27/04/16 Marketing # , , ,

Call to action: 7 consigli per renderla efficace

Gli utenti sono cambiati. Non sono più semplici spettatori delle strategie di comunicazione dei brand, ma si sono trasformati in persone attive e ansiose di interagire con le aziende a cui concedono la loro fiducia. Sono diventati anche più selettivi e per conquistare la loro attenzione e mantenerli vicini devi sapere cosa chiedergli. In poche parole, devi essere bravo con le call to action (CTA).

call to action articolo

Cosa si intende per CTA?

Le CTA, inviti all’azione destinati ai tuoi lettori, sono gli strumenti migliori per separare gli articoli informativi dai contenuti di marketing e, nella maggior parte dei casi, chiedono agli utenti di:

  • Iscriversi alla newsletter;
  • Scaricare gratuitamente una guida o un e-book in PDF;
  • Registrarsi per utilizzare una versione di prova gratuita di un prodotto.

 

Può sembrare facile scrivere qualche parola per convincere i tuoi lettori a lasciarti i loro dati ma non essere ingenuo: se non sono ragionate le CTA si possono rivelare un completo disastro. Come si possono realizzare, quindi, delle call to action che funzionino veramente?

Inizia con il verbo

Se non chiedi qualcosa non la otterrai mai. Lascia da parte i giri di parole e incalza i tuoi lettori con un verbo in pole position. Attenzione, però, a quale scegli: se azioni come “scarica”, “acquista” o “registrati” possono affermare il valore del gesto da compiere, il verbo “invia” può generare ansia e allontanare l’utente dal clic.

Usa parole chiave

Ci sono delle piccole parole magiche per attirare l’attenzione dei lettori e convincerli a cliccare sulla call to action. Gli avverbi di tempo come “ora”, “subito” o “oggi” spingono l’utente ad approfittare dell’occasione, mentre gli aggettivi come “gratis” e “gratuito” richiamano alla mente l’idea del regalo. Chi non vorrebbe qualcosa senza pagare?

Chiedi aiuto ai numeri

Ci sono casi in cui un numero vale più di 1000 parole! Sono chiari e comunicano subito al lettore ciò che sta per ottenere. Pensa a quante volte hai letto un articolo che ti prometteva di capire qualcosa in 7 mosse, efficace vero? Prova a fare lo stesso con le tue call to action!

Sii breve

Non essere prolisso, i tempi di attenzione sono brevi e il lettore deve cogliere al volo la CTA. Cerca di includere tutte le informazioni necessarie per permettere all’utente di decidere e sintetizza il tuo invito all’azione tra i 90 e i 150 caratteri.

Non nasconderle

Se le nascondi nessuno ci cliccherà sopra! Dà loro il giusto spazio e falle rientrare nel percorso visivo della pagina in modo che l’occhio dell’utente ci cada subito. Personalizzale con dei colori accesi e rendi il bottone bombato e ombreggiato in modo da renderlo uno degli oggetti più evidenti della pagina.

Cambia le call to action

Non utilizzare la stessa CTA per troppo tempo e sfrutta soluzioni differenti in base ai tuoi utenti. Prova a testarle per capire quale risulti più efficace!

Sii diretto e onesto

Lascia da parte i giri di parole e va dritto al punto e, soprattutto, non creare illusioni. Attraverso le call to action stai creando un rapporto di fiducia con il tuo lettore quindi usa un testo reale che anticipi ciò che l’utente troverà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

call to action bottone

Se il tuo articolo è riuscito a incuriosire, le call to action diventano la ciliegina sulla torta per ottenere la fiducia dei tuoi lettori. Ricordati, però, che il rapporto tra un brand e i suoi utenti è come una storia d’amore che va coltivata ogni giorno. Prima fai chiarezza sul tipo di relazione che hai con i tuoi follower e poi crea la CTA giusta per loro!

