• 03/09/15 Social # , , ,

    Social Network: 4 fallimenti illustri prima di Google Plus

    Google non è invincibile ed è il fallimento del suo social network, Google Plus, a dimostrarcelo. E’ questo il primo pensiero che lo strano caso Google+ ci ha fatto venire in mente: chi l’avrebbe mai immaginato, infatti, che Big G potesse avere dei punti nevralgici? O semplicemente, chi l’avrebbe mai detto che il colosso di Mountain View si sarebbe dovuto arrendere ai suoi competitor?
    In realtà la domanda è retorica, dal momento che Google+, detto tra noi, non ci ha mai convinti, non ha mai convinto gli operatori del settore e forse, proprio per questo, la sua fine era già scritta tra le stelle. E’ inoltre vero che ancora non sappiamo esattamente cosa ne sarà di Google Plus, se chiuderà definitivamente i battenti, se andrà incontro ad un restyling totale o magari cambierà semplicemente qualche funzionalità, eppure è giusto considerarlo un fallimento, dal momento che parliamo di un social network che ha sì oltre 2 miliardi di iscritti, ma si tratta di iscrizioni “fittizie”, effettuate solo perché automaticamente ed arbitrariamente incluse nella creazione di un account Gmail. E’ giusto, poi, parlare di fallimento semplicemente perché Google+ non ha centrato l’obiettivo per cui era nato: insidiare (e, possibilmente, superare) Facebook. Così non è stato, anzi il confronto tra i due social è stato impietoso per Big G: tra gli utenti di Google+, infatti, solo il 9% ha pubblicato almeno un post, mentre gli utenti attivi costantemente non arrivano neanche a 6 milioni in tutto il mondo. Numeri che parlano da soli, e che rendono superflua qualunque altra considerazione.

    Restiamo quindi in attesa di scoprire quale sarà il destino di Google Plus, con la consapevolezza che il suo caso – fallimento o crisi profonda che sia – non è il primo a verificarsi nella storia dei social network… e probabilmente non sarà l’ultimo, visto l’andazzo in Rete ed il continuo proliferare di nuove piattaforme sociali. Oggi ci concentriamo quindi sulle cosiddette “meteore del web”, ossia su quei social media nati sotto i migliori auspici ma poi, per un motivo o per un altro, spariti nei meandri della Rete.

    • MSN Messenger: Quest’applicazione va citata subito in quanto è stato il primo programma di messaggistica instantanea a catalizzare l’attenzione di quelli che si possono definire i primi nativi digitali dell’era del computer. Ebbene, dopo 15 anni di onorato servizio, MSN ha chiuso ufficialmente i battenti nell’ottobre 2014, sovrastato da Skype prima e Whatsapp dopo. Ne hanno dato il triste annuncio Microsoft e tutti gli utenti che, grazie a MSN Messenger, hanno scoperto la chat virtuale ed il suo valore. Rimarrà per sempre nei nostri cuori!
    • MySpace: Nel 2008 sembrava che questo social network potesse durare per sempre, poi è arrivato Facebook a scombinargli i piani. MySpace, sino a 7-8 anni fa, era il sito più conosciuto e frequentato in Rete, acquistato da Rupert Murdoch per 580 mln di dollari Visit This Link. Poi, a partire dal 2011, la piattaforma ha iniziato a perdere utenti su utenti, inaugurando una parabola discendente che non s’è più arrestata. Il fallimento di MySpace è da attribuire, tra le altre cose, ad un eccessiva presenza di banner pubblicitari ed anche alla configurazione della piattaforma, poco utile ai brand nella creazione di digital strategy. Ci sarà un motivo se Facebook non ha rivali!
    • Ping iTunes: Presentato da Steve Jobs in persona nel 2010, il social network musicale di Apple doveva essere il trait d’union tra amanti della musica ed artisti, ma ha finito per essere il “re” dei flop. Con ciò si spiega la sua prematura “scomparsa”, datata 30 settembre 2012. Motivo? Sempre lo stesso: troppe funzioni limitate rispetto a quelle offerte dai due social network per eccellenza, Facebook e Twitter.E pensare che, a 48 ore all’apertura ufficiale, su Ping s’erano già registrati 1 mln di utenti… altri tempi!
    • Friendster: Dulcis in fundo, ecco l’altro social network eminente finito nell’oblio. Nata come piattaforma ideale per favorire il proliferare di amicizie in giro per il mondo, nel 2003 Friendster contava decine di milioni di utenti, con lo stesso Google che aveva offerto milioni di dollari al suo proprietario per acquisirlo. Poi, però, dopo un lento declino partito nel 2005, Friendster ha esalato l’ultimo respiro nel 2009, cadendo sotto i colpi di Facebook e di un restyling “anti crisi” che, anziché aumentare il bacino d’utenza, ha finito per accelerare l’esodo verso “Casa Zuckerberg”. Peccato, Friendster era forse il social network più simile a Facebook, sia nelle funzionalità che nella tipologia di interazioni tra iscritti. Evidentemente Zuckerberg ci ha visto lungo ancora una volta, altrimenti non si spiegano le “vittime” illustri che s’è portato dietro fin dalla sua creazione.

