• 23/03/16 Social

    Pasqua: le pubblicità più creative

    Pasqua è alle porte e con lei le pubblicità più dolci e caloriche. In queste settimane, infatti, stiamo assistendo a un proliferare continuo di spot e immagini a base di uova, cioccolato e, nemmeno a dirlo, uova di cioccolato. Ripetitivo non credi?

    Noi, invece, ti vogliamo proporre la nostra personale raccolta delle più creative e anticonformiste pubblicità pasquali. Lascia a casa l’uovo di cioccolato e il coniglietto di peluche e preparati a conoscere questa festa da un altro punto di vista, quello dei grandi brand per cui la Pasqua altro non è che una data da sfruttare per vendere i loro prodotti.

    Ecco quello che hanno fatto negli ultimi anni McDonald’s, Absolut Vodka, Jeep, Mercedes Benz, Wilkinson e Heineken!

    pasqua mcdonald's
    pasqua absolut vodka
    pasqua jeep
    pasqua mercedes
    pasqua wilkinson
    pasqua heineken

    Anche tu sei stanco delle solite campagne di comunicazione? Chiedi a noi per promuovere il tuo brand e catturare l’attenzione del tuo target con attività unconventional!

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  • 16/03/16 Marketing # , , , ,

    La newsletter perfetta: quando, cosa, come

    È vero, i social media sono diventati un’arma fondamentale per ogni marketer. Ma l’ago della bilancia per ogni forma di comunicazione B2B è ancora l’email marketing. Questa forma particolare di direct marketing che utilizza le mail e le newsletter con scopi promozionali e commerciali, ha il potere di far crescere il tuo business mettendoti in contatto con professionisti e potenziali clienti, eppure per molti può sembrare uno strumento antiquato. Per questo è importante fare chiarezza su come migliorare le proprie performance e come comportarsi prima di inviare la tua newsletter.

    newsletter marketing

    Gli orari e i giorni migliori

    Chi sono i destinatari della tua newsletter? Prima di capire quali siano i giorni e gli orari migliori per l’invio bisogna distinguere il target: le mail di lavoro e quelle personali seguono regole diverse!

    Le email di lavoro

    Con le prime devi seguire i giorni e gli orari lavorativi, prediligendo il martedì, cercando di concentrare gli invii durante le prime ore della mattina e subito dopo la pausa pranzo.

    Le email personali

    Per le email personali, d’altra parte, il momento migliore è sicuramente quello dalle 15 alle 19, quando i potenziali clienti sono in preda all’apatia lavorativa e più predisposti verso l’apertura di mail B2B. Come giorni, invece, via libera all’invio dal martedì al giovedì senza disdegnare, però, il weekend in cui si può trovare un ottimo alleato nel relax!

    newsletter mailchimp

    Attenzione all’oggetto

    E qui cominciano le note dolenti. Più del 50% dei destinatari cestina la mail solamente dopo aver letto l’oggetto, per questo diventa fondamentale catturare la loro attenzione fin dal primo sguardo. Per incuriosirli e spingerli ad aprire la tua newsletter devi pensare a un oggetto corto e accattivante: puoi, ad esempio, chiamarli per nome e porgli delle domande, fai loro capire che non possono proprio perdersi quella mail!

    Il tasso di apertura e il CTR

    Cosa ti devi aspettare dopo l’invio della tua newsletter? Diciamocelo chiaramente, un tasso di apertura del 100% è un’utopia bella e buona. Anche arrivare al 60% è difficile ma, seguendo questi consigli, non impossibile! Di norma quando le aperture si attestano intorno al 40% si può considerare un piccolo traguardo, migliorabile, ovviamente, ma pur sempre buono. Discorso diverso per il click through rate (CTR), ossia la percentuale dei link cliccati nel corpo della mail. Partendo dal presupposto che più link inserisci più sarà alto il CTR, normalmente questo tasso è molto inferiore rispetto alle aperture arrivando, nei casi migliori, al 10%.

