04/05/16 Social # , , , , ,

Politica 3.0: quando il candidato è un brand

I social media hanno cambiato il modo di fare comunicazione, anche in politica. La propaganda elettorale e i dibattiti che hanno fatto la fortuna dei talk show politici hanno lasciato spazio a videoclip, manifesti online e tweet. In un panorama in cui i comizi per strada si sono trasformati in post sui social, appare chiaro quanto questo mondo si sia avvicinato a quello della pubblicità.

A un mese dalle elezioni amministrative che vedranno salire sul Colle il nuovo sindaco di Roma, Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Giorgia Meloni e Virginia Raggi sono i principali prodotti di questo grande brand chiamato res publica.

Sappiamo che per capire la forza di un marchio ci sono quattro elementi da tenere in considerazione: la value proposition, la brand identity, l’advertising e la brand reputation. Abbiamo analizzato i candidati dal punto di vista del marketing e della comunicazione per scoprire chi tra di loro vincerà il titolo di Best political communicator.

politica candidati

Roberto Giachetti

  • Value proposition: quali sono i valori, o meglio il programma elettorale, di Giachetti? Purtroppo non è stato ancora definito un vero manifesto, ma dai suoi interventi pubblici appare chiaro quali siano alcuni dei punti fondamentali su cui si concentra la sua politica: sicurezza, decentramento, trasporti, opere incompiute, trasparenza, degrado e mobilità: la solita minestra. Stessa considerazione per lo slogan “Roma torna Roma”, è forse mai stata Milano?
  • Brand identity: dopo aver vinto le primarie del PD con il 64% si è dimostrato il candidato del partito democratico per eccellenza, soprattutto visto il pieno sostegno di Matteo Renzi. Insomma, pensi a Giachetti e vedi il PD.
  • Advertising: un viso pulito e uno sguardo fiero da gladiatore votato alla salvezza della capitale campeggiano sui manifesti affissi per tutta Roma. La grafica è sobria e lascia spazio alla creatività solo nella & commerciale del suo cognome, mentre i colori richiamano subito le tonalità del Comune di Roma, sarà un segno del destino?
politica roberto giachetti
  • Brand reputation: sui social potrebbe fare meglio, non c’è dubbio. Con 19.000 fan su Facebook e 48.300 follower su Twitter ha il suo bel da fare per salire la classifica. La sua presenza online si estende anche su Instagram e Youtube ma rimane la piattaforma di Zuckerberg il suo contenitore preferito in cui posta foto delle sue attività e versioni digitali dei manifesti. I social gli piacciono, deve solo prenderci la mano!

Alfio Marchini

  • Value proposition: lui sì che ha un programma, forse addirittura troppo lungo. È difficile che qualcuno legga tutti i suoi 101 punti, soprattutto considerando che gli argomenti fondamentali sono solo cinque: rifiuti, mobilità, sicurezza, amministrazione e riqualificazione urbana. Per quanto riguardo lo slogan, invece, siamo davanti a uno scivolone: “Liberi dai partiti”, dopo il supporto di Forza Italia è diventato ingannevole e fuori luogo, è il caso di cambiarlo!
  • Brand identity: come già detto il partito di Berlusconi lo appoggia ma lui è più il brand di se stesso. Con un passato da lista civica e qualche medaglia al Polo, è difficile associare Marchini a un partito. Non è detto che sia un punto di forza.
  • Advertising: niente di nuovo per quanto riguarda i manifesti. Il logo è quella famosa cartina topografica di Roma a forma di cuore delle elezioni precedenti che tanto piace ai romantici. Il concept non è da buttare via e la scelta del colore rosso richiama l’amore verso la città, ma il suo viso sorridente in primo piano rimarca ancora una volta la sua libertà partitica. A questo punto ci chiediamo chi appoggia chi.
politica marchini
  • Brand reputation: i numeri sui social non sono da capogiro, 40.000 fan su Facebook 15.300 follower su Twitter, ma Marchini di sicuro ha una strategia. Prevedendo le critiche nei suoi confronti è nata la pagina di Arfio Marchini (probabilmente gestita dal team comunicazione di Alfio), un profilo autoironico che fa sorridere e scoraggia chiunque dal creare meme sul candidato, geniale!