    Quelli citati sono i casi più famosi di social network falliti, ma ce ne sono anche altri come Orkust, Delicious, Diaspora e Digg, solo per citarne qualcuno. Che riposino in pace dunque, d’altronde non tutti hanno la fortuna di possedere l’elisir di lunga vita come Facebook!

    Vuoi scoprire quali aziende hanno, invece, ottenuto un gran successo partendo da idee singolari o da storie pazzesche accadute ai propri founder? Clicca qui, ne vedrai delle belle! 🙂

    B.

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  • 01/09/15 Eventi # , ,

    Web marketing e comunicazione: i prossimi eventi da non perdere

    Manca poco alla fine dell’estate e, se da una parte il rientro a lavoro è duro per tutti, dall’altra gli amanti di web marketing e comunicazione digitale hanno di che consolarsi, dal momento che la fine della calda stagione coincide con l’inizio di alcuni importanti eventi dedicati a questo settore in continua evoluzione. Per i desiderosi di aggiornarsi su tutte le novità della Rete, partecipare ad eventi e confrontarsi con esperti ed operatori del settore è la migliore mossa per allineare la propria web strategy ai continui cambiamenti in atto.
    In Italia, negli ultimi anni, si è virato verso un panorama formativo digitale vario ed in grado di coprire il settore del web marketing e della web communication a 360 gradi.

    eventi web marketing

    Quali sono quindi gli eventi di web marketing e comunicazione più importanti in programma in Italia nei prossimi mesi? Eccoli:

    • FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE (Camogli, 10-13 settembre 2015): il Festival della Comunicazione di Camogli è ormai un appuntamento chiave in Italia: workshop, incontri, spettacoli, mostre e laboratori rendono questo evento ideale appassionante ed per tutti coloro che desiderano tenersi aggiornati sul mondo della comunicazione in tutte le sue sfaccettature. L’ingresso è libero (per info clicca qui);
    • BEST EVENT AWARDS (Milano, 29-30 settembre 2015): Il BEA è un evento organizzato da ADC Group, giunto ormai alla sua 12°edizione. Pur non trattandosi di un evento di web marketing, ci sembra doveroso citarlo in quanto si tratta del primo premio in Italia dedicato alla Event Industry italiana e si pone l’obiettivo di valorizzare l’evento come forma di comunicazione innovativa, inserito a pieno titolo nella più ampia strategia di comunicazione delle aziende. Per avere tutte le informazioni sul programma e sull’acquisto dei ticket, vi basterà cliccare qui;
    • SM STRATEGIES (Bologna, 14-15 ottobre 2015): il Social Media Strategies è un’occasione imperdibile per tutti gli esperti di social media marketing. La durata di quest’evento, firmato GT, è di due giorni e sarà un’ottima occasione di confronto su tutti i principali social network e social media della Rete, per un’esperienza fortemente professionalizzante. Per partecipare al SM Strategies occorre pagare 449 euro + IVA (per info clicca qui);
    • SMX Milano 2015 (Milano, 12-13 novembre 2015): La SMX è la Conferenza Mondiale su Search e Social Media Marketing, occasione ideale per approfondire la propria knowledge su SEO, Content Marketing, Advertising e tutto ciò che c’è da sapere sull’utilizzo professionale dei social network. Il prezzo da pagare per potersi iscrivere è di 500 euro +IVA, con possibilità di sconto per i primi iscritti (per info clicca qui);
    • IAB Forum (Milano, 1-2 dicembre 2015): IAB Forum Milano è il più autorevole appuntamento dell’anno sulla comunicazione digitale ed interattiva in Italia, molto atteso da tutti gli operatori del settore. Si parlerà di marketing (in tutte le sue forme) e social media management, con la possibilità di partecipare a workshop di approfondimento (per info clicca qui);

    In ultimo, vi ricordiamo che è molto interessante la Settimana della Formazione promossa da GT Idea. Si tratta di un format che ha avuto enorme successo nelle edizioni passate e con cui, nel corso del 2015, è possibile partecipare a 8 settimane di formazione sulle tematiche del web marketing. La formazione può avvenire o tramite webinar oppure tramite lezioni frontali. Nell’ambito di quest’iniziativa firmata GT Idea vi segnaliamo il webinar su “App e Mobile”, in programma dal 28 novembre al 2 ottobre 2015 e quello su WordPress e Joomla, in programma dal 19 al 23 ottobre prossimi. Entrambe le iniziative sono ad iscrizione gratuita, per avere maggiori info sulle settimane della formazione ti basterà cliccare qui.

    B.

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  • 27/08/15 Marketing , Social

    McDonald’s rifiuta la proposta di Burger King!

    Ieri mattina, tra le varie notizie di marketing, ce n’era una che ci aveva colpito molto: la proposta di Burger King a McDonald’s di studiare e vendere un nuovo panino congiunto per onorare la prossima giornata della Pace (21 settembre 2015): il McWhopper!