    Spazio ai popup

    Per molti i popup sono fastidiosissimi e questo li spinge a non utilizzarli ma, costruiti nel giusto modo, possono diventare degli amici preziosissimi per aumentare la tua mailing list. Anche in questo caso il copy è fondamentale: bisogna far passare il messaggio che lasciare la loro mail sia fondamentale per accedere a contenuti esclusivi pensati su misura e condivisi da altri utenti con gli stessi interessi. In questi casi ti consigliamo di dare un’occhiata in giro e “rubare” i segreti dei popup altrui, del genere “impara l’arte e mettila da parte”!

    newsletter popup

    Il trucco per creare una newsletter perfetta rimane, comunque, l’analisi personale. Verifica sempre con dei controlli periodici, ottieni più feedback possibili e ricordati di modulare le mail in base al tuo bacino di utenti cercando di capire quale sia la soluzione migliore attraverso degli A/B testing.

    Vuoi approfondire l’argomento e scoprire tutti i trucchi per inviare una newsletter di successo? Chiedi consiglio a noi per diventare un vero professionista dell’email marketing!

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  • 02/03/16 Eventi # , , , , , , ,

    #wakeupRoma: the final countdown

    Ci siamo quasi! Il 12 marzo è dietro l’angolo e la conferenza stampa di oggi ha dato il via al countdown finale. Dopo 5 mesi di duro lavoro oggi è stata ufficialmente presentata a giornalisti, aziende, startup e semplici curiosi l’iniziativa di cui curiamo la comunicazione online e offline: #wakeupRoma.

    countdown #wakeupRoma

    C’erano talmente tanti giornalisti e telecamere che in alcuni momenti sembrava quasi di essere alla notte degli Oscar a Los Angeles, mancava solo Di Caprio e il suo discorso sul cambiamento climatico (che poi, a pensarci bene, un testimonial come lui ci avrebbe fatto comodo)! L’emozione degli speaker era palpabile mentre raccontavano i motivi per cui hanno scelto di aderire con le loro aziende e associazioni a #wakeupRoma, regalando alla platea numerose frasi motivazionali che non sono passate inosservate.

    countdown tweet wakeupRoma

    Ma cosa rimane dopo la conferenza di oggi? Sicuramente la consapevolezza che tanto è stato fatto ma altrettanto resta da fare. Mancano pochi giorni all’evento in cui tutto è priorità e le scadenze si accavallano come le gambe sul divano guardando un film. Fra dieci giorni ci ritroveremo tutti a testa china a ridare un po’ di luce a una città che di tenebre ne ha viste anche troppe, armati di scope e raschietti con addosso una pettorina bianca che farebbe invidia ai bellissimi completi sfoggiati oggi.

    countdown #wakeupRoma folla

    Che dire, tenetevi pronti e registratevi su www.wakeuproma.org: è ufficialmente cominciato “the final countdown”.

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  • 24/02/16 Marketing # , , , , ,

    No-profit marketing: i segreti del successo

    Non esistono solo campagne commerciali. Negli ultimi anni, infatti, ha preso piede una nuova tipologia di spot che si distacca totalmente dai video creati appositamente per la promozione del brand: lo spot no-profit. Appartenenti alla categoria del marketing non convenzionale, questi prodotti sono riusciti a emergere in un contesto saturo di comunicazione grazie ad alcune caratteristiche peculiari che li distinguono.

    no-profit

    Si potrebbe pensare che la forza di queste campagne stia esclusivamente nel messaggio, beh non si potrebbe fare errore più grande. Certo il messaggio rimane centrale in ogni spot e, soprattutto ultimamente, appare l’unico elemento capace di ricondurre al filone del no-profit. La vera novità è la struttura e le tecniche del video, sempre più complesse e ricche di contenuti.

    Ma cosa rende questi spot così efficaci e, soprattutto, quali sono gli elementi da non dimenticare per costruire una campagna sociale di successo?

    Realtà o finzione?

    Diciamocela tutta, non stiamo parlando dei temi più leggeri e divertenti del mondo, questo è poco ma sicuro. Quindi, come si può rendere appetibile e, soprattutto, ricordabile un video che ti fa pensare alla violenza, allo sfruttamento o ai problemi della società? Amnesty International France ha individuato un elemento capace di risolvere il problema: il cinematografo per dirla alla francese ;). A primo impatto sembra di trovarsi davanti a un film muto degli anni ’10 del Novecento: simpatico, musicalmente coinvolgente e ricco di gag alla Charlie Chaplin. A guardarlo meglio, invece, si scopre la violenza domestica, la difficoltà di denuncia fino alla grottesca deformazione della vita quotidiana. Che dire, Amnesty ci sa proprio fare!

    Dal profit al no-profit

    A nostro parere il miglior video di sempre. Moderno, intelligente e… commerciale! GreenPeace punta tutto sull’attualità andando a ripescare l’ultimo film vincitore al box office, Hunger Games, e modulando la comunicazione in base ai propri obiettivi: denunciare l’utilizzo di prodotti tossici all’interno dell’industria della moda. Le architetture, i vestiti e i personaggi sono praticamente gli stessi del film, compresa la protagonista Katniss Everdine con arco e frecce in versione cartoon. Insomma, chiunque abbia visto o conosca almeno un episodio della saga di certo non potrà dimenticare questo capolavoro della comunicazione no-profit.

    Colpevoli e parodie

    Ancora una volta è GreenPeace a fare scuola. In questa campagna dichiara espressamente guerra a Dove prendendo di mira un suo spot dedicato alla cura della vera bellezza. 

    Entra allora in gioco il meccanismo della parodia. Lo spot, montato sulla base del precedente, diventa l’alter ego del video di Dove, una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde del no-profit. Il montaggio, la musica, il numero di attori coincidono ma i messaggi sono opposti. Se da un lato l’azienda per l’igiene personale punta tutto sulla bellezza naturale conferita dai suoi prodotti, l’ONG mondiale identifica il brand come unico colpevole del disboscamento delle foreste dovuto alla raccolta dell’olio di palma, ingrediente base di ogni prodotto Dove. Il messaggio è forte, chiaro e diretto, tre delle parole chiavi per garantirne il successo ;).

    È, quindi, il marketing non convenzionale la nuova tecnica da utilizzare per fare centro con le proprie campagne, ma cosa succede se ci spostiamo sui social? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutte le potenzialità!

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  • 17/02/16 Social # , , ,

    Perché Sii come Bill è rivoluzionario

    A inizio settembre avevamo parlato di 3 fan page Facebook sulla bocca di tutti. Nel post di oggi parliamo di un’altra fan page molto particolare che, con più di 650.000 like in poche settimane, rappresenta un nuovo fenomeno virale. Aperta il 22 gennaio 2015, ha ottenuto talmente tanto successo che le imitazioni e gli spin-off spuntano come i funghi dopo un temporale estivo, dalle parodie dialettali agli antagonisti per eccellenza, fino a toccare i picchi più creativi andando a rubare alcuni spunti nientepopodimeno che da Quentin Tarantino! (FOTO).

    kill Bill

    Di cosa si tratta?

    I post della pagina toccano situazioni di vita conosciute a tutti e presentano sempre lo stesso schema: iniziano presentando il personaggio di fantasia Bill o Billa (la sua fidanzata) immersi in un determinato contesto e finiscono con un invito a cosa non si dovrebbe fare al posto loro con la frase “Bill è intelligente. Sii come Bill” (idem per la versione femminile). A destra c’è la rappresentazione del personaggio, come disegnato da un bambino, nell’atto di compiere l’azione descritta.

    Ma cosa rende Sii come Bill così speciale e, soprattutto, perché dovremmo prendere esempio da quell’omino stilizzato che ha invaso le nostre bacheche?

    Leggendo i post potrebbe sembrare una pagina Facebook che, come tante altre, fa dell’ironia la chiave del proprio successo ma in realtà, se ci pensate bene, ci troviamo qualcosa di molto più profondo. Immaginate una ragazza di 12 anni molto magra che si veda ripetere dai genitori di mangiare di più. Quale sarà la sua reazione? Probabilmente non li ascolterà, come fanno molte adolescenti. Immaginiamo che la stessa ragazza legga lo stesso messaggio detto da Bill, un personaggio di fantasia semplicissimo, con i commenti e i like di tante altre persone sotto. Siamo convinti che quel messaggio non passerà inascoltato. Lo stesso esempio si può fare con tanti altri aspetti di vita (più o meno seri) che in queste settimane sono stati oggetto delle vignette di Bill.

    sii come Bill billetta

    Le chiavi del successo di Bill

    Quali sono, quindi, le chiavi del modo di comunicare di Sii come Bill? Eccole:

    1. Less is more

    Con la sua semplicità Bill ha conquistato tutti. Andrea Nuzzo, creatore della pagina, ha puntato tutto sull’assenza di caratteristiche fisiche per permette a chiunque di identificarsi in lui, rendendo estremamente facile la condivisione e l’adattamento a tutte le situazioni della propria quotidianità. (FOTO)

    1. Netiquette ed etiquette

    Bill è il cittadino modello per eccellenza. Corretto sui social network, in macchina e per le strade della città, è diventato un esempio di saggezza in cui molti si rispecchiano e da cui molti dovrebbero imparare. Nato come un personaggio attento ai comportamenti su internet, ora fornisce consigli su ogni aspetto della vita, toccando anche temi lontani dal mondo del web. (FOTO)

    sii come bill
    1. Sinteticità prima di tutto

    In cinque semplici frasi Bill riesce a farti capire come è opportuno comportarsi o quello che una persona intelligente come lui non dovrebbe assolutamente fare. Chi non rispetta queste “regole” è implicitamente in errore.

    1. Co-creazione e condivisione

    La pagina si è evoluta molto nel corso di queste settimane e, per garantire alla sua creazione una viralità duratura, Andrea ha avuto la brillante idea di coinvolgere i fan di Bill nella creazione dei post, mossa assolutamente vincente. In un momento in cui la co-creazione è alla base di ogni fenomeno di successo, gli utenti hanno cominciato a proporre le situazioni più disparate basandosi sulle proprie esperienze sperando di vedere la loro idea pubblicata.

    1. Un messaggio vincente

    È il messaggio il vero punto di forza delle vignette di Bill. Sostenuto da un tone of voice educativo ma mai pesante, ogni vignetta è caratterizzata da una sottile ironia che, inevitabilmente, fa sorridere il lettore. Bill non accusa mai direttamente il comportamento in questione, si limita solo a considerarlo sbagliato dal suo punto di vista che, alla fine della favola, diventa (o dovrebbe diventare) il punto di vista di tutti.

    sii come Bill

    E tu che ne pensi? Facci sapere la tua opinione a riguardo!

    Ps.

    Vuoi prendere esempio da Bill e iniziare ad usare al meglio i tuoi social? Chiedi a noi per diventare il nuovo fenomeno virale del momento!

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  • 10/02/16 Marketing # , , , , , ,

    God bless the Super Bowl!

    La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America abbia mai inventato e sviluppato diceva Gore Vidal, scrittore e sceneggiatore statunitense. In quell’intervista, è vero, si parlava di guerra, anzi della guerra che riesce a tenere incollati milioni di americani davanti ai notiziari, che poi è un po’ quello che è successo domenica sera alla cinquantesima edizione del Super Bowl. Come ogni anno, infatti, più di cento milioni di statunitensi sono rimasti appiccicati per ore davanti alla finale del campionato della National Footbal League assistendo a una vera e propria battaglia dentro e fuori dal campo.

    super bowl

    Il Super Bowl non è solo una partita di football, è l’evento dell’anno per antonomasia, una serata indimenticabile che vale milioni di dollari, capace di regalare – si fa per dire – successo immediato a chi ha il coraggio di sfruttarla per promuovere i propri prodotti: i brand commerciali. Quest’anno lo spazio per uno spot pubblicitario di 30’’ è costato la bellezza di 5 milioni di dollari, esattamente il 10% in più rispetto all’anno scorso. Ed è per questi prezzi esorbitanti e per il potenziale di visibilità che gli spot si fanno, anno dopo anno, sempre più spettacolari, tecnologici e star dipendenti.

