• 08/06/16 Social

    I 5 vantaggi della comunicazione digitale

    In Italia i dispositivi mobile (smartphone e tablet) in uso sono 91.9 milioni a fronte di una popolazione di 61.7 milioni e si stima che in media ogni individuo passi più di 20 ore a settimana su internet. Urge quindi mettersi al passo con i tempi ed attivare una strategia digitale per comunicare in modo efficace la propria attività commerciale sul web.

    1) Costi ridotti: si può approcciare la comunicazione digitale anche con piccoli budget ed è anzi consigliabile, per iniziare a conoscere le dinamiche del proprio target di riferimento, fare dei test con un investimento contenuto. In seguito si potrebbe pensare di sostituire media tradizionali come la radio e la stampa e riallocare il loro budget sul web.

    2) Facile da misurare: rispetto ai media tradizionali con il digital marketing aggiustare il tiro quando necessario è un attimo! La comunicazione sul web beneficia del real time e quindi della possibilità di vedere cosa sta funzionando e cosa andrebbe modificato per migliorare i risultati. Nel caso del sito web Google Analytics è un valido strumento, per l’email marketing i report di Mailchimp ci danno tutte le informazioni necessarie per valutare il riscontro ma anche gli insight facebook e i report delle campagne di advertising sono indispensabili per monitorare i risultati. Se poi avete una landing page o dei pop-up valutare l’andamento della vostra strategia sarà ancora più immediato!

    3) Senza frontiere: la tua attività commerciale può essere visibile ovunque nel mondo. Non ci sono confini ma solo opportunità da esplorare che con i media tradizionali difficilmente si riuscirebbero a cogliere. Se sei interessato a mercati esteri inizia con ottimizzare le key word del tuo sito web in modo da migliorare il tuo ranking su google in base alle lingue sono di tuo interesse.

    4) Miglior coinvolgimento: con strategie di digital marketing puoi incoraggiare il tuo target a compiere delle azioni. Si parte da quelle meno impegnative come ad esempio un like o un commento fino ad arrivare ad una recensione, un contatto email o una richiesta di preventivo oo73ptz.

    5) Poco invasivo: tra le forme di marketing diretto è sicuramente uno dei meno invasivi. Questo perché sono proprio gli utenti che danno inizio al contatto o al rapporto e hanno la facoltà di definirne i limiti o scegliere se interromperlo Click This Link.

    Le attività commerciali di qualsiasi settore non possono più prescindere da una strategia digitale supportata da un team competente perché essere presenti sul web non basta! Se ne sei convinto guarda le offerte del mese senno scopri il perché…

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  • 25/05/16 Social

    I 15 termini che devi conoscere se non vuoi sfigurare nel mondo digital!

    Il mondo dell’online si popola sempre più di termini tecnici (soprattutto inglesi) che ne complicano la comprensione. Vi è già capitato di imbattervi in conversazioni dove si parlava di engagement, user experience o content marketing e non capirne a pieno il significato? Prima o poi succede a tutti! Abbiamo quindi creato un breve glossario che vi permetterà di sostenere una conversazione sul mondo digitale e fare bella figura. Potrebbe tornarvi utile anche quando deciderete di affidarvi ad un team di esperti per implementare la vostra strategia di comunicazione.

     

    Storytelling

    È un racconto su di sé, sul proprio brand, capace di suscitare emozioni ed instaurare una relazione profonda con il proprio pubblico. L’obiettivo è coinvolgere attivamente gli utenti.

     

    Engagement

    Si traduce in italiano con “fidanzamento” ma in gergo digitale viene usato per indicare il coinvolgimento del proprio pubblico. Misura il successo del messaggio e la capacità del brand di creare un legame forte con i propri utenti, con l’obiettivo di convertirli in clienti.

     

    User experience

    È la sommatoria delle emozioni, delle percezioni e delle reazioni che una persona prova quando si interfaccia con un prodotto o servizio. Da non confondere con l’usabilità, viene comunemente utilizzata per riferirsi all’esperienza di navigazione (di un sito o di un’app) che si vuole far vivere agli utenti.

     

    Device

    Sono tutti i dispositivi con i quali accediamo ad internet (smartphone, Ipad, PC ecc.).