Giorgia Meloni

  • Value proposition: la quasi mamma più famosa di Roma non ha ancora un programma definito ma, come gli altri, insiste su alcuni argomenti principali come i rifiuti, le strade, la cultura, gli asili nido e i campi rom. Lo slogan “Questa è Roma” non ci dà e non ci toglie nulla, esclusa la pazienza.
  • Brand identity: Giorgia Meloni è Fratelli d’Italia. Da presidente rispecchia alla perfezione l’identità del partito togliendo ogni dubbio sulla scelta elettorale.
  • Advertising: se non ci fosse Photoshop i suoi manifesti non esisterebbero. Il suo viso giovane e sorridente va a braccetto con il rosa dello slogan e della grafica che ricorda a tutti il girl power di cui si fa paladina.
  • Brand reputation: è lei la regina dei social. Con 557.000 fan su Facebook (circa 14.000 nuovi ogni settimana) e 254.000 follower su Twitter non la ferma nessuno. È attiva e non manca mai di esprimere le sue opinioni su temi di attualità e sulle candidature dei candidati. Le sue frasi, banali a detta di molti, riscuotono talmente successo che il popolo del web si è sbizzarrito nel creare meme con virgolettati al limite dell’ovvietà.
politica meloni

Virginia Raggi

  • Value proposition: 11 passi per Roma è il nome del programma elettorale della Raggi. Un po’ scarno e già visto, insiste anch’esso su quelle parole chiave tanto care ai suoi rivali: sicurezza, rifiuti, mobilità, cultura e poco altro.
  • Brand identity: scelta dal Movimento 5 stelle per la sua faccia pulita, alcuni dicono che non è ancora pronta per il seggio di Roma. Nonostante ciò, è perfettamente in linea con i valori del movimento: giovane, nuova e incensurata…
  • Advertising: qualcuno ha visto i suoi cartelloni affissi per strada?
  • Brand reputation: meno male che ci sono i social, altrimenti nessuno vedrebbe i manifesti neri e gialli della candidata dei 5 stelle. Con 110.000 fan su Facebook e 22.200 follower su Twitter ci saremmo aspettati di più da lei. In qualità di candidata del “partito” più online d’Italia avrebbe potuto – e dovuto – guidare la classifica. Meno male che si riprende con la credibilità: piace, e non a pochi.
politica virginia raggi

Programma, partito, pubblicità e social media, chi avrà vinto la partita della comunicazione politica? Noi un vincitore lo abbiamo eletto, riuscirà a rimanere sul gradino più alto del podio?

Ti stai candidando per le prossime elezioni e hai bisogno di un sito?

politica Giorgia Meloni

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20/04/16 Social # , , , , ,

Instagram: come e perché fare pubblicità

Per far conoscere il tuo brand devi promuoverlo sui social network. Accanto a Facebook, la piattaforma migliore per fare advertising, di recente un nuovo social si sta facendo spazio anche come strumento di promozione online: Instagram.

Il network delle immagini è in forte espansione e, grazie all’integrazione con il social di Zuckerberg, la pubblicità su Instagram permette di raggiungere un sempre maggior numero di utenti.

Andiamo per gradi. Come si fa advertising su Instagram?

Crea la campagna

La piattaforma per attivare le campagne su Instagram è la stessa di Facebook. Qualunque sia lo strumento che tu utilizzi per le campagne (Power Editor, creazione delle inserzioni, l’Ads API…) il risultato è sempre lo stesso e potrai scegliere tra sei obiettivi: l’interazione con un post, i clic e le conversioni sul sito, l’installazione e l’interazione con l’app mobile, le visualizzazioni del video.

Imposta il pubblico e la creatività

Come per Facebook, dopo aver creato la campagna devi impostare il target, il budget e la creatività learn the facts here now. Per Instagram puoi scegliere tra foto, carousel e video. L’importante è che gli ads rispecchino questi requisiti:

  • Pubblica immagini con formati di 1080×1080 e con una risoluzione minima di 600 x 315 pixel (1.9:1 orizzontale) e 600 x 600 pixel (1:1 quadrata) e video in formato 264 di massimo 30 secondi:
  • La parte testuale del tuo annuncio potrà essere di solo testo, fino ad un massimo di 300 caratteri;
  • È possibile aggiungere una call to action: Prenota subito, Contattaci, Scarica, Scopri di più, Acquista ora, Iscriviti, Guarda di più.

Scegli la destinazione

Instagram, Facebook o tutti e due? Terminata la creazione della tua campagna puoi scegliere su quale dei due social attivarla. Attraverso una campagna unificata disporrai di un pubblico più ampio che attraversa entrambe le piattaforme riducendone, così, il gap.