    Prendendo i 6 ingredienti del Big Mac e del Whopper, si sarebbe creato un panino gigante ad hoc da vendere in un pop-up store ad Atlanta, esattamente a metà  tra gli headquarter dei due colossi americani: Chicago e Miami.

    Il messaggio vuole essere quello di fare la pace, partendo da una “guerra” di brand, e facendolo arrivare a tematiche più serie. Il ricavato dalla vendita del panino nell’intera giornata sarebbe stato devoluto in beneficienza all’organizzazione no profit “Peace One Day”.

    Per rendere la proposta più credibile, Burger King ha creato anche un sito ad hoc: www.mcwhopper.com, molto carino graficamente, in cui sono perfettamente spiegati i motivi e le modalità dell’iniziativa, con tanto di idee sul merchandising, packaging e sulla creatività.

    Ecco la risposta di McDonald’s:

    Burger King Mc Donald screenshot
    La frase finale di Steve Easterbrook, CEO dell’azienda, in particolare, “A simple phone call will do next time”, come a voler sminuire l’iniziativa del competitor, ci è sembrata poco furba.
    E’ vero che con questa proposta Burger King ha messo di fatto spalle al muro l’azienda di Ronald, qualsiasi risposta avrebbe dato, ma agli occhi dell’utente finale il rifiuto del CEO di McDonald’s sta venendo visto negativamente, come dimostrano i numerosi commenti perplessi al post.
    Sarebbe stato sicuramente meglio rispondere di sì, aggiungendo un elemento per rimarcare ironicamente la propria leadership, in ogni caso mancano ancora più di tre settimane al 21 settembre.. Ci sarà un seguito? Vedremo, seguite il nostro blog se desiderate tenervi aggiornati su questa vicenda e su molti altri argomenti! 🙂
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  • 24/08/15 About us

    Nuovo accordo: Bulsara Adv nelle aree toilet di Centostazioni!

    Ciao! Abbiamo una grande notizia: siamo lieti di annunciare la nostra nuova partnership con il Circuito Centostazioni!
    Da oggi puoi comprare i tuoi spazi con noi nelle Stazioni di Milano P. Garibaldi e Rogoredo, Pisa, Brescia, Bergamo, Parma, Savona e Arezzo!

     

    PROMO di Natale… Solo fino al 18 dicembre!

    Aree toilet e fasciatoi:

    – Milano Porta Garibaldi;

    – Milano Rogoredo;

    – Brescia;

    – Bergamo.

     

    Contattaci per saperne di più!

    Centostazioni nasce dalla partnership tra Ferrovie dello Stato Italiane e Archimede 1 – Gruppo SAVE, ed è la società che gestisce 103 stazioni ferroviarie italiane, divenute veri e propri poli urbani multifunzionali, luoghi ideali per l’incontro, lo shopping e la comunicazione. Un diverso concept di stazione, visibile nel cuore delle più importanti città del nostro territorio.
    Il flusso annuale delle 103 stazioni è di circa 500 milioni di persone.
    Trovi tutte le altre nostre location in <a href="http://www cialis overnight delivery.bulsara.it/location/” target=”_blank”>questa pagina.
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  • 19/08/15 Wordpress # , , , ,

    WordPress: i 5 migliori plugin gratis per le gallerie fotografiche

    WordPress è il CMS (Content Management System) più utilizzato al mondo, una potente piattaforma virtuale tramite cui creare il proprio sito web o il proprio blog in modo assolutamente personalizzato, oltre che gratuito.

    Chi utilizza WordPress, quindi, non avrà bisogno di confrontarsi col tremendo mondo del linguaggio HTML delle pagine web. Ciò significa che chiunque, anche chi non “mastica” programmazione web, avrà comunque la possibilità di creare un sito (o blog) dinamico e professionale, scegliendo i templates (o temi) e le funzionalità ottimali per i propri obiettivi.

    Una volta scaricato ed installato WordPress sul proprio PC, ci troveremo quindi di fronte ad una piattaforma con un’interfaccia grafica intuitiva e semplice da utilizzare, pronti a creare qualunque contenuto desideriamo. Ciò che vi consiglio, però, e di non “accontentarvi” di quelle funzionalità WordPress di default, preinstallate cioè nel programma e quindi pronte all’utilizzo non appena ultimerete la configurazione sul vostro pc.

    Installate piuttosto i plugin che trovate più utili, ossia quei “programmini” suddivisi per categoria e con cui potrete ampliare il vostro WordPress grazie all’aggiunta di determinate funzioni (ad esempio, il rilascio di un commento su un blog, oppure la condivisione di un post sui social network sono funzioni possibili grazie all’aggiunta, sul sito WP in questione, di determinati plugin).