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30/03/16 Marketing # , , , , ,

L’idea vincente: 6 regole per non sbagliare mai

Quante volte ti è capitato di avere un’idea all’apparenza geniale? E quante altre volte non sei riuscito a cavarne un ragno dal buco? Forse la tua pensata non era così brillante come sembrava. O, peggio ancora, probabilmente non sei riuscito a trovare il giusto modo di esprimerla. Le idee vincenti, infatti, non solo esistono ma hanno anche delle caratteristiche costanti legate, soprattutto, al modo in cui vengono comunicate.

Le intuizioni brillanti – e con brillanti intendiamo quelle che nessuno dimenticherà – dovrebbero rispettare sei regole auree introdotte per la prima volta dai fratelli Chip e Dan Heath nel loro libro Made to stick, il cui sottotitolo tradotto in italiano è proprio “Perché alcune idee sopravvivono e altre muoiono”.

Ma quali sono gli elementi chiave che hanno fatto la felicità dei grandi nomi della pubblicità mondiale?

Semplicità

È risaputo che non riusciamo a elaborare più di un certo numero di informazioni. Per questo è essenziale che tutti i messaggi che aspirino a essere vincenti siano semplici. Semplici, però, non significa per forza brevi, ma piuttosto chiari e diretti. Insomma, nessun giro di parole e dritti filati al succo, come ha fatto Martini per il suo famoso payoff.

idea martini party

Sorpresa

E se ti dicessi che con la Turkish Airlines puoi volare a Gotham City e incontrare Bruce Wayne? La sorpresa genera automaticamente attenzione per cui è meglio stare alla larga dai messaggi già detti e già visti se si vuole creare una comunicazione con una marcia in più.

Concretezza

Gli esempi concreti si ricordano con più facilità. Se ti stai rivolgendo a un interlocutore che ne sa poco o nulla di quello che stai dicendo devi rinunciare ai linguaggi specialistici e puntare tutto sui concetti quotidiani e “visibili”. Prendi spunto da Barilla che ha fatto della quotidianità il suo cavallo di battaglia facendo sentire tutti gli italiani “a casa”! 

Credibilità

Un’idea semplice, sorprendente e concreta non può comunque stare in piedi se non è credibile. Lasciando da parte i grandi testimonial che non tutti si possono permettere, ci sono molti modi per creare credibilità, dalle statistiche all’estrema ricchezza di dettagli che, attraverso le descrizioni, riesce a farti “toccare con mano” il prodotto. Davanti a questo spot di Samsung mettereste in dubbio le potenzialità del nuovo S7 Edge?

Emozioni

Senza emozioni non c’è azione. Per convincere i consumatori non bastano, o non servono, rapporti dettagliati e analisi di mercato: bisogno spostare l’attenzione dal cervello al cuore. È per questo che tutti gli spot di Natale sfidano la forza di gravità delle lacrime diventando memorabili e rischiando, a volte, di oscurare il brand come nel caso della pubblicità di John Lewis meglio conosciuta come quella del bambino e del pinguino!

Storie

Tutti i punti precedenti sono rintracciabili in quest’ultima regola: la storia. Pensaci bene, ti ricordi meglio una favola, la trama di un libro e di un film o il programma di un qualsivoglia esame universitario? Non è necessario essere un grande creativo per creare una storia, basta guardarsi intorno e prendere spunto da ciò che ci circonda come ha fatto Poste Italiane. Se anche le migliori pubblicità raccontano storie normali perché complicarsi la vita?

Sei pronto per creare anche tu comunicazioni vincenti? Affidati a noi per trasformare le tue idee in messaggi di successo!

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16/03/16 Marketing # , , , ,

La newsletter perfetta: quando, cosa, come

È vero, i social media sono diventati un’arma fondamentale per ogni marketer. Ma l’ago della bilancia per ogni forma di comunicazione B2B è ancora l’email marketing. Questa forma particolare di direct marketing che utilizza le mail e le newsletter con scopi promozionali e commerciali, ha il potere di far crescere il tuo business mettendoti in contatto con professionisti e potenziali clienti, eppure per molti può sembrare uno strumento antiquato. Per questo è importante fare chiarezza su come migliorare le proprie performance e come comportarsi prima di inviare la tua newsletter.

newsletter marketing

Gli orari e i giorni migliori

Chi sono i destinatari della tua newsletter? Prima di capire quali siano i giorni e gli orari migliori per l’invio bisogna distinguere il target: le mail di lavoro e quelle personali seguono regole diverse!