     

    Responsive

    Il design responsive consiste nel progettare le pagine web in modo che si adattino e si ottimizzino automaticamente in base al device su cui vengono visualizzate. Una pagina che si vede bene su un grande schermo orizzontale, ad esempio, in questo modo si adatterà al formato verticale.

     

    Targeting

    È una tecnica utilizzata nel marketing e in particolare nella pubblicità online per incrementare l’efficacia di una campagna. Si usano le informazioni raccolte dal comportamento dell’utente (pagine visitate, ricerche fatte.. ) per individuare gli interessi degli utenti e, su quella base, erogare una comunicazione personalizzata relativa a prodotti o servizi.

    Brand awareness

    Indica il grado di conoscenza, la notorietà del marchio da parte del pubblico e la fedeltà degli utenti.

     

    Email marketing

    È un tipo di marketing che usa l’email come canale di comunicazione per inviare messaggi commerciali.  Questo strumento è utile per instaurare una relazione diretta con il proprio target e incoraggiare la fidelizzazione.

     

    Keyword

    Letteralmente è la “parola chiave” ma si intende un insieme di parole che gli utenti utilizzano nei motori di ricerca per trovare e consultare i siti di loro interesse.  Scegliere le proprie keyword significa posizionarsi sul web in base alle ricerche che le includono.

     

    Plug-in

    È un sistema che interagisce con un programma per ampliarne o estenderne le funzionalità originarie.

     

    Pop-up

    Sono delle finestre o riquadri che compaiono automaticamente durante la navigazione su un sito o l’uso di un’applicazione. Generalmente contengono informazioni pubblicitarie ma sono utilizzate sempre di più come strumento di conversione degli utenti.

     

    Landing page

    È una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato su un link o su una pubblicità. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità.

     

    Widget

    È un contenitore che ha lo scopo di facilitare l’interazione con un programma con l’utente. Si usa spesso per definire anche delle vere e proprie applicazioni in grado di offrire all’utente delle nuove funzionalità.

     

    File Vettoriali

    Questo tipo di file corrispondono principalmente alle estensioni .ai ed .eps. Sono i file sorgente, che si usano in grafica perché svincolati dalla risoluzione, possono essere utilizzati in qualsiasi dimensione senza perdere la qualità.

     

    Traffico organico

    Si intendono tutte le visite al sito provenienti dai motori di ricerca, grazie alle parole chiave che si sono precedentemente selezionate in base alle ricerche pasaste.

     

    Adesso non avrai più remore nel affrontare degli esperti del settore. Se sei interessato a implementare la tua strategia di comunicazione sul web sai a chi chiedere 😉

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  • 18/05/16 Social

    Le 8 domande che ti devi fare se hai un’attività commerciale

    Avere un sito non basta per essere digitali! Se hai un’attività commerciale ti dovresti porre queste 8 domande per sapere se lo sei:

    1)   Il tuo sito è responsive?

    Il design responsive consiste nel progettare le pagine web in modo che si adattino e si ottimizzino automaticamente in base al dispositivo su cui vengono visualizzate. In altre parole, fai in modo di essere ben visibile dove il tuo cliente vuole che tu sia: desktop, mobile, tablet o qualsiasi altro device verrà dopo.

     

    2)   Il loading delle pagine del tuo sito è abbastanza veloce?

    Se le tue pagine ci mettono 10 secondi a caricare perderai più della metà dei tuoi utenti! Anche un dettaglio del genere può fare la differenza, basti pensare che Amazon aumenta il suo fatturato dell’1% per ogni millisecondo che riesce a risparmiare.

     

    3)   Sai quanti visitatori ha il tuo sito e quali sono le pagine più visitate?

    Google Analytics è uno strumento gratuito fondamentale per monitorare il traffico sul tuo sito web, capire da dove arrivano gli utenti e migliorare l’esperienza di navigazione.

     

    4)   Conosci il tuo pubblico? Sai chi sono i tuoi clienti?

    Più informazioni hai sui tuoi utenti, più facilmente potrai creare delle comunicazioni personalizzate. Facebook Insights ti fornisce il dettaglio delle variabili sociodemografiche dei tuoi fan gratuitamente, fanne buon uso!