    Premesso ciò, come agenzia di digital marketing ci siamo spesso trovati a dover fare i conti con migliaia di plugin disponibili, tutti belli ed utili nella forma…più che nella sostanza. Sì, perchè di plugin ne troverete tantissimi per ogni categoria di WordPress, eppure solo pochi sono quelli davvero meritevoli di attenzioni (e, quindi, di download). Oggi ci concentriamo sulla sezione “Gallerie Fotografiche” e vi proponiamo i 5 migliori plugin gratis da scaricare per creare e gestire bellissime gallerie per le vostre immagini:

    1. Easy Media Gallery => Per qualcuno è il miglior plugin di WordPress per gallerie fotografiche, ed anche noi lo troviamo veramente intuitivo nell’utilizzo e soddisfacente nelle funzionalità. Un comodo pannello di controllo v’accompagnerà nei primi passi, dovrete solo scegliere la tipologia di galleria e tutte le caratteristiche che più v’aggradano (versione premium disponibile).
    2. Photo Gallery => Si tratta di un plugin con un elenco di tool ed opzioni avanzate utili, tra le altre cose, a modificare le immagini, fornire descrizioni dettagliate e organizzare le foto in album differenti (versione premium disponibile).
    3. Grand Flagallery => Questo potente plugin ti consente di accedere a numerosissime funzionalità e di creare gallerie per immagini, video ed anche note audio e playlist Mp3 personalizzate Related Site. Ecco che quindi sarà possibile fare un giro in galleria ascoltando della sana musica.. non male, vero? (disponibile solo la versione free)
    4. Gallery Bank => Si tratta di un plugin responsive, ideale per creare gallerie fotografiche visualizzabili su tutti i dispositivi. L’utilizzo è inoltre molto intuitivo e sono anche disponibili svariati layout per creare, tra le altre cose, effetti speciali e d’animazione. Fortemente consigliato! (versione premium disponibile).
    5. Eazyest Gallery => Dulcis in fundo, non possiamo non consigliare Eazyest Gallery, che ha di buono la possibilità di caricare un numero illimitato di foto, organizzarle in cartelle e sottocartelle ed aggiungere tag. E’ inoltre possibile creare diapositive e modificare i filtri, sbizzarrendovi come meglio credete. (disponibile solo la versione free).

    Rimanete sintonizzati sul nostro blog, più in là vi sveleremo altri utilissimi plugin per WordPress!

    B.

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  • 05/08/15 Social # , , ,

    Hashtag su Instagram: i termini censurati che hanno fatto più discutere

    Hai provato ad inserire un hashtag su Instagram ma non l’hai trovato? Hai postato una foto che però, incredibilmente, non ha ricevuto neanche un “mi piace” nonostante l’utilizzo di hashtag virali? Non impazzire a cercare una spiegazione: molto probabilmente sarai stato penalizzato da Instagram perchè uno (o più) degli hashtag inseriti è stato bannato.
    Riconosco che parlare di termini bannati all’interno di un social network può sembrare alquanto bizzarro, dal momento che, accedendo sulla Rete, noi utenti ci convertiamo ad un’unica “religione”, quella Net Neutrality che rende il web uno spazio dove non vige alcuna legge scritta. Perché, allora, un social network dovrebbe snaturarsi e, anziché continuare ad essere una piattaforma di scambio e confronto assolutamente neutrale e libera, decidere al posto degli utenti?
    Il quesito è legittimo, specie di questi tempi. Risale infatti a pochi giorni fa la scelta di Instagram di eliminare dal suo database l’hashtag #curvy, scelta che ha fatto discutere non poco. Per chi non lo sapesse, curvy è il termine inglese con cui si indicano le donne dalle forme prosperose, nessun riferimento denigratorio al sovrappeso, dunque, e nessun riferimento alla nudità femminile. Instagram, però, non la pensa così, ed ha dunque deciso di censurare il termine in questione perché associato alle foto “senza veli”, al concetto di nudità.

    Non s’è fatta aspettare la risposta di fashion blogger ed amanti della moda, i quali non hanno infatti esitato a far sentire la loro voce contraria. Come? Utilizzando i mezzi più potenti che esistano, proprio i social network. Così, tra tweet ironici e status polemici su Facebook, sono nati hashtag come #curvyisnotacrime, #curvee o #BringCurvyBack, già divenuti virali tra le sostenitrici della causa.

    Instagram hashtag

    Insomma, la diatriba su ciò che i social network possono fare e non fare è ormai storia nota, con quest’ultimo episodio che ne rappresenta solo un capitolo. Infatti #curvy non è il primo hashtag ad essere stato rimosso da Instagram, anzi la schiera dei termini “indesiderati” e quindi censurati è lunga, vediamo insieme quelli che ci hanno colpito maggiormente.

    Partiamo da uno dei più noti, il “caso” #eggplant, che in lingua italiana si traduce #melanzana. Cosa c’è di strano ad usare questo hashtag? Nulla, se non fosse che, negli Stati Uniti, il termine indica (in modo non proprio politically correct) l’organo sessuale maschile degli uomini di colore. Risultato? #Eggplant è stato bandito perché dotato, secondo Instagram, di un certo potenziale razzista.
    Anche l’hashtag #bitches, che in lingua inglese indica il mestiere più antico del mondo (a buon intenditor..), è stato censurato. Se da un lato non stupisce la censura di questo termine, dall’altro lascia basiti la scelta di Instagram di non bannare il corrispettivo singolare, #bitch. Si tratterebbe di un’azione coerente ed abbastanza scontata, dal momento che sono stati bannati anche termini riguardanti la stessa “categoria”( #sex, #sexy, #underwear, #naked, per fare degli esempi). La spiegazione? Non c’è, almeno per ora.