Con 400 milioni di utenti attivi Instagram è diventato uno strumento importante che promette molte possibilità a prezzi contenuti. Dobbiamo solo aspettare e vedere come verrà sfruttato 😉

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30/03/16 Marketing # , , , , ,

L’idea vincente: 6 regole per non sbagliare mai

Quante volte ti è capitato di avere un’idea all’apparenza geniale? E quante altre volte non sei riuscito a cavarne un ragno dal buco? Forse la tua pensata non era così brillante come sembrava. O, peggio ancora, probabilmente non sei riuscito a trovare il giusto modo di esprimerla. Le idee vincenti, infatti, non solo esistono ma hanno anche delle caratteristiche costanti legate, soprattutto, al modo in cui vengono comunicate.

Le intuizioni brillanti – e con brillanti intendiamo quelle che nessuno dimenticherà – dovrebbero rispettare sei regole auree introdotte per la prima volta dai fratelli Chip e Dan Heath nel loro libro Made to stick, il cui sottotitolo tradotto in italiano è proprio “Perché alcune idee sopravvivono e altre muoiono”.

Ma quali sono gli elementi chiave che hanno fatto la felicità dei grandi nomi della pubblicità mondiale?

Semplicità

È risaputo che non riusciamo a elaborare più di un certo numero di informazioni. Per questo è essenziale che tutti i messaggi che aspirino a essere vincenti siano semplici. Semplici, però, non significa per forza brevi, ma piuttosto chiari e diretti. Insomma, nessun giro di parole e dritti filati al succo, come ha fatto Martini per il suo famoso payoff.

idea martini party

Sorpresa

E se ti dicessi che con la Turkish Airlines puoi volare a Gotham City e incontrare Bruce Wayne? La sorpresa genera automaticamente attenzione per cui è meglio stare alla larga dai messaggi già detti e già visti se si vuole creare una comunicazione con una marcia in più.

Concretezza

Gli esempi concreti si ricordano con più facilità. Se ti stai rivolgendo a un interlocutore che ne sa poco o nulla di quello che stai dicendo devi rinunciare ai linguaggi specialistici e puntare tutto sui concetti quotidiani e “visibili”. Prendi spunto da Barilla che ha fatto della quotidianità il suo cavallo di battaglia facendo sentire tutti gli italiani “a casa”! 

Credibilità

Un’idea semplice, sorprendente e concreta non può comunque stare in piedi se non è credibile. Lasciando da parte i grandi testimonial che non tutti si possono permettere, ci sono molti modi per creare credibilità, dalle statistiche all’estrema ricchezza di dettagli che, attraverso le descrizioni, riesce a farti “toccare con mano” il prodotto. Davanti a questo spot di Samsung mettereste in dubbio le potenzialità del nuovo S7 Edge?

Emozioni

Senza emozioni non c’è azione. Per convincere i consumatori non bastano, o non servono, rapporti dettagliati e analisi di mercato: bisogno spostare l’attenzione dal cervello al cuore. È per questo che tutti gli spot di Natale sfidano la forza di gravità delle lacrime diventando memorabili e rischiando, a volte, di oscurare il brand come nel caso della pubblicità di John Lewis meglio conosciuta come quella del bambino e del pinguino!

Storie

Tutti i punti precedenti sono rintracciabili in quest’ultima regola: la storia. Pensaci bene, ti ricordi meglio una favola, la trama di un libro e di un film o il programma di un qualsivoglia esame universitario? Non è necessario essere un grande creativo per creare una storia, basta guardarsi intorno e prendere spunto da ciò che ci circonda come ha fatto Poste Italiane. Se anche le migliori pubblicità raccontano storie normali perché complicarsi la vita?

Sei pronto per creare anche tu comunicazioni vincenti? Affidati a noi per trasformare le tue idee in messaggi di successo!

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10/02/16 Marketing # , , , , , ,

God bless the Super Bowl!

La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America abbia mai inventato e sviluppato diceva Gore Vidal, scrittore e sceneggiatore statunitense. In quell’intervista, è vero, si parlava di guerra, anzi della guerra che riesce a tenere incollati milioni di americani davanti ai notiziari, che poi è un po’ quello che è successo domenica sera alla cinquantesima edizione del Super Bowl. Come ogni anno, infatti, più di cento milioni di statunitensi sono rimasti appiccicati per ore davanti alla finale del campionato della National Footbal League assistendo a una vera e propria battaglia dentro e fuori dal campo.

super bowl

Il Super Bowl non è solo una partita di football, è l’evento dell’anno per antonomasia, una serata indimenticabile che vale milioni di dollari, capace di regalare – si fa per dire – successo immediato a chi ha il coraggio di sfruttarla per promuovere i propri prodotti: i brand commerciali. Quest’anno lo spazio per uno spot pubblicitario di 30’’ è costato la bellezza di 5 milioni di dollari, esattamente il 10% in più rispetto all’anno scorso. Ed è per questi prezzi esorbitanti e per il potenziale di visibilità che gli spot si fanno, anno dopo anno, sempre più spettacolari, tecnologici e star dipendenti.