    5)   Hai scelto i social giusti per comunicare?

    Esistono diversi social network proprio perché ognuno ha una propria utilità. Scegliere i giusti canali di comunicazione tra i Facebook, Twitter e/o Instagram è un punto di partenza importante per creare una strategia vincente.

     

    6)   Sai come creare un contatto diretto con i tuoi utenti?

    Crea un account Mailchimp e inizia a convertire le visite sul tuo sito in contatti email. Le newsletter ti permettono di comunicare in modo più approfondito con i tuoi clienti, senza dover sottostare alle regole di sinteticità dettate dai social più diffusi.

     

    7)   Il tuo blog genera un ritorno?

    Avere un blog è utile solo se gli argomenti scelti sono effettivamente di interesse per il vostro target. Pensate alle informazioni che i vostri clienti potrebbero cercare su internet e privilegiate le parole chiave nel corpo dell’articolo (keyword.io è un valido aiuto).  Se invece vi manca l’ispirazione per un titolo originale fate un salto su Portent Idea Generator 😉

     

    8)   I contenuti (testo, foto, video) sono idonei?

    L’occhio vuole la sua parte! Fate attenzione all’estetica dei vostri contenuti. Per le foto vi segnaliamo Pablo, in linea generale scegliete una linea editoriale che si sposi bene con il vostro brand e non perdertela di vista.

     

    Essere digitali non significa essere presenti sul web ma usarlo per trasformare i propri utenti in amanti del tuo marchio!

    Hai bisogno di altri consigli? Contattaci e ti daremo tutte le risposte che cerchi!

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  • 11/05/16 Social

    Siti per matrimoni: cosa non deve mancare

    Nel mondo dell’online, è sempre più frequente la richiesta da parte dei futuri sposi di avere un proprio sito web per il matrimonio. Su internet si possono scegliere alcune soluzioni homemade, che noi personalmente sconsigliamo in quanto troppo basiche per creare engagement con gli invitati e “già viste”, oppure pensare a qualcosa di più customizzato.

    Qualunque sia la vostra scelta, nell’articolo di oggi abbiamo preparato una mini guida degli elementi che non devono mancare in un sito web di un matrimonio che si rispetti.

    Partiamo dai colori, preferibilmente chiari, e dagli elementi grafici, realizzati con tratti semplici, che devono rispecchiare lo stile degli sposi ed essere in linea con quello scelto per il giorno del matrimonio. È molto importante, infatti, avere coerenza tra l’immagine online e quella del giorno della cerimonia.

    Devono esserci ovviamente le informazioni sul matrimonio, con il luogo e l’orario della cerimonia e del ricevimento. Per non creare qualcosa di estremamente descrittivo, consigliamo di accompagnare i testi con foto a forte impatto delle location interessate.

    Sicuramente è utile per i partecipanti trovare sul sito anche le mappe, soprattutto se le location non sono facilmente raggiungibili. Per questo scopo si rivela molto utile Google Maps.

    È facoltativo aggiungere poi i nomi e/o le foto dei testimoni, con qualche aneddoto sullo sposo/sposa, che possono magari strappare un sorriso di un amico che lo legge. Una cosa che non deve assolutamente mancare, invece, è la sezione RSVP con gli appositi form, nella quale i partecipanti hanno modo di confermare o meno la propria presenza, e gli sposi di avere un database completo di chi ci parteciperà alla propria festa.

    Una gallery delle foto degli sposi a fondo pagina, infine, sicuramente rende tutto il sito meno “informativo”!

    Questo è tutto. Ora se ti stai per sposare e vuoi creare un sito, sai cosa non ci deve mancare! Se anche tu hai bisogno di un sito per il tuo matrimonio, non esitare a contattarci!

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  • 04/05/16 Social # , , , , ,

    Politica 3.0: quando il candidato è un brand

    I social media hanno cambiato il modo di fare comunicazione, anche in politica. La propaganda elettorale e i dibattiti che hanno fatto la fortuna dei talk show politici hanno lasciato spazio a videoclip, manifesti online e tweet. In un panorama in cui i comizi per strada si sono trasformati in post sui social, appare chiaro quanto questo mondo si sia avvicinato a quello della pubblicità.