    Stop hashtag Instagram

    Nella “blacklist” di Instagram, accanto a termini inneggianti nudità, razzismo ed azioni proibite, non potevano non finire anche le droghe. Tuttavia, se #weed (marijuana) è stato bannato, continuano a “resistere” i suoi simili: #instaweed, #weedstagram e #weedporn sono tra gli hashtag più utilizzati su Instagram, allora perchè bannarne solo uno ? Resta un mistero!
    Chiudiamo questa breve riflessione con un’altra censura priva, apparentemente, di una spiegazione logica: Instagram ha bannato alcuni hashtag sulla carta innocui, come #iPhone, #Instagram, #Photography ed #iPhoneografy. Motivo? Si tratta di termini troppo generici, che dunque non sono utili per fornire una descrizione aggiuntiva ed esplicativa a ciò che fotografiamo. Sarà pure vero, ma non dovrebbero essere gli utenti a decidere dei contenuti online da diffondere in Rete?

    Hashtag instagram

    Insomma, alcune scelte di Instagram generano perplessità, questo non si può negare. Il principio seguito dall’azienda (e su cui, in certi casi, si sono basati anche Facebook e Twitter) è sicuramente virtuoso, in quanto tende alla moralità, ideale per limitare razzismo e sessismo. Eppure occorre non esagerare perchè, come già detto all’inizio, si rischia di limitare troppo uno strumento che rappresenta la libertà per antonomasia e che quindi, nel caso di scelte etiche, risulta facilmente giudicabile come bigotto, più che come pudico.
    Morale della favola: secondo noi sarebbe più utile controllare i contenuti che vengono pubblicati, più che gli hashtag utilizzati: in fondo, se pubblichiamo e facciamo girare una foto senza veli in Rete e senza l’utilizzo di hashtag censurabili… cambia qualcosa? Ai social l’ardua sentenza.

    Vuoi restare aggiornato sui social network e su tutte le loro novità? Sintonizzati sulla sezione “Social” del nostro blog e scopri cosa accade!:)

    B.

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  • 28/07/15 Eventi # , , , ,

    Expo 2015: ci siamo stati, cosa ci è piaciuto e cosa… rimandiamo

    C’è chi il 25 luglio va a mare e chi, come noi, va… ad Expo2015. Abbiamo sfidato il caldo ma, alla fine, ne siamo usciti vivi e questa è la nostra impressione sull’Esposizione Universale di Milano, meglio nota come #Expo2015.
    A quasi tre mesi dalla sua apertura ufficiale, in cui ha raccolto un numero di interazioni “social” da urlo e guidate da un sentiment abbastanza positivo, Expo2015 continua comunque a dividere i visitatori in due schiere agli antipodi: i pienamente soddisfatti e gli insoddisfatti.
    E Bulsara Adv di quale schiera fa parte? Non ci piace vedere tutto bianco o tutto nero, quindi, per esprimere il nostro parere su Expo2015, aggiungiamo una terza categoria: quella dei “Bello… ma non balla”. Vi spieghiamo il perché.
    Sfatiamo subito un mito: entrare ad Expo2015 in modo rapido ed agevole è possibile. Sarà perché era il 25 luglio, sarà perché è svanita quell’euforia iniziale che ha caratterizzato la Fiera nei suoi primissimi giorni (guai se non fosse stato così), ma il passaggio dal far vedere il biglietto all’ingresso al cimentarsi lungo il decumano di Expo è stato velocissimo.
    E proprio il decumano rappresenta il miglior biglietto da visita per un evento di questa portata, un qualcosa che consigliamo di percorrere e ripercorrere almeno due volte. Si tratta del luogo ideale in cui far vivere allo spettatore il suo viaggio all’interno di Expo, un corridoio lungo 1,5 km che ospita i padiglioni di tutti i Paesi partecipanti. Architettonicamente parlando, entrare ad Expo2015 offre un impatto visivo unico. E’ spettacolare, infatti, godersi la vista di tutte queste suggestive strutture, intrinseche di significato per le culture che vogliono rappresentare.

    Decumano Expo2015

    E’ dunque il caso di dire che l’esperienza ad Expo2015 parte col botto, ma è altrettanto vero che molti padiglioni, al loro interno, non rendono giustizia agli spettatori. All’interno degli spazi espositivi della Fiera, infatti, design ed allestimenti risultano poco coinvolgenti ed accattivanti, fatta eccezione, a nostro parere, per almeno 5 padiglioni: quello di Francia, Austria, Brasile, Giappone e Italia. Negli altri spendeteci del tempo se volete, ma, considerando che proprio il tempo è la vostra risorsa più preziosa ad ogni Expo, scegliete con cura i Paesi che meritano di essere visitati, specie se passerete all’Esposizione una sola giornata.