Le email di lavoro

Con le prime devi seguire i giorni e gli orari lavorativi, prediligendo il martedì, cercando di concentrare gli invii durante le prime ore della mattina e subito dopo la pausa pranzo.

Le email personali

Per le email personali, d’altra parte, il momento migliore è sicuramente quello dalle 15 alle 19, quando i potenziali clienti sono in preda all’apatia lavorativa e più predisposti verso l’apertura di mail B2B. Come giorni, invece, via libera all’invio dal martedì al giovedì senza disdegnare, però, il weekend in cui si può trovare un ottimo alleato nel relax!

newsletter mailchimp

Attenzione all’oggetto

E qui cominciano le note dolenti. Più del 50% dei destinatari cestina la mail solamente dopo aver letto l’oggetto, per questo diventa fondamentale catturare la loro attenzione fin dal primo sguardo. Per incuriosirli e spingerli ad aprire la tua newsletter devi pensare a un oggetto corto e accattivante: puoi, ad esempio, chiamarli per nome e porgli delle domande, fai loro capire che non possono proprio perdersi quella mail!

Il tasso di apertura e il CTR

Cosa ti devi aspettare dopo l’invio della tua newsletter? Diciamocelo chiaramente, un tasso di apertura del 100% è un’utopia bella e buona. Anche arrivare al 60% è difficile ma, seguendo questi consigli, non impossibile! Di norma quando le aperture si attestano intorno al 40% si può considerare un piccolo traguardo, migliorabile, ovviamente, ma pur sempre buono. Discorso diverso per il click through rate (CTR), ossia la percentuale dei link cliccati nel corpo della mail. Partendo dal presupposto che più link inserisci più sarà alto il CTR, normalmente questo tasso è molto inferiore rispetto alle aperture arrivando, nei casi migliori, al 10%.

Spazio ai popup

Per molti i popup sono fastidiosissimi e questo li spinge a non utilizzarli ma, costruiti nel giusto modo, possono diventare degli amici preziosissimi per aumentare la tua mailing list. Anche in questo caso il copy è fondamentale: bisogna far passare il messaggio che lasciare la loro mail sia fondamentale per accedere a contenuti esclusivi pensati su misura e condivisi da altri utenti con gli stessi interessi. In questi casi ti consigliamo di dare un’occhiata in giro e “rubare” i segreti dei popup altrui, del genere “impara l’arte e mettila da parte”!

newsletter popup

Il trucco per creare una newsletter perfetta rimane, comunque, l’analisi personale. Verifica sempre con dei controlli periodici, ottieni più feedback possibili e ricordati di modulare le mail in base al tuo bacino di utenti cercando di capire quale sia la soluzione migliore attraverso degli A/B testing.

Vuoi approfondire l’argomento e scoprire tutti i trucchi per inviare una newsletter di successo? Chiedi consiglio a noi per diventare un vero professionista dell’email marketing!

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24/02/16 Marketing # , , , , ,

No-profit marketing: i segreti del successo

Non esistono solo campagne commerciali. Negli ultimi anni, infatti, ha preso piede una nuova tipologia di spot che si distacca totalmente dai video creati appositamente per la promozione del brand: lo spot no-profit. Appartenenti alla categoria del marketing non convenzionale, questi prodotti sono riusciti a emergere in un contesto saturo di comunicazione grazie ad alcune caratteristiche peculiari che li distinguono.

no-profit

Si potrebbe pensare che la forza di queste campagne stia esclusivamente nel messaggio, beh non si potrebbe fare errore più grande. Certo il messaggio rimane centrale in ogni spot e, soprattutto ultimamente, appare l’unico elemento capace di ricondurre al filone del no-profit. La vera novità è la struttura e le tecniche del video, sempre più complesse e ricche di contenuti.

Ma cosa rende questi spot così efficaci e, soprattutto, quali sono gli elementi da non dimenticare per costruire una campagna sociale di successo?