    A un mese dalle elezioni amministrative che vedranno salire sul Colle il nuovo sindaco di Roma, Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Giorgia Meloni e Virginia Raggi sono i principali prodotti di questo grande brand chiamato res publica.

    Sappiamo che per capire la forza di un marchio ci sono quattro elementi da tenere in considerazione: la value proposition, la brand identity, l’advertising e la brand reputation. Abbiamo analizzato i candidati dal punto di vista del marketing e della comunicazione per scoprire chi tra di loro vincerà il titolo di Best political communicator.

    politica candidati

    Roberto Giachetti

    • Value proposition: quali sono i valori, o meglio il programma elettorale, di Giachetti? Purtroppo non è stato ancora definito un vero manifesto, ma dai suoi interventi pubblici appare chiaro quali siano alcuni dei punti fondamentali su cui si concentra la sua politica: sicurezza, decentramento, trasporti, opere incompiute, trasparenza, degrado e mobilità: la solita minestra. Stessa considerazione per lo slogan “Roma torna Roma”, è forse mai stata Milano?
    • Brand identity: dopo aver vinto le primarie del PD con il 64% si è dimostrato il candidato del partito democratico per eccellenza, soprattutto visto il pieno sostegno di Matteo Renzi. Insomma, pensi a Giachetti e vedi il PD.
    • Advertising: un viso pulito e uno sguardo fiero da gladiatore votato alla salvezza della capitale campeggiano sui manifesti affissi per tutta Roma. La grafica è sobria e lascia spazio alla creatività solo nella & commerciale del suo cognome, mentre i colori richiamano subito le tonalità del Comune di Roma, sarà un segno del destino?
    politica roberto giachetti
    • Brand reputation: sui social potrebbe fare meglio, non c’è dubbio. Con 19.000 fan su Facebook e 48.300 follower su Twitter ha il suo bel da fare per salire la classifica. La sua presenza online si estende anche su Instagram e Youtube ma rimane la piattaforma di Zuckerberg il suo contenitore preferito in cui posta foto delle sue attività e versioni digitali dei manifesti. I social gli piacciono, deve solo prenderci la mano!

    Alfio Marchini

    • Value proposition: lui sì che ha un programma, forse addirittura troppo lungo. È difficile che qualcuno legga tutti i suoi 101 punti, soprattutto considerando che gli argomenti fondamentali sono solo cinque: rifiuti, mobilità, sicurezza, amministrazione e riqualificazione urbana. Per quanto riguardo lo slogan, invece, siamo davanti a uno scivolone: “Liberi dai partiti”, dopo il supporto di Forza Italia è diventato ingannevole e fuori luogo, è il caso di cambiarlo!
    • Brand identity: come già detto il partito di Berlusconi lo appoggia ma lui è più il brand di se stesso. Con un passato da lista civica e qualche medaglia al Polo, è difficile associare Marchini a un partito. Non è detto che sia un punto di forza.
    • Advertising: niente di nuovo per quanto riguarda i manifesti. Il logo è quella famosa cartina topografica di Roma a forma di cuore delle elezioni precedenti che tanto piace ai romantici. Il concept non è da buttare via e la scelta del colore rosso richiama l’amore verso la città, ma il suo viso sorridente in primo piano rimarca ancora una volta la sua libertà partitica. A questo punto ci chiediamo chi appoggia chi.
    politica marchini
    • Brand reputation: i numeri sui social non sono da capogiro, 40.000 fan su Facebook 15.300 follower su Twitter, ma Marchini di sicuro ha una strategia. Prevedendo le critiche nei suoi confronti è nata la pagina di Arfio Marchini (probabilmente gestita dal team comunicazione di Alfio), un profilo autoironico che fa sorridere e scoraggia chiunque dal creare meme sul candidato, geniale!