Ma c’è di più. Scavando negli annali delle migliori pubblicità andate in onda durante il Super Bowl è emersa un’altra caratteristica, molto più importante degli effetti speciali o della presenza di personaggi famosi. Gli spot sono lo specchio della società, capaci di raccontare in pochissimo tempo e attraverso il solo uso delle immagini i gusti e le tendenze della nazione a stelle e strisce.

La rivoluzione tecnologica di Apple

Forse il più famoso tra tutti gli spot della competizione sportiva, “1984” è stato trasmesso in televisione una sola volta, appunto durante il terzo quarto del Super Bowl dello stesso anno. Sarà la regia di Ridley Scott, il chiaro riferimento al romanzo di George Orwell o il taglio netto con la realtà che caratterizzava le altre pubblicità, fatto sta che è considerato da tutti come il momento di svolta per il panorama commerciale legato all’evento sportivo.

La passione dei motori

Nel settore automobilistico ci sono ben 2 spot che meritano di essere citati. Il primo, del 2011, vede un Eminem in pieno stile 8 miles alla guida della sua Chrysler 200 mentre sfila per le strade di Detroit. Il video, oltre a essere uno dei più costosi della storia del Super Bowl con i suoi 12,4 milioni di dollari, rappresenta anche un momento importante per l’economia americana: la rinascita del mondo delle automobili.

Di altra pasta, invece, il mini-movie della Jaguar del 2014. Costato anch’esso un bel patrimonio (8 milioni di dollari) punta tutto sulla spettacolarità dell’auto e, soprattutto, dei protagonisti, tre perfetti gentiluomini inglesi noti per interpretare il ruolo dei cattivi di turno in ogni loro film.

A tavola!

A completare il quadretto della perfetta nazione moderna non poteva mancare il mondo del food & beverage. Per non andare a riprendere i soliti Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s vi vogliamo proporre una vera e propria chicca: lo spot prodotto da Snickers per il 50° Super Bowl. L’attore di Hollywood John Wick ha esibito tutta la sua femminilità nei panni della bionda tutta curve Marilyn Monroe, non sarà forse un ritorno al passato?

Lo sapevi che durante la finale della National Footbal League del 2013 è nato l’instant marketing? Scopri cosa è successo in questo articolo e sii pronto a farti qualche risata!

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03/02/16 Marketing # , , , , , , , ,

Instant marketing: quando, come, dove

Carpe diem, mai citazione fu più azzeccata per il marketing ai tempi dei social network. Infatti, una strategia che sta prendendo sempre più piede in questo contesto è il real time marketing, meglio conosciuto come instant marketing. Ma cosa rende questa tecnica così vincente e, allo stesso tempo, pericolosa? Semplice, tante sono le possibilità di avere successo quante quelle di trovarsi protagonisti di un epic fail di proporzioni gigantesche!

Per non rischiare cadute di stile o, peggio ancora, di posizionamento del vostro brand abbiamo stilato per voi queste 6 regole; seguitele e al prossimo “evento” potreste essere voi i leader dell’adv 2.0.

1. Rilevanza

Per prima cosa la vostra comunicazione deve essere nota alla maggior parte delle persone e interessante per loro. Per raggiungere quanti più utenti possibili bisogna puntare in alto, fino a coinvolgere un intero universo, come ha fatto Chupa Chups in seguito alla scoperta di Kepler 452b. I famosi dolcetti non aspettavano altro che un pianeta simile alla Terra per dare libero sfogo alla loro creatività e, direi, ci sono riusciti!

chupa chups instant marketing

2. Tempismo

È fondamentale arrivare al momento giusto: né quando la notizia non è ancora ben diffusa né quando non interessa più. In questo caso Oreo ha dato il meglio di sé “inaugurando” l’epoca dell’instant marketing durante il Super Bowl del 2013. Immaginate più di 100 milioni tra telespettatori e tifosi presenti allo stadio immobilizzati da un black-out che non ha solo fermato il match, ma tutta l’America. Che fare? Beh, perché non passare il tempo sui social? Ed è proprio là che arrivano i biscotti Oreo ad accendere una luce in tutta questa oscurità…

oreo instant marketing

3. Autenticità e conoscenza del brand

In terzo luogo è importante azzeccare il tone of voice in relazione ai valori che l’azienda vuole far emergere e, in questo, Ceres è maestra. Vera protagonista dell’instant marketing in italia, riesce sempre a legare gli eventi alle caratteristiche del brand. Ne è un esempio l’eclissi solare dello scorso 20 marzo quando, rilanciando il rito della birra in compagnia la sera, i marketer del marchio italiano hanno proposto la loro versione di buio totale!