Realtà o finzione?

Diciamocela tutta, non stiamo parlando dei temi più leggeri e divertenti del mondo, questo è poco ma sicuro. Quindi, come si può rendere appetibile e, soprattutto, ricordabile un video che ti fa pensare alla violenza, allo sfruttamento o ai problemi della società? Amnesty International France ha individuato un elemento capace di risolvere il problema: il cinematografo per dirla alla francese ;). A primo impatto sembra di trovarsi davanti a un film muto degli anni ’10 del Novecento: simpatico, musicalmente coinvolgente e ricco di gag alla Charlie Chaplin. A guardarlo meglio, invece, si scopre la violenza domestica, la difficoltà di denuncia fino alla grottesca deformazione della vita quotidiana. Che dire, Amnesty ci sa proprio fare!

Dal profit al no-profit

A nostro parere il miglior video di sempre. Moderno, intelligente e… commerciale! GreenPeace punta tutto sull’attualità andando a ripescare l’ultimo film vincitore al box office, Hunger Games, e modulando la comunicazione in base ai propri obiettivi: denunciare l’utilizzo di prodotti tossici all’interno dell’industria della moda. Le architetture, i vestiti e i personaggi sono praticamente gli stessi del film, compresa la protagonista Katniss Everdine con arco e frecce in versione cartoon. Insomma, chiunque abbia visto o conosca almeno un episodio della saga di certo non potrà dimenticare questo capolavoro della comunicazione no-profit.

Colpevoli e parodie

Ancora una volta è GreenPeace a fare scuola. In questa campagna dichiara espressamente guerra a Dove prendendo di mira un suo spot dedicato alla cura della vera bellezza. 

Entra allora in gioco il meccanismo della parodia. Lo spot, montato sulla base del precedente, diventa l’alter ego del video di Dove, una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde del no-profit. Il montaggio, la musica, il numero di attori coincidono ma i messaggi sono opposti. Se da un lato l’azienda per l’igiene personale punta tutto sulla bellezza naturale conferita dai suoi prodotti, l’ONG mondiale identifica il brand come unico colpevole del disboscamento delle foreste dovuto alla raccolta dell’olio di palma, ingrediente base di ogni prodotto Dove. Il messaggio è forte, chiaro e diretto, tre delle parole chiavi per garantirne il successo ;).

È, quindi, il marketing non convenzionale la nuova tecnica da utilizzare per fare centro con le proprie campagne, ma cosa succede se ci spostiamo sui social? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutte le potenzialità!

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10/02/16 Marketing # , , , , , ,

God bless the Super Bowl!

La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America abbia mai inventato e sviluppato diceva Gore Vidal, scrittore e sceneggiatore statunitense. In quell’intervista, è vero, si parlava di guerra, anzi della guerra che riesce a tenere incollati milioni di americani davanti ai notiziari, che poi è un po’ quello che è successo domenica sera alla cinquantesima edizione del Super Bowl. Come ogni anno, infatti, più di cento milioni di statunitensi sono rimasti appiccicati per ore davanti alla finale del campionato della National Footbal League assistendo a una vera e propria battaglia dentro e fuori dal campo.

super bowl

Il Super Bowl non è solo una partita di football, è l’evento dell’anno per antonomasia, una serata indimenticabile che vale milioni di dollari, capace di regalare – si fa per dire – successo immediato a chi ha il coraggio di sfruttarla per promuovere i propri prodotti: i brand commerciali. Quest’anno lo spazio per uno spot pubblicitario di 30’’ è costato la bellezza di 5 milioni di dollari, esattamente il 10% in più rispetto all’anno scorso. Ed è per questi prezzi esorbitanti e per il potenziale di visibilità che gli spot si fanno, anno dopo anno, sempre più spettacolari, tecnologici e star dipendenti.

Ma c’è di più. Scavando negli annali delle migliori pubblicità andate in onda durante il Super Bowl è emersa un’altra caratteristica, molto più importante degli effetti speciali o della presenza di personaggi famosi. Gli spot sono lo specchio della società, capaci di raccontare in pochissimo tempo e attraverso il solo uso delle immagini i gusti e le tendenze della nazione a stelle e strisce.

La rivoluzione tecnologica di Apple

Forse il più famoso tra tutti gli spot della competizione sportiva, “1984” è stato trasmesso in televisione una sola volta, appunto durante il terzo quarto del Super Bowl dello stesso anno. Sarà la regia di Ridley Scott, il chiaro riferimento al romanzo di George Orwell o il taglio netto con la realtà che caratterizzava le altre pubblicità, fatto sta che è considerato da tutti come il momento di svolta per il panorama commerciale legato all’evento sportivo.

La passione dei motori

Nel settore automobilistico ci sono ben 2 spot che meritano di essere citati. Il primo, del 2011, vede un Eminem in pieno stile 8 miles alla guida della sua Chrysler 200 mentre sfila per le strade di Detroit. Il video, oltre a essere uno dei più costosi della storia del Super Bowl con i suoi 12,4 milioni di dollari, rappresenta anche un momento importante per l’economia americana: la rinascita del mondo delle automobili.

Di altra pasta, invece, il mini-movie della Jaguar del 2014. Costato anch’esso un bel patrimonio (8 milioni di dollari) punta tutto sulla spettacolarità dell’auto e, soprattutto, dei protagonisti, tre perfetti gentiluomini inglesi noti per interpretare il ruolo dei cattivi di turno in ogni loro film.

A tavola!

A completare il quadretto della perfetta nazione moderna non poteva mancare il mondo del food & beverage. Per non andare a riprendere i soliti Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s vi vogliamo proporre una vera e propria chicca: lo spot prodotto da Snickers per il 50° Super Bowl. L’attore di Hollywood John Wick ha esibito tutta la sua femminilità nei panni della bionda tutta curve Marilyn Monroe, non sarà forse un ritorno al passato?

Lo sapevi che durante la finale della National Footbal League del 2013 è nato l’instant marketing? Scopri cosa è successo in questo articolo e sii pronto a farti qualche risata!

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03/02/16 Marketing # , , , , , , , ,

Instant marketing: quando, come, dove

Carpe diem, mai citazione fu più azzeccata per il marketing ai tempi dei social network. Infatti, una strategia che sta prendendo sempre più piede in questo contesto è il real time marketing, meglio conosciuto come instant marketing. Ma cosa rende questa tecnica così vincente e, allo stesso tempo, pericolosa? Semplice, tante sono le possibilità di avere successo quante quelle di trovarsi protagonisti di un epic fail di proporzioni gigantesche!

Per non rischiare cadute di stile o, peggio ancora, di posizionamento del vostro brand abbiamo stilato per voi queste 6 regole; seguitele e al prossimo “evento” potreste essere voi i leader dell’adv 2.0.

1. Rilevanza

Per prima cosa la vostra comunicazione deve essere nota alla maggior parte delle persone e interessante per loro. Per raggiungere quanti più utenti possibili bisogna puntare in alto, fino a coinvolgere un intero universo, come ha fatto Chupa Chups in seguito alla scoperta di Kepler 452b. I famosi dolcetti non aspettavano altro che un pianeta simile alla Terra per dare libero sfogo alla loro creatività e, direi, ci sono riusciti!

chupa chups instant marketing

2. Tempismo

È fondamentale arrivare al momento giusto: né quando la notizia non è ancora ben diffusa né quando non interessa più. In questo caso Oreo ha dato il meglio di sé “inaugurando” l’epoca dell’instant marketing durante il Super Bowl del 2013. Immaginate più di 100 milioni tra telespettatori e tifosi presenti allo stadio immobilizzati da un black-out che non ha solo fermato il match, ma tutta l’America. Che fare? Beh, perché non passare il tempo sui social? Ed è proprio là che arrivano i biscotti Oreo ad accendere una luce in tutta questa oscurità…

oreo instant marketing

3. Autenticità e conoscenza del brand

In terzo luogo è importante azzeccare il tone of voice in relazione ai valori che l’azienda vuole far emergere e, in questo, Ceres è maestra. Vera protagonista dell’instant marketing in italia, riesce sempre a legare gli eventi alle caratteristiche del brand. Ne è un esempio l’eclissi solare dello scorso 20 marzo quando, rilanciando il rito della birra in compagnia la sera, i marketer del marchio italiano hanno proposto la loro versione di buio totale!