    Giorgia Meloni

    • Value proposition: la quasi mamma più famosa di Roma non ha ancora un programma definito ma, come gli altri, insiste su alcuni argomenti principali come i rifiuti, le strade, la cultura, gli asili nido e i campi rom. Lo slogan “Questa è Roma” non ci dà e non ci toglie nulla, esclusa la pazienza.
    • Brand identity: Giorgia Meloni è Fratelli d’Italia. Da presidente rispecchia alla perfezione l’identità del partito togliendo ogni dubbio sulla scelta elettorale.
    • Advertising: se non ci fosse Photoshop i suoi manifesti non esisterebbero. Il suo viso giovane e sorridente va a braccetto con il rosa dello slogan e della grafica che ricorda a tutti il girl power di cui si fa paladina.
    • Brand reputation: è lei la regina dei social. Con 557.000 fan su Facebook (circa 14.000 nuovi ogni settimana) e 254.000 follower su Twitter non la ferma nessuno. È attiva e non manca mai di esprimere le sue opinioni su temi di attualità e sulle candidature dei candidati. Le sue frasi, banali a detta di molti, riscuotono talmente successo che il popolo del web si è sbizzarrito nel creare meme con virgolettati al limite dell’ovvietà.
    politica meloni

    Virginia Raggi

    • Value proposition: 11 passi per Roma è il nome del programma elettorale della Raggi. Un po’ scarno e già visto, insiste anch’esso su quelle parole chiave tanto care ai suoi rivali: sicurezza, rifiuti, mobilità, cultura e poco altro.
    • Brand identity: scelta dal Movimento 5 stelle per la sua faccia pulita, alcuni dicono che non è ancora pronta per il seggio di Roma. Nonostante ciò, è perfettamente in linea con i valori del movimento: giovane, nuova e incensurata…
    • Advertising: qualcuno ha visto i suoi cartelloni affissi per strada?
    • Brand reputation: meno male che ci sono i social, altrimenti nessuno vedrebbe i manifesti neri e gialli della candidata dei 5 stelle. Con 110.000 fan su Facebook e 22.200 follower su Twitter ci saremmo aspettati di più da lei. In qualità di candidata del “partito” più online d’Italia avrebbe potuto – e dovuto – guidare la classifica. Meno male che si riprende con la credibilità: piace, e non a pochi.
    politica virginia raggi

    Programma, partito, pubblicità e social media, chi avrà vinto la partita della comunicazione politica? Noi un vincitore lo abbiamo eletto, riuscirà a rimanere sul gradino più alto del podio?

    Ti stai candidando per le prossime elezioni e hai bisogno di un sito?

    politica Giorgia Meloni

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  • 27/04/16 Marketing # , , ,

    Call to action: 7 consigli per renderla efficace

    Gli utenti sono cambiati. Non sono più semplici spettatori delle strategie di comunicazione dei brand, ma si sono trasformati in persone attive e ansiose di interagire con le aziende a cui concedono la loro fiducia. Sono diventati anche più selettivi e per conquistare la loro attenzione e mantenerli vicini devi sapere cosa chiedergli. In poche parole, devi essere bravo con le call to action (CTA).

    call to action articolo

    Cosa si intende per CTA?

    Le CTA, inviti all’azione destinati ai tuoi lettori, sono gli strumenti migliori per separare gli articoli informativi dai contenuti di marketing e, nella maggior parte dei casi, chiedono agli utenti di:

    • Iscriversi alla newsletter;
    • Scaricare gratuitamente una guida o un e-book in PDF;
    • Registrarsi per utilizzare una versione di prova gratuita di un prodotto.

     

    Può sembrare facile scrivere qualche parola per convincere i tuoi lettori a lasciarti i loro dati ma non essere ingenuo: se non sono ragionate le CTA si possono rivelare un completo disastro. Come si possono realizzare, quindi, delle call to action che funzionino veramente?

    Inizia con il verbo

    Se non chiedi qualcosa non la otterrai mai. Lascia da parte i giri di parole e incalza i tuoi lettori con un verbo in pole position. Attenzione, però, a quale scegli: se azioni come “scarica”, “acquista” o “registrati” possono affermare il valore del gesto da compiere, il verbo “invia” può generare ansia e allontanare l’utente dal clic.

    Usa parole chiave

    Ci sono delle piccole parole magiche per attirare l’attenzione dei lettori e convincerli a cliccare sulla call to action. Gli avverbi di tempo come “ora”, “subito” o “oggi” spingono l’utente ad approfittare dell’occasione, mentre gli aggettivi come “gratis” e “gratuito” richiamano alla mente l’idea del regalo. Chi non vorrebbe qualcosa senza pagare?