    Ma c’è di più. Scavando negli annali delle migliori pubblicità andate in onda durante il Super Bowl è emersa un’altra caratteristica, molto più importante degli effetti speciali o della presenza di personaggi famosi. Gli spot sono lo specchio della società, capaci di raccontare in pochissimo tempo e attraverso il solo uso delle immagini i gusti e le tendenze della nazione a stelle e strisce.

    La rivoluzione tecnologica di Apple

    Forse il più famoso tra tutti gli spot della competizione sportiva, “1984” è stato trasmesso in televisione una sola volta, appunto durante il terzo quarto del Super Bowl dello stesso anno. Sarà la regia di Ridley Scott, il chiaro riferimento al romanzo di George Orwell o il taglio netto con la realtà che caratterizzava le altre pubblicità, fatto sta che è considerato da tutti come il momento di svolta per il panorama commerciale legato all’evento sportivo.

    La passione dei motori

    Nel settore automobilistico ci sono ben 2 spot che meritano di essere citati. Il primo, del 2011, vede un Eminem in pieno stile 8 miles alla guida della sua Chrysler 200 mentre sfila per le strade di Detroit. Il video, oltre a essere uno dei più costosi della storia del Super Bowl con i suoi 12,4 milioni di dollari, rappresenta anche un momento importante per l’economia americana: la rinascita del mondo delle automobili.

    Di altra pasta, invece, il mini-movie della Jaguar del 2014. Costato anch’esso un bel patrimonio (8 milioni di dollari) punta tutto sulla spettacolarità dell’auto e, soprattutto, dei protagonisti, tre perfetti gentiluomini inglesi noti per interpretare il ruolo dei cattivi di turno in ogni loro film.

    A tavola!

    A completare il quadretto della perfetta nazione moderna non poteva mancare il mondo del food & beverage. Per non andare a riprendere i soliti Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s vi vogliamo proporre una vera e propria chicca: lo spot prodotto da Snickers per il 50° Super Bowl. L’attore di Hollywood John Wick ha esibito tutta la sua femminilità nei panni della bionda tutta curve Marilyn Monroe, non sarà forse un ritorno al passato?

    Lo sapevi che durante la finale della National Footbal League del 2013 è nato l’instant marketing? Scopri cosa è successo in questo articolo e sii pronto a farti qualche risata!

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  • 03/02/16 Marketing # , , , , , , , ,

    Instant marketing: quando, come, dove

    Carpe diem, mai citazione fu più azzeccata per il marketing ai tempi dei social network. Infatti, una strategia che sta prendendo sempre più piede in questo contesto è il real time marketing, meglio conosciuto come instant marketing. Ma cosa rende questa tecnica così vincente e, allo stesso tempo, pericolosa? Semplice, tante sono le possibilità di avere successo quante quelle di trovarsi protagonisti di un epic fail di proporzioni gigantesche!

    Per non rischiare cadute di stile o, peggio ancora, di posizionamento del vostro brand abbiamo stilato per voi queste 6 regole; seguitele e al prossimo “evento” potreste essere voi i leader dell’adv 2.0.

    1. Rilevanza

    Per prima cosa la vostra comunicazione deve essere nota alla maggior parte delle persone e interessante per loro. Per raggiungere quanti più utenti possibili bisogna puntare in alto, fino a coinvolgere un intero universo, come ha fatto Chupa Chups in seguito alla scoperta di Kepler 452b. I famosi dolcetti non aspettavano altro che un pianeta simile alla Terra per dare libero sfogo alla loro creatività e, direi, ci sono riusciti!

    chupa chups instant marketing

    2. Tempismo

    È fondamentale arrivare al momento giusto: né quando la notizia non è ancora ben diffusa né quando non interessa più. In questo caso Oreo ha dato il meglio di sé “inaugurando” l’epoca dell’instant marketing durante il Super Bowl del 2013. Immaginate più di 100 milioni tra telespettatori e tifosi presenti allo stadio immobilizzati da un black-out che non ha solo fermato il match, ma tutta l’America. Che fare? Beh, perché non passare il tempo sui social? Ed è proprio là che arrivano i biscotti Oreo ad accendere una luce in tutta questa oscurità…

    oreo instant marketing

    3. Autenticità e conoscenza del brand

    In terzo luogo è importante azzeccare il tone of voice in relazione ai valori che l’azienda vuole far emergere e, in questo, Ceres è maestra. Vera protagonista dell’instant marketing in italia, riesce sempre a legare gli eventi alle caratteristiche del brand. Ne è un esempio l’eclissi solare dello scorso 20 marzo quando, rilanciando il rito della birra in compagnia la sera, i marketer del marchio italiano hanno proposto la loro versione di buio totale!

    ceres instant marketing

    4. Condivisibilità

    Un messaggio per essere vincente deve essere condivisibile, non solo dagli utenti, ma anche dai creatori, per questo bisogna chiedersi sempre se il contenuto può essere inserito anche nei propri social. Basta, allora, guardare alle famose barrette di cioccolato Snickers per rendersi conto che i primi a divertirsi sono proprio i brand, soprattutto quando ci si trova davanti a questioni… Mondiali!

    snickers instant marketing

    5. Partecipazione

    Quinta regola ma sempre da tenere a mente è il coinvolgimento degli utenti. La notizia non solo deve essere interessante, simpatica e attuale, ma anche a prova di share. E qual è l’argomento che riesce a unire tutti in Italia? Il calcio ovviamente! Tanto di cappello, quindi, a Barilla che è riuscita a creare un passaparola, positivo o negativo che sia, tra tutti i tifosi dopo una classica domenica di campionato.

    barilla lasagna instant marketing

    6. Moderazione

    Questo ultimo spunto vale per tutte le occasioni ed è tanto importante quanto gli altri: seguire i commenti dopo la pubblicazione e continuare a tener presente il brand su tutti i canali online.

    Vuoi saperne di più su come avere successo con le tue strategie di marketing online? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutti gli step da seguire!

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  • 27/01/16 Social # , , , , ,

    Il curioso caso di Italo Treno

    Quasi ogni giorno le aziende si trovano davanti a una crisi. Sia chiaro, non stiamo parlando di un improvviso disastro economico poiché in questi casi è solo la reputazione ad essere toccata (almeno all’inizio..) ma, in un contesto in cui la realtà offline si riflette direttamente su quella online, non sempre gestire queste fasi equivale a una passeggiata.

    Qualche mese fa avevamo analizzato i casi più spinosi di crisis management citando grandi nomi come Barilla, Volkswagen e Costa Crociere, però proprio in questi giorni si è consumata un’altra battaglia a suon di post che merita di essere guardata più da vicino. Signore e signori, ecco a voi il curioso caso di.. Italo Treno!

    italo

    Le cause della crisi

    L’ora x è scattata domenica 24 gennaio alle ore 12:00 quando alcuni utenti indignati hanno cominciato a twittare un malcontento generale ai danni dell’azienda ferroviaria in seguito ad un codice sconto valido per i viaggi da e verso Roma in occasione del Family Day del 30 gennaio 2016. In pochissime ore è stato creato l’hashtag #boicottaitalo che è diventato immediatamente virale, alimentando sempre di più le reazioni degli ormai ex sostenitori di Italo.

