febbraio 24, 2016

No-profit marketing: i segreti del successo

Non esistono solo campagne commerciali. Negli ultimi anni, infatti, ha preso piede una nuova tipologia di spot che si distacca totalmente dai video creati appositamente per la promozione del brand: lo spot no-profit. Appartenenti alla categoria del marketing non convenzionale, questi prodotti sono riusciti a emergere in un contesto saturo di comunicazione grazie ad alcune caratteristiche peculiari che li distinguono.

no-profit

Si potrebbe pensare che la forza di queste campagne stia esclusivamente nel messaggio, beh non si potrebbe fare errore più grande. Certo il messaggio rimane centrale in ogni spot e, soprattutto ultimamente, appare l’unico elemento capace di ricondurre al filone del no-profit. La vera novità è la struttura e le tecniche del video, sempre più complesse e ricche di contenuti.

Ma cosa rende questi spot così efficaci e, soprattutto, quali sono gli elementi da non dimenticare per costruire una campagna sociale di successo?

Realtà o finzione?

Diciamocela tutta, non stiamo parlando dei temi più leggeri e divertenti del mondo, questo è poco ma sicuro. Quindi, come si può rendere appetibile e, soprattutto, ricordabile un video che ti fa pensare alla violenza, allo sfruttamento o ai problemi della società? Amnesty International France ha individuato un elemento capace di risolvere il problema: il cinematografo per dirla alla francese ;). A primo impatto sembra di trovarsi davanti a un film muto degli anni ’10 del Novecento: simpatico, musicalmente coinvolgente e ricco di gag alla Charlie Chaplin. A guardarlo meglio, invece, si scopre la violenza domestica, la difficoltà di denuncia fino alla grottesca deformazione della vita quotidiana. Che dire, Amnesty ci sa proprio fare!

Dal profit al no-profit

A nostro parere il miglior video di sempre. Moderno, intelligente e… commerciale! GreenPeace punta tutto sull’attualità andando a ripescare l’ultimo film vincitore al box office, Hunger Games, e modulando la comunicazione in base ai propri obiettivi: denunciare l’utilizzo di prodotti tossici all’interno dell’industria della moda. Le architetture, i vestiti e i personaggi sono praticamente gli stessi del film, compresa la protagonista Katniss Everdine con arco e frecce in versione cartoon. Insomma, chiunque abbia visto o conosca almeno un episodio della saga di certo non potrà dimenticare questo capolavoro della comunicazione no-profit.

Colpevoli e parodie

Ancora una volta è GreenPeace a fare scuola. In questa campagna dichiara espressamente guerra a Dove prendendo di mira un suo spot dedicato alla cura della vera bellezza. 

Entra allora in gioco il meccanismo della parodia. Lo spot, montato sulla base del precedente, diventa l’alter ego del video di Dove, una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde del no-profit. Il montaggio, la musica, il numero di attori coincidono ma i messaggi sono opposti. Se da un lato l’azienda per l’igiene personale punta tutto sulla bellezza naturale conferita dai suoi prodotti, l’ONG mondiale identifica il brand come unico colpevole del disboscamento delle foreste dovuto alla raccolta dell’olio di palma, ingrediente base di ogni prodotto Dove. Il messaggio è forte, chiaro e diretto, tre delle parole chiavi per garantirne il successo ;).

È, quindi, il marketing non convenzionale la nuova tecnica da utilizzare per fare centro con le proprie campagne, ma cosa succede se ci spostiamo sui social? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutte le potenzialità!

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