    Padiglione Cile

    Capitolo cibo: Expo2015 ha come tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ma forse si potrebbero nutrire un po’ di più anche i visitatori :). Chi si reca all’Esposizione di Milano con l’idea di assaggiare le migliori specialità di ogni cultura appena preparate in realtà si sbaglia. E forse questa è stata, per noi e per la schiera degli insoddisfatti, la delusione più grande. I piatti disponibili all’assaggio, in qualunque padiglione, sono limitati, spesso costosi e, cosa più contestabile, non sempre preparati al momento. Forse ci saremmo aspettati un’esperienza culinaria più all’altezza del nome che Expo porta, dove dare la priorità al famoso assaggio (street food docet) avrebbe appagato più del semplice sedersi per gustare la propria portata. Noi abbiamo potuto assaggiare qualche piatto sudcoreano e giapponese, cucine alquanto particolari che, detto tra noi, non sono state nulla di eccezionale. E di certo non te l’aspetti all’Esposizione Universale di Milano. Come al solito, è la cucina italiana a fare la differenza, un’autentica garanzia (eccezion fatta per Eataly, anch’esso al di sotto delle aspettative, come qualità, in un contesto del genere).

    Expo2015 pizza

    Chiudiamo questo breve riassunto del nostro Expo2015 dando un parere sull’attività di sponsoring e sulla “star” di Expo2015: l’Albero della Vita. Dello sponsoring abbiamo apprezzato la mancanza dei soliti gadget per i visitatori ed un’organizzazione mirata ad evitare di far passare Expo2015 per un… centro commerciale. Ogni sponsor, infatti, ha il suo corner, ma l’assetto risulta assolutamente armonioso con l’allestimento generale, ben organizzato e non soffocante per il passante.

    Non possiamo, invece, dire altrettanto per l‘Albero della Vita, divenuto, in mancanza di altre strutture distintive (altra pecca della Fiera), il simbolo di Expo2015: dal vivo il design può piacere e non piacere, eppure, diciamocelo, la visibilità ricevuta sui social network aveva creato, sul suo design, aspettative poi non soddisfatte. Idem per i suoi giochi d’acqua notturni, definiti pirotecnici ma, a nostro modo di vedere, non particolarmente spettacolari… sarà che volevano semplicemente rinfrescare i visitatori accaldati?

    Per dare il nostro giudizio finale su Expo2015 riprendiamo la famosa categoria aggiuntiva: è bello… ma non balla. Da agenzia di comunicazione, ci saremmo aspettati più marketing nei vari “corner” sparsi qua e là, più allestimenti nei padiglioni, più street food e più spazi allestiti all’aperto dove assaporarlo. A questo proposito, una particolare lode va a Mc Donald’s, uno dei pochi che, in modo lungimirante, ha puntato molto sull’ambiente, creando un bello spazio verde dove consumare i pasti. Pazienza che si trattasse di Crispy McBacon e patatine fritte, il re del fast-food è sempre frequentato perché la gente ama lo spazio all’aperto e la posizione lungo il decumano è strategica.

    In definitiva, se dovessimo dare un voto all’Esposizione Universale Milano, sarebbe 6,5. Motivo per cui andateci e godetevelo, ma sappiate che una volta usciti non sarete totalmente consapevoli della tematica affrontata.

    Buon Expo a voi e aspettiamo i vostri pareri 🙂

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  • 21/07/15 Marketing # , ,

    Marketing: perchè la campagna 2015 di Algida è un esempio da seguire

    Il copywriter di Algida è il social symbol del momento. Se avete visto per strada almeno una delle nuove affissioni 2015 dedicata ai gelati più famosi della storia, sarà facile capire il perché. Se invece non v’è ancora capitato d’imbattervi nei nuovi cartelloni pubblicitari del brand… beh vi auguro di farlo quanto prima perché la risata è assicurata.

    Algida, brand leader nel settore in Italia ed in Europa, festeggia quest’anno il 70° anniversario e, per onorare al meglio la linea di prodotti tradizionale che ha fatto la storia dell’azienda, s’è inventata la campagna di comunicazione “I classici di sempre”, un autentico omaggio al marketing con la “m” maiuscola.

    La linea tradizionale di Algida è composta da quei gelati confezionati presenti sul mercato praticamente da sempre e destinati ad ingolosire anche le generazioni future. Stiamo ovviamente parlando dei “fantastici 4”, ossia il Liuk, il Cremino, il Croccante ed il Fior di Fragola.

    In occasione della campagna di comunicazione per l’estate 2015 i classici Algida prendono vita, catalizzando l’attenzione dei passanti in maniera veramente originale: i quattro “freddi” protagonisti, infatti, riprendono alcuni dialoghi che riportano alla mente film, canzoni e scenette quotidiane simpatiche, in grado di strappare un sorriso anche a chi, in quel momento, ha la luna storta.

    A nostro parere, sono almeno tre i cartelloni pubblicitari che difficilmente passano inosservati e che la Rete non ha esitato a ricoprire di valutazioni positive – un fatto più unico che raro, dal momento che i social network, nel 2015, sono i giudici più severi che possano esistere.