    Le accuse principali? Omofobia, pessima strategia commerciale e un responsabile marketing a dir poco incompetente. Il popolo del web si è talmente scatenato che le foto con le carte fedeltà tagliate a metà sono spuntate come i funghi aspettando le risposte ufficiali dell’azienda che non sono tardate ad arrivare.

    italo carta

    La risposta di Italo

    Ma come è stata gestita la crisi? Per prima cosa è stata adottata la strategia della risposta plenaria: è stato realizzato un solo post per rispondere a tutti i commenti invece di frammentare la spiegazione per ogni utente. In secondo luogo, il social media manager dell’azienda si è rivolto a tutti dando del tu, un chiaro segnale di avvicinamento ai fan della pagina. Purtroppo il tone of voice è cambiato nel corso dei post, arrivando ad apostrofare i follower con il termine “Ragazzi”, incipit che, non serve dirlo, ha scatenato ulteriori reazioni.

    italo risposta

    Considerazioni finali

    Di sicuro la gestione della crisi non è stata esemplare ma, c’è da dire, la campagna #boicottaitalo si è generata quasi inaspettatamente per ragioni più o meno condivisibili. Infatti, come è stato spiegato nella pagina ufficiale, Italo ha sempre offerto convenzioni per eventi e manifestazioni, senza prendere posizione in merito, come è successo per il Gay Pride di Padova nell’estate del 2014.

    La bufera sicuramente si placherà in pochi giorni lasciando, come risultato, un aumento della visibilità e, forse, qualche cliente in meno. Che ci possiamo fare, questo è il crisis management!

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  • 13/01/16 Marketing # , , ,

    5 mosse per una campagna digital efficace

    Nonostante il web sia un canale alla portata di tutti, realizzare una comunicazione di successo è tutt’altro che semplice. Quali sono gli strumenti giusti per ottenere il risultato sperato e come si può strutturare una campagna digital efficace?

    No, non sono domande trabocchetto ma riflessioni importanti che ognuno dovrebbe fare prima di realizzare un piano di comunicazione online. Niente paura, ci abbiamo già pensato noi. Prenditi due minuti e scopri i 5 passi per costruire al meglio la tua campagna digital.

    digital

    1. Punta l’obiettivo

    Bene, prima di tutto visualizza il tuo obiettivo. Che sia far conoscere te stesso, il tuo brand o un semplice post su Facebook non dimenticare mai di individuare lo scopo della tua comunicazione. Cosa vuoi ottenere? Avere le idee chiare già in partenza non solo ti facilita in partenza, ma ti aiuta anche nel prendere le decisioni migliori durante il percorso.

    2. Individua il target

    Dopo l’obiettivo arrivano gli utenti a cui è destinata la campagna. Chi sono? Che interessi hanno? Come raggiungerli? Studia il tuo target e capisci qual è il loro problema e come risolverlo!

    3. Racconta una storia

    Arriva una parola usata moltissimo: storytelling. Si, la base per qualsiasi comunicazione efficace è una storia che sappia emozionare e coinvolgere. Pensa al tuo obiettivo e prova a raccontarlo come se fosse una sceneggiatura di un film con tanto di eroi e antagonisti. Una base solida sarà utile per strutturare i contenuti della tua campagna.

    digital storytelling

    4. Scegli i contenuti

    Eccoli. Sembra strano ma li troviamo solo in quarta posizione. Infatti, una volta chiariti i passaggi precedenti verrà immediato (o quasi) creare il messaggio. Tieni sempre in mente a chi ti stai rivolgendo e cosa devi raccontare e, ricorda, esperienze, emozioni e idee sono le parole chiave da tenere in mente!

    5. Lavora con i social

    Dulcis in fundo i canali. A seconda del tuo target dovrai scegliere i social media da utilizzare e gli orari in cui pubblicare. Per capire i comportamenti degli utenti dai un’occhiata agli insights e poi programma tutta la tua comunicazione per filo e per segno come un vero SMM!

    digital social

    Un esempio di come sono state utilizzate correttamente queste 5 regole? Leggi questo post!

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