ceres instant marketing

4. Condivisibilità

Un messaggio per essere vincente deve essere condivisibile, non solo dagli utenti, ma anche dai creatori, per questo bisogna chiedersi sempre se il contenuto può essere inserito anche nei propri social. Basta, allora, guardare alle famose barrette di cioccolato Snickers per rendersi conto che i primi a divertirsi sono proprio i brand, soprattutto quando ci si trova davanti a questioni… Mondiali!

snickers instant marketing

5. Partecipazione

Quinta regola ma sempre da tenere a mente è il coinvolgimento degli utenti. La notizia non solo deve essere interessante, simpatica e attuale, ma anche a prova di share. E qual è l’argomento che riesce a unire tutti in Italia? Il calcio ovviamente! Tanto di cappello, quindi, a Barilla che è riuscita a creare un passaparola, positivo o negativo che sia, tra tutti i tifosi dopo una classica domenica di campionato.

barilla lasagna instant marketing

6. Moderazione

Questo ultimo spunto vale per tutte le occasioni ed è tanto importante quanto gli altri: seguire i commenti dopo la pubblicazione e continuare a tener presente il brand su tutti i canali online.

Vuoi saperne di più su come avere successo con le tue strategie di marketing online? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutti gli step da seguire!

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13/01/16 Marketing # , , ,

5 mosse per una campagna digital efficace

Nonostante il web sia un canale alla portata di tutti, realizzare una comunicazione di successo è tutt’altro che semplice. Quali sono gli strumenti giusti per ottenere il risultato sperato e come si può strutturare una campagna digital efficace?

No, non sono domande trabocchetto ma riflessioni importanti che ognuno dovrebbe fare prima di realizzare un piano di comunicazione online. Niente paura, ci abbiamo già pensato noi. Prenditi due minuti e scopri i 5 passi per costruire al meglio la tua campagna digital.

digital

1. Punta l’obiettivo

Bene, prima di tutto visualizza il tuo obiettivo. Che sia far conoscere te stesso, il tuo brand o un semplice post su Facebook non dimenticare mai di individuare lo scopo della tua comunicazione. Cosa vuoi ottenere? Avere le idee chiare già in partenza non solo ti facilita in partenza, ma ti aiuta anche nel prendere le decisioni migliori durante il percorso.

2. Individua il target

Dopo l’obiettivo arrivano gli utenti a cui è destinata la campagna. Chi sono? Che interessi hanno? Come raggiungerli? Studia il tuo target e capisci qual è il loro problema e come risolverlo!

3. Racconta una storia

Arriva una parola usata moltissimo: storytelling. Si, la base per qualsiasi comunicazione efficace è una storia che sappia emozionare e coinvolgere. Pensa al tuo obiettivo e prova a raccontarlo come se fosse una sceneggiatura di un film con tanto di eroi e antagonisti. Una base solida sarà utile per strutturare i contenuti della tua campagna.

digital storytelling

4. Scegli i contenuti

Eccoli. Sembra strano ma li troviamo solo in quarta posizione. Infatti, una volta chiariti i passaggi precedenti verrà immediato (o quasi) creare il messaggio. Tieni sempre in mente a chi ti stai rivolgendo e cosa devi raccontare e, ricorda, esperienze, emozioni e idee sono le parole chiave da tenere in mente!

5. Lavora con i social

Dulcis in fundo i canali. A seconda del tuo target dovrai scegliere i social media da utilizzare e gli orari in cui pubblicare. Per capire i comportamenti degli utenti dai un’occhiata agli insights e poi programma tutta la tua comunicazione per filo e per segno come un vero SMM!

digital social

Un esempio di come sono state utilizzate correttamente queste 5 regole? Leggi questo post!

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