    Partiamo da quello più noto, che vede raffigurato un limone che si rivolge al gelato Liuk affermando “Liuk, sono tuo padre!”, famosissima frase che richiama alla mente il dialogo più noto di “Star Wars – L’impero colpisce ancora” you can try here.

    Altrettanto geniale risulta essere l’affissione in cui vediamo rappresentati i 4 “classici” Algida dentro un carrello della spesa, intenti a gridare “Il carrello passava e quell’uomo gridava…”, con la risposta fuori campo “Gelati!!!”. Inutile dire che l’associazione con la canzone “I giardini di marzo” di Lucio Battisti sorge spontanea, un modo intelligente di ricordare un grande artista promuovendo, al contempo, il proprio prodotto.

    In ultimo, è veramente simpatico e ben pensato il cartellone pubblicitario Algida in cui un geloso Fior di Fragola si rivolge al signor Cremino intimandogli di non “Fare il cremino con tutte”, quasi a minacciarlo in caso di tradimento, nulla di troppo diverso da ciò che succede in quasi tutte le coppie che popolano il pianeta.

    Queste appena citate non sono le uniche affissioni della campagna 2015 realizzate da Algida, eppure sono quelle più originali – tutto merito di quel famoso copywriter che abbiamo elogiato ad inizio post ed abbastanza esperto e lungimirante nel capire che è possibile fare marketing non convenzionale anche in modo… convenzionale. Infatti, chi avrebbe mai scommesso su un’affissione pubblicitaria? O meglio, chi avrebbe mai detto che un “semplice” manifesto pubblicitario potesse scatenare un passaparola più veloce e massiccio di una qualunque, accattivante campagna di guerrilla marketing o event marketing?

    E allora complimenti ad Algida ed al famoso copywriter, in grado di fare della tradizione una potente arma di marketing. Ora mangiare un Liuk fa veramente sorridere, mica male per un gelato in commercio da più di 20 anni!

    A proposito di viral marketing, ti sei mai chiesto quali sono le campagne social più famose e per quale motivo sono state sviluppate? Scoprilo qui, la risposta è tutt’altro che scontata! 🙂

    B.

    // <![CDATA[
    if (typeof newsletter_check !== "function") {
    window.newsletter_check = function (f) {
    var re = /^([a-zA-Z0-9_\.\-\+])+\@(([a-zA-Z0-9\-]{1,})+\.)+([a-zA-Z0-9]{2,})+$/;
    if (!re.test(f.elements["ne"].value)) {
    alert("L\'email non è corretta");
    return false;
    }
    for (var i=1; i

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  • 14/07/15 Social # , , , ,

    Come impostare una strategia e-commerce su Facebook?

    L’ e-commerce è sicuramente il trend del momento, e a dircelo non è soltanto Google: basta dare un’occhiata ai numeri associati a questo canale, in grado di rivoluzionare la shopping-experience di qualunque persona. Si pensi che in Italia, nell’ultimo anno, il 34% degli utenti ha effettuato almeno un ordine online, ed alla fine del 2015 la percentuale di crescita del settore sarà del 15% circa. Numeri sicuramente importanti per il nostro Paese, e che si moltiplicano in modo esponenziale se allarghiamo la riflessione oltre i confini (europei e non).

    Che ci piaccia o no, quindi,  l’e-commerce è il futuro del commercio mondiale e questa ghiotta opportunità non poteva non essere colta dai social network. Infatti Facebook, Twitter e Pinterest hanno da qualche tempo introdotto il famoso (e chiacchieratissimo) tasto “Compra” all’interno di post ed inserzioni, con cui trasformarsi in efficaci piattaforme di e-commerce. Siamo dunque arrivati ai tempi dei cosiddetti social-commerce, con Facebook che, come da consuetudine, ha cercato di fare qualcosa in più degli altri. Questo significa che, accedendo sulla piattaforma firmata Zuckerberg, potrete non solo acquistare articoli di tutti i generi, ma addirittura sarà possibile vendere il proprio prodotto direttamente all’interno dei Gruppi, selezionando la funzione “Vendi” al momento della creazione di un post.

    Capirete quindi che, chi possiede un sito di e-commerce, trarrà notevoli vantaggi dal suo accesso su Facebook, godendo della possibilità di ottenere la massima visibilità… coi minimi sforzi.

    Occhio però: gli strumenti e le funzioni man mano introdotte da Facebook non porteranno ad un magico aumento di guadagni e vendite, non vi renderanno ricchi da un giorno all’altro: occorre sempre e comunque adottare una strategia coerente e chiara, che aumenti la vostra brand awareness e vi permetta di emergere di fronte a tutti gli altri competitor, perché chi non vi conosce difficilmente vi troverà, siatene consapevoli!

    Eccoci dunque a fornirvi qualche consiglio per adottare la miglior strategia e-commerce possibile, focalizzando l’attenzione su Facebook e le sue nuove funzioni.

    1) Targettizzate il vostro pubblico in modo capillare. Facebook Ads mette a disposizione la funzione di retargeting con cui, tramite un pixel di monitoraggio, è possibile segmentare il proprio pubblico in base agli interessi. Per esempio, il vostro e-commerce vende gonne ed accessori da donna? Ecco che quindi le vostre inserzioni, (quasi) come per magia saranno visibili a tutte le donne che cercano spesso prodotti di questo tipo. Impostare la funzione di retargeting è facile, basta solo recarsi nella sezione Ads di Facebook e seguire le istruzioni.

    2) Puntate alle conversioni e monitoratele. Per conversione intendiamo un’azione specifica che il cliente/utente va a compiere nel nostro portale e-commerce, come ad esempio l’aggiunta di un prodotto nel carrello oppure l’acquisto di un articolo. Se vuoi incrementare le conversioni, scegli di avviare una campagna Ads mirata a questo obiettivo (Facebook vi dedica una tipologia di campagna apposita) e monitorane i risultati: solo così ci renderemo conto della reale visibilità di cui godiamo e potremo impostare inserzioni sempre più efficaci, facendo sì che anche la pubblicità risulti ottimizzata per quella data azione.

    3) Utilizzate il “must” del momento, i video. Oggi sono 3 miliardi al mondo le visualizzazioni video giornaliere su Facebook e più di 100 mln i native video caricati sulla piattaforma. Buttatevi quindi nella mischia: un buon video, anche se breve, coinvolgerà il vostro target in modo creativo.

    4) Controllate e monitorate tutti i risultati ottenuti: Facebook mette a disposizione di ogni Pagina la comoda sezione “Insights”, con cui controllare sempre le proprio statistiche su inserzioni, post e quant’altro. Lo stesso vale per i video, con la sezione “Analytics” che fornisce l’effettivo impatto della propria campagna ADV sul business cialis online overnight delivery. Il controllo è potere!

    Vi lasciamo ricordandovi che Bulsara Adv possiede una piattaforma e-commerce e può, inoltre, aiutarti ad aprirne una tua professionale e funzionale all’aumento della tua brand awareness su social network e motori di ricerca. Contattaci e ti sveleremo i segreti con cui conquistare il mondo…dell’e-commerce! 🙂
    B.

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  • 08/07/15 Digital # , , , ,

    Cos’è il nuovo algoritmo di Google e come “aggirarlo”

    Vecchio Google, nuovo algoritmo. Com’è ormai noto ai più, da fine aprile Big G ha introdotto Mobilegeddon, l’algoritmo “intelligente” che premia i siti web responsive e, soprattutto, penalizza chi possiede la sola versione desktop. Niente di più scontato, soprattutto alla luce degli ultimi, impressionanti risultati in materia di navigazione sul web: solo in Italia oltre 15 milioni di persone navigano in Rete utilizzando dispositivi smartphone o tablet, con almeno il 60% di persone che utilizza il mobile come unico device per muoversi sui motori di ricerca.

    Alla luce di quanto detto, appare quindi scontata la scelta di Google, che ha fatto del criterio “responsive” il parametro principale di giudizio per l’indicizzazione dei siti sulla SERP.

    Ma che significa web responsive? E com’è possibile “raggirare” Mobilegeddon e le sue nefaste conseguenze? Innanzitutto ribadiamo la definizione di sito web responsive, qualora a qualcuno fosse sfuggita: un sito responsive (o mobile friendly) è quel sito ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobile, dunque smartphone, tablet, Smart-TV e via dicendo. Ciò significa che, navigando su un sito dal proprio telefono, questi si adatterà graficamente al nostro dispositivo, favorendo una user-experience di qualità (a discapito delle care, vecchie zoomate per leggere i contenuti) .

    Bulsara Adv responsive

    Con il nuovo algortimo di Google, dunque, i siti non responsive saranno penalizzati nel posizionamento sui motori di ricerca, mentre i siti ottimizzati (e, magari, con un’App scaricabile al seguito) compariranno nelle prime pagine della SERP di Google.

    Spiegato il perchè delle penalizzazioni di Mobilegeddon, sarà abbastanza intuitivo capire come evitare di venire penalizzati: rendendo il proprio sito web responsive, per l’appunto.

    A questo proposito, vi diamo qualche consiglio: per una corretta ottimizzazione, fate prima di tutto una cernita dei contenuti presenti sul sito versione desktop: il tuo design responsive potrà far visualizzare meno informazioni sul display, accertati quindi che siano quelle più importanti per il tuo brand.

    In secondo luogo, prediligi la semplicità: una struttura ed un menù di navigazione semplici, renderanno il vostro sito non solo responsive, ma anche piacevolmente navigabile da parte dell’utente, gradirà sicuramente!

    In ultimo, non dimenticate che anche le immagini devono essere responsive, ossia flessibili ed adattabili allo schermo.

    Questi sono i 3 suggerimenti che noi troviamo più utili per la creazione di un sito responsive, rivolti soprattutto a chi non ha competenze in campo di linguaggio di programmazione HTML.

    Vi lasciamo ricordandovi che Bulsara Advertising realizza siti responsive, rivolgiti a noi e saremo ben felici di aiutarti a “raggirare” Mobilegeddon e.. far trionfare il bene! 🙂

    B.

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