ceres instant marketing

4. Condivisibilità

Un messaggio per essere vincente deve essere condivisibile, non solo dagli utenti, ma anche dai creatori, per questo bisogna chiedersi sempre se il contenuto può essere inserito anche nei propri social. Basta, allora, guardare alle famose barrette di cioccolato Snickers per rendersi conto che i primi a divertirsi sono proprio i brand, soprattutto quando ci si trova davanti a questioni… Mondiali!

snickers instant marketing

5. Partecipazione

Quinta regola ma sempre da tenere a mente è il coinvolgimento degli utenti. La notizia non solo deve essere interessante, simpatica e attuale, ma anche a prova di share. E qual è l’argomento che riesce a unire tutti in Italia? Il calcio ovviamente! Tanto di cappello, quindi, a Barilla che è riuscita a creare un passaparola, positivo o negativo che sia, tra tutti i tifosi dopo una classica domenica di campionato.

barilla lasagna instant marketing

6. Moderazione

Questo ultimo spunto vale per tutte le occasioni ed è tanto importante quanto gli altri: seguire i commenti dopo la pubblicazione e continuare a tener presente il brand su tutti i canali online.

Vuoi saperne di più su come avere successo con le tue strategie di marketing online? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutti gli step da seguire!

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22/12/15 Marketing # , , , ,

Gli spot di Natale 2015 che non dimenticheremo

Non c’è Natale senza storie, emozioni e famiglia. Sono questi i valori su cui si basano tutti gli spot negli ultimi anni rischiando, delle volte, di finire in quel grande calderone chiamato banalità. Non è facile distinguersi quando si parla di feste e la felicità è il sentimento predominante. Eppure, quest’anno, c’è chi ha osato qualcosa in più riempiendo i nostri cuori.

Harvey Nichols

Quanto è difficile azzeccare il giusto regalo? E, soprattutto, quanto è stressante dover far finta di adorare ciò che avete appena scartato pieni di aspettative? Ce lo racconta bene il nuovo spot di Harvey Nichols, catena di negozi di lusso che ha puntato tutto sull’ironia.

Porn Hub

Fantastico. Non avete la benché minima idea di cosa regalare al vostro dolce nonnino? Maglione, calzini, bastone, cornice li avete già spesi e ora? Tranquilli, Porn Hub ha la soluzione e il successo è assicurato (per tutti quanti!).

Macy

A Natale, si sa, tutti tornano un po’ bambini. Ma cosa succederebbe se anche voi trovaste una matita magica capace di realizzare ogni vostro desiderio e di regalare la felicità alle persone che vi circondano? È questo il messaggio di Macy che per le feste si trasforma e con sottile dolcezza vi dice: noi esaudiamo i vostri desideri!

John Lewis

Un concentrato di spirito natalizio fornito dai noti magazzini americani che fa sorridere grandi e piccini. È la storia di una bambina che scopre un solitario uomo sulla luna e non si arrende davanti all’apparente impossibilità di comunicare. Perché Natale è anche questo: unire le persone in tutto il mondo… e oltre.

Edeka

Questa volta vincono i tedeschi (e i nonni). A prima vista sembra tutto tranne che uno spot natalizio, anzi. Ma è proprio questa la sua magia: un’infinita tristezza e un’intangibile solitudine curate solo dal potere della famiglia. Attenzione perché con Edeka la lacrimuccia è assicurata!

Siete riusciti a trovare il filo conduttore di queste tenerissime pubblicità? Vi diamo un aiutino: il vero protagonista non è il brand, ma la storia raccontata. Guardateli di nuovo e diteci cosa avete scovato! A proposito… Buon Natale a tutti!

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09/12/15 Marketing # , , , , , , , ,

Gli spot pubblicitari più visti di sempre

Fai partire YouTube, digiti il video da vedere e zac ti appare la pubblicità. Se ti va bene dopo pochissimi secondi puoi “skippare” e continuare per la tua strada, mentre, nella peggiore delle ipotesi, sei costretto a sorbirti circa 20 secondi di spot di cui non ti interessa nulla.

Ma oggi non vogliamo parlare delle inserzioni trabocchