febbraio 10, 2016

God bless the Super Bowl!

La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America abbia mai inventato e sviluppato diceva Gore Vidal, scrittore e sceneggiatore statunitense. In quell’intervista, è vero, si parlava di guerra, anzi della guerra che riesce a tenere incollati milioni di americani davanti ai notiziari, che poi è un po’ quello che è successo domenica sera alla cinquantesima edizione del Super Bowl. Come ogni anno, infatti, più di cento milioni di statunitensi sono rimasti appiccicati per ore davanti alla finale del campionato della National Footbal League assistendo a una vera e propria battaglia dentro e fuori dal campo.

super bowl

Il Super Bowl non è solo una partita di football, è l’evento dell’anno per antonomasia, una serata indimenticabile che vale milioni di dollari, capace di regalare – si fa per dire – successo immediato a chi ha il coraggio di sfruttarla per promuovere i propri prodotti: i brand commerciali. Quest’anno lo spazio per uno spot pubblicitario di 30’’ è costato la bellezza di 5 milioni di dollari, esattamente il 10% in più rispetto all’anno scorso. Ed è per questi prezzi esorbitanti e per il potenziale di visibilità che gli spot si fanno, anno dopo anno, sempre più spettacolari, tecnologici e star dipendenti.

Ma c’è di più. Scavando negli annali delle migliori pubblicità andate in onda durante il Super Bowl è emersa un’altra caratteristica, molto più importante degli effetti speciali o della presenza di personaggi famosi. Gli spot sono lo specchio della società, capaci di raccontare in pochissimo tempo e attraverso il solo uso delle immagini i gusti e le tendenze della nazione a stelle e strisce.

La rivoluzione tecnologica di Apple

Forse il più famoso tra tutti gli spot della competizione sportiva, “1984” è stato trasmesso in televisione una sola volta, appunto durante il terzo quarto del Super Bowl dello stesso anno. Sarà la regia di Ridley Scott, il chiaro riferimento al romanzo di George Orwell o il taglio netto con la realtà che caratterizzava le altre pubblicità, fatto sta che è considerato da tutti come il momento di svolta per il panorama commerciale legato all’evento sportivo.

La passione dei motori

Nel settore automobilistico ci sono ben 2 spot che meritano di essere citati. Il primo, del 2011, vede un Eminem in pieno stile 8 miles alla guida della sua Chrysler 200 mentre sfila per le strade di Detroit. Il video, oltre a essere uno dei più costosi della storia del Super Bowl con i suoi 12,4 milioni di dollari, rappresenta anche un momento importante per l’economia americana: la rinascita del mondo delle automobili.

Di altra pasta, invece, il mini-movie della Jaguar del 2014. Costato anch’esso un bel patrimonio (8 milioni di dollari) punta tutto sulla spettacolarità dell’auto e, soprattutto, dei protagonisti, tre perfetti gentiluomini inglesi noti per interpretare il ruolo dei cattivi di turno in ogni loro film.

A tavola!

A completare il quadretto della perfetta nazione moderna non poteva mancare il mondo del food & beverage. Per non andare a riprendere i soliti Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s vi vogliamo proporre una vera e propria chicca: lo spot prodotto da Snickers per il 50° Super Bowl. L’attore di Hollywood John Wick ha esibito tutta la sua femminilità nei panni della bionda tutta curve Marilyn Monroe, non sarà forse un ritorno al passato?

Lo sapevi che durante la finale della National Footbal League del 2013 è nato l’instant marketing? Scopri cosa è successo in questo articolo e sii pronto a farti qualche risata!

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