
  • Brand identity: dopo aver vinto le primarie del PD con il 64% si è dimostrato il candidato del partito democratico per eccellenza, soprattutto visto il pieno sostegno di Matteo Renzi. Insomma, pensi a Giachetti e vedi il PD.
  • Advertising: un viso pulito e uno sguardo fiero da gladiatore votato alla salvezza della capitale campeggiano sui manifesti affissi per tutta Roma. La grafica è sobria e lascia spazio alla creatività solo nella & commerciale del suo cognome, mentre i colori richiamano subito le tonalità del Comune di Roma, sarà un segno del destino?
politica roberto giachetti
  • Brand reputation: sui social potrebbe fare meglio, non c’è dubbio. Con 19.000 fan su Facebook e 48.300 follower su Twitter ha il suo bel da fare per salire la classifica. La sua presenza online si estende anche su Instagram e Youtube ma rimane la piattaforma di Zuckerberg il suo contenitore preferito in cui posta foto delle sue attività e versioni digitali dei manifesti. I social gli piacciono, deve solo prenderci la mano!

Alfio Marchini

  • Value proposition: lui sì che ha un programma, forse addirittura troppo lungo. È difficile che qualcuno legga tutti i suoi 101 punti, soprattutto considerando che gli argomenti fondamentali sono solo cinque: rifiuti, mobilità, sicurezza, amministrazione e riqualificazione urbana. Per quanto riguardo lo slogan, invece, siamo davanti a uno scivolone: “Liberi dai partiti”, dopo il supporto di Forza Italia è diventato ingannevole e fuori luogo, è il caso di cambiarlo!
  • Brand identity: come già detto il partito di Berlusconi lo appoggia ma lui è più il brand di se stesso. Con un passato da lista civica e qualche medaglia al Polo, è difficile associare Marchini a un partito. Non è detto che sia un punto di forza.
  • Advertising: niente di nuovo per quanto riguarda i manifesti. Il logo è quella famosa cartina topografica di Roma a forma di cuore delle elezioni precedenti che tanto piace ai romantici. Il concept non è da buttare via e la scelta del colore rosso richiama l’amore verso la città, ma il suo viso sorridente in primo piano rimarca ancora una volta la sua libertà partitica. A questo punto ci chiediamo chi appoggia chi.
politica marchini
  • Brand reputation: i numeri sui social non sono da capogiro, 40.000 fan su Facebook 15.300 follower su Twitter, ma Marchini di sicuro ha una strategia. Prevedendo le critiche nei suoi confronti è nata la pagina di Arfio Marchini (probabilmente gestita dal team comunicazione di Alfio), un profilo autoironico che fa sorridere e scoraggia chiunque dal creare meme sul candidato, geniale!

Giorgia Meloni

  • Value proposition: la quasi mamma più famosa di Roma non ha ancora un programma definito ma, come gli altri, insiste su alcuni argomenti principali come i rifiuti, le strade, la cultura, gli asili nido e i campi rom. Lo slogan “Questa è Roma” non ci dà e non ci toglie nulla, esclusa la pazienza.
  • Brand identity: Giorgia Meloni è Fratelli d’Italia. Da presidente rispecchia alla perfezione l’identità del partito togliendo ogni dubbio sulla scelta elettorale.
  • Advertising: se non ci fosse Photoshop i suoi manifesti non esisterebbero. Il suo viso giovane e sorridente va a braccetto con il rosa dello slogan e della grafica che ricorda a tutti il girl power di cui si fa paladina.
  • Brand reputation: è lei la regina dei social. Con 557.000 fan su Facebook (circa 14.000 nuovi ogni settimana) e 254.000 follower su Twitter non la ferma nessuno. È attiva e non manca mai di esprimere le sue opinioni su temi di attualità e sulle candidature dei candidati. Le sue frasi, banali a detta di molti, riscuotono talmente successo che il popolo del web si è sbizzarrito nel creare meme con virgolettati al limite dell’ovvietà.
politica meloni

Virginia Raggi

  • Value proposition: 11 passi per Roma è il nome del programma elettorale della Raggi. Un po’ scarno e già visto, insiste anch’esso su quelle parole chiave tanto care ai suoi rivali: sicurezza, rifiuti, mobilità, cultura e poco altro.
  • Brand identity: scelta dal Movimento 5 stelle per la sua faccia pulita, alcuni dicono che non è ancora pronta per il seggio di Roma. Nonostante ciò, è perfettamente in linea con i valori del movimento: giovane, nuova e incensurata…
  • Advertising: qualcuno ha visto i suoi cartelloni affissi per strada?
  • Brand reputation: meno male che ci sono i social, altrimenti nessuno vedrebbe i manifesti neri e gialli della candidata dei 5 stelle. Con 110.000 fan su Facebook e 22.200 follower su Twitter ci saremmo aspettati di più da lei. In qualità di candidata del “partito” più online d’Italia avrebbe potuto – e dovuto – guidare la classifica. Meno male che si riprende con la credibilità: piace, e non a pochi.
politica virginia raggi

Programma, partito, pubblicità e social media, chi avrà vinto la partita della comunicazione politica? Noi un vincitore lo abbiamo eletto, riuscirà a rimanere sul gradino più alto del podio?

Ti stai candidando per le prossime elezioni e hai bisogno di un sito?

politica Giorgia Meloni

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