settembre 11, 2015

4 storie assurde da cui sono nate startup mondiali

Chi parla di idee innovative, parla di startup. Ma lo sapevate che molte delle aziende più note al mondo hanno storie assurde alle spalle? Mi spiego: siamo tutti d’accordo nell’affermare che un’idea di successo, in grado quindi di assicurare un business soddisfacente, dev’essere innovativa, eppure, il più delle volte, occorre anche un po’ di pazzia, intesa come quell’intuizione in grado di divenire col tempo l’arma in più di qualunque CEO. Ma non solo: qualche volta ad un’idea sulla carta non stupefacente corrisponde una storia assurda… un fatto impensabile che poi, però, finisce per cambiare la vita al suo protagonista.

heart idea

In questo post parliamo quindi di idee di successo singolari, idee che poi, per divenire note, sono state diffuse dai rispettivi founder in modo geniale. Tutto ciò ci insegna che un’idea su cui basare la propria impresa dev’essere innovativa ma anche fuori dagli schemi. Per farla divenire realtà, poi, basta crederci ed essere letteralmente disposti a tutto pur di farlo accadere. A dimostrazione di quello che abbiamo appena detto, parliamo oggi di 4 startup conosciute ormai a livello mondiale e che devono il loro successo ad un’idea geniale o ad un’azione singolare compiuta dai fondatori, a dimostrazione di come la fortuna aiuti gli audaci, eccome!

  • WhatsApp: Nel 2014 l’App di messaggistica istantanea più scaricata al mondo è stata venduta a Facebook per 19 miliardi di dollari ed il suo fondatore, Jan Koum, ha ricavato oltre 6 miliardi di dollari dall’operazione. Mica male per un ragazzo nato nelle zone povere di Kiev e che, sino a pochi anni fa, vagava per la California come emigrato in cerca di lavoro e di buoni alimentari con cui sfamarsi!
    Come avrete capito, Jan Koum ha una storia particolare alle sue spalle e la sua fortuna è stata proprio quella di interessarsi all’informatica da autodidatta. Infatti, giunto a Mountain View a soli 16 anni e sbarcato il lunario con impieghi poco gratificanti presso Ernst&Young e Yahoo, Koum ha frequentato un gruppo di hacker, imparando da sè il “computer networking” e dando vita alla famosa, geniale idea della svolta nel 2009. Acquistato un iPhone, infatti, il giovane programmatore si rese conto che l‘App Store, lanciato sette mesi prima, era in procinto di lanciare sul mercato le prime Applicazioni. Armandosi di coraggio, allora, Koum sfidò la sorte e cercò di “sfondare” creandosi un business tramite la creazione di un’App con cui aggiungere degli status accanto ai nomi delle persone registrate sulle rubriche degli iPhone (es: “Sono al cinema”, “Sto pranzando”, etc.). Da lì nacque WhatsApp, che nel giro di pochi mesi registrò 10.000 download al giorno. Quella che era un’App semplicissima alla base, diventò quindi una vera chat di messaggistica istantanea e senza confini, oltre che senza pubblicità (aspetto molto gradito dagli utenti ed altre grande intuizione del nostro Jan).
    50 miliardi di sms e 400 milioni di foto condivise ogni giorno sono i numeri del successo di Koum, con buona pace di chi c’ha provato prima di lui!
Statistiche whatsapp
  • Airbnb: La startup che mette in contatto le persone che cercano alloggi in giro per il mondo con chi offre spazi da affittare è stata fondata nel 2008 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk.
    Più che quando, però, è interessante capire come sia nata Airbnb e, soprattutto, sia stata promossa l’idea. Nel 2007, in occasione di un importante evento americano, Chesky e Gebbia ebbero un’idea geniale per assicurarsi il pagamento dell’affitto del proprio loft: dato che la disponibilità nelle camere degli hotel era ormai terminata (a causa dell’alta affluenza all’evento in questione), perché non offrire ospitalità ai visitatori in casa propria in cambio di denaro?  Detto fatto, fu da questo episodio che iniziò a prendere forma Airbnb, una startup che deve il suo nome agli air bed, i materassini gonfiabili che i nostri eroi utilizzavano per ospitare i partecipanti alla conferenza nel loro loft. Ma non è tutto: Blecharczyk, il terzo fondatore, tradusse in codici informatici l’idea dei due soci e, giunti al lancio del progetto, i tre si misero a produrre e vendere confezioni di cereali personalizzate e dedicate ai candidati per le elezioni presidenziali americane, Obama e McCain, strategia ideale per promuovere il loro progetto nascente in modo low cost.  Al giorno d’oggi Airbnb copre 192 paesi nel mondo ed ha più di 8,5 milioni di clienti, mica male per una startup pensata esclusivamente per far fronte ad un’improvvisa mancanza di denaro!
cereali airbnb
  • Pinterest: Nato nel 2008 con il nome di Tote, Pinterest è il social network per condividere sulla propria bacheca immagini personali e/o dal web con altri utenti. Perché è una di quelle storie assurde da raccontare? Semplice: perché è la dimostrazione di come l’audacia aiuti a fare successo, ed il fondatore di Pinterest Ben Silbermann ce lo insegna.
    Impiegato sino al maggio 2008 presso Google, Ben decise, spronato dalla moglie, di dare concretezza alla sua startup, inizialmente raccogliendo solo fallimenti. Unitosi ad altri due soci, Silbermann diede vita ad oltre 50 versioni differenti della sua App, non riuscendo mai a superare quota 200 iscritti (si, avete letto bene!). Da qui nacque l’idea nell’idea: coinvolgere direttamente i pochi utenti iscritti alla sua App (perlopiù giovani mamme) e scrivere email personalizzate a ciascuno di loro chiedendo feedback e consigli per migliorare i servizi e la user experience degli iscritti. I risultati sono stati miracolosi: nel 2013 gli utenti ammontavano a 25 milioni, mentre nel 2015 Pinterest è citato come uno tra i 35 siti più visitati al mondo, la dimostrazione che errare è umano, ma perseverare non sempre è diabolico.
Pinterest screenshot
  • Twitter: Nato nel 2006, Twitter è il social network più cliccato dagli utenti che desiderano tenersi aggiornati in tempo reale sugli avvenimenti nel mondo. Da quale circostanza nasce Twitter? Neanche in questo caso ad uno dei suoi fondatori, Jack Dorsey, è mancato un briciolo di pazzia: appassionato da sempre di film polizieschi, Dorsey amava passare interi pomeriggi ad ascoltare le conversazioni della polizia alla radio, in perfetto stile “impiccione”.Tra un “Volante tre c’è un tipo sospetto tra la quinta e la sesta” ed un “Richiesti soccorsi sulla 73° Avenue”, Dorsey pensò bene di proporre l’utilizzo dello stesso meccanismo anche per comunicare messaggi flash agli amici. Non sappiamo cos’abbiano pensato a primo acchito i soci di Dorsey, fatto sta che nel marzo 2006 viene pubblicato sulla piattaforma il primo “cinguettio”. Il 2009, invece, è l’anno della consacrazione di Twitter su scala planetaria, con il social che inizia ad essere utilizzato come strumento di protesta e ribellione nell’ambito della Primavera Araba.
    Al giorno d’oggi Twitter conta oltre 200 milioni di iscritti, la maggior parte dei quali sono molto attivi. Un lieto fine così non era auspicabile neanche nel miglior film poliziesco!

 

Quelli appena citati sono esempi di successo eppure, non sempre, da una storia singolare nasce un’idea vincente. Leggere questo post per credere!

B.

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