    Chiedi aiuto ai numeri

    Ci sono casi in cui un numero vale più di 1000 parole! Sono chiari e comunicano subito al lettore ciò che sta per ottenere. Pensa a quante volte hai letto un articolo che ti prometteva di capire qualcosa in 7 mosse, efficace vero? Prova a fare lo stesso con le tue call to action!

    Sii breve

    Non essere prolisso, i tempi di attenzione sono brevi e il lettore deve cogliere al volo la CTA. Cerca di includere tutte le informazioni necessarie per permettere all’utente di decidere e sintetizza il tuo invito all’azione tra i 90 e i 150 caratteri.

    Non nasconderle

    Se le nascondi nessuno ci cliccherà sopra! Dà loro il giusto spazio e falle rientrare nel percorso visivo della pagina in modo che l’occhio dell’utente ci cada subito. Personalizzale con dei colori accesi e rendi il bottone bombato e ombreggiato in modo da renderlo uno degli oggetti più evidenti della pagina.

    Cambia le call to action

    Non utilizzare la stessa CTA per troppo tempo e sfrutta soluzioni differenti in base ai tuoi utenti. Prova a testarle per capire quale risulti più efficace!

    Sii diretto e onesto

    Lascia da parte i giri di parole e va dritto al punto e, soprattutto, non creare illusioni. Attraverso le call to action stai creando un rapporto di fiducia con il tuo lettore quindi usa un testo reale che anticipi ciò che l’utente troverà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

    call to action bottone

    Se il tuo articolo è riuscito a incuriosire, le call to action diventano la ciliegina sulla torta per ottenere la fiducia dei tuoi lettori. Ricordati, però, che il rapporto tra un brand e i suoi utenti è come una storia d’amore che va coltivata ogni giorno. Prima fai chiarezza sul tipo di relazione che hai con i tuoi follower e poi crea la CTA giusta per loro!

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  • 20/04/16 Social # , , , , ,

    Instagram: come e perché fare pubblicità

    Per far conoscere il tuo brand devi promuoverlo sui social network. Accanto a Facebook, la piattaforma migliore per fare advertising, di recente un nuovo social si sta facendo spazio anche come strumento di promozione online: Instagram.

    Il network delle immagini è in forte espansione e, grazie all’integrazione con il social di Zuckerberg, la pubblicità su Instagram permette di raggiungere un sempre maggior numero di utenti.

    Andiamo per gradi. Come si fa advertising su Instagram?

    Crea la campagna

    La piattaforma per attivare le campagne su Instagram è la stessa di Facebook. Qualunque sia lo strumento che tu utilizzi per le campagne (Power Editor, creazione delle inserzioni, l’Ads API…) il risultato è sempre lo stesso e potrai scegliere tra sei obiettivi: l’interazione con un post, i clic e le conversioni sul sito, l’installazione e l’interazione con l’app mobile, le visualizzazioni del video.

    Imposta il pubblico e la creatività

    Come per Facebook, dopo aver creato la campagna devi impostare il target, il budget e la creatività learn the facts here now. Per Instagram puoi scegliere tra foto, carousel e video. L’importante è che gli ads rispecchino questi requisiti:

    • Pubblica immagini con formati di 1080×1080 e con una risoluzione minima di 600 x 315 pixel (1.9:1 orizzontale) e 600 x 600 pixel (1:1 quadrata) e video in formato 264 di massimo 30 secondi:
    • La parte testuale del tuo annuncio potrà essere di solo testo, fino ad un massimo di 300 caratteri;
    • È possibile aggiungere una call to action: Prenota subito, Contattaci, Scarica, Scopri di più, Acquista ora, Iscriviti, Guarda di più.

    Scegli la destinazione

    Instagram, Facebook o tutti e due? Terminata la creazione della tua campagna puoi scegliere su quale dei due social attivarla. Attraverso una campagna unificata disporrai di un pubblico più ampio che attraversa entrambe le piattaforme riducendone, così, il gap.

    Con 400 milioni di utenti attivi Instagram è diventato uno strumento importante che promette molte possibilità a prezzi contenuti. Dobbiamo solo aspettare e vedere come verrà sfruttato 😉

    // <![CDATA[
    if (typeof newsletter_check !== "function") {
    window.newsletter_check = function (f) {
    var re = /^([a-zA-Z0-9_\.\-\+])+\@(([a-zA-Z0-9\-]{1,})+\.)+([a-zA-Z0-9]{2,})+$/;
    if (!re.test(f.elements["ne"].value)) {
    alert("L\'email non è corretta");
    return false;
    }
    for (var i=1; i

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  • 30/03/16 Marketing # , , , , ,

    L’idea vincente: 6 regole per non sbagliare mai

    Quante volte ti è capitato di avere un’idea all’apparenza geniale? E quante altre volte non sei riuscito a cavarne un ragno dal buco? Forse la tua pensata non era così brillante come sembrava. O, peggio ancora, probabilmente non sei riuscito a trovare il giusto modo di esprimerla. Le idee vincenti, infatti, non solo esistono ma hanno anche delle caratteristiche costanti legate, soprattutto, al modo in cui vengono comunicate.

    Le intuizioni brillanti – e con brillanti intendiamo quelle che nessuno dimenticherà – dovrebbero rispettare sei regole auree introdotte per la prima volta dai fratelli Chip e Dan Heath nel loro libro Made to stick, il cui sottotitolo tradotto in italiano è proprio “Perché alcune idee sopravvivono e altre muoiono”.

    Ma quali sono gli elementi chiave che hanno fatto la felicità dei grandi nomi della pubblicità mondiale?

    Semplicità

    È risaputo che non riusciamo a elaborare più di un certo numero di informazioni. Per questo è essenziale che tutti i messaggi che aspirino a essere vincenti siano semplici. Semplici, però, non significa per forza brevi, ma piuttosto chiari e diretti. Insomma, nessun giro di parole e dritti filati al succo, come ha fatto Martini per il suo famoso payoff.

    idea martini party

    Sorpresa

    E se ti dicessi che con la Turkish Airlines puoi volare a Gotham City e incontrare Bruce Wayne? La sorpresa genera automaticamente attenzione per cui è meglio stare alla larga dai messaggi già detti e già visti se si vuole creare una comunicazione con una marcia in più.

    Concretezza

    Gli esempi concreti si ricordano con più facilità. Se ti stai rivolgendo a un interlocutore che ne sa poco o nulla di quello che stai dicendo devi rinunciare ai linguaggi specialistici e puntare tutto sui concetti quotidiani e “visibili”. Prendi spunto da Barilla che ha fatto della quotidianità il suo cavallo di battaglia facendo sentire tutti gli italiani “a casa”! 

    Credibilità

    Un’idea semplice, sorprendente e concreta non può comunque stare in piedi se non è credibile. Lasciando da parte i grandi testimonial che non tutti si possono permettere, ci sono molti modi per creare credibilità, dalle statistiche all’estrema ricchezza di dettagli che, attraverso le descrizioni, riesce a farti “toccare con mano” il prodotto. Davanti a questo spot di Samsung mettereste in dubbio le potenzialità del nuovo S7 Edge?

    Emozioni

    Senza emozioni non c’è azione. Per convincere i consumatori non bastano, o non servono, rapporti dettagliati e analisi di mercato: bisogno spostare l’attenzione dal cervello al cuore. È per questo che tutti gli spot di Natale sfidano la forza di gravità delle lacrime diventando memorabili e rischiando, a volte, di oscurare il brand come nel caso della pubblicità di John Lewis meglio conosciuta come quella del bambino e del pinguino!

    Storie

    Tutti i punti precedenti sono rintracciabili in quest’ultima regola: la storia. Pensaci bene, ti ricordi meglio una favola, la trama di un libro e di un film o il programma di un qualsivoglia esame universitario? Non è necessario essere un grande creativo per creare una storia, basta guardarsi intorno e prendere spunto da ciò che ci circonda come ha fatto Poste Italiane. Se anche le migliori pubblicità raccontano storie normali perché complicarsi la vita?

    Sei pronto per creare anche tu comunicazioni vincenti? Affidati a noi per trasformare le tue idee in messaggi di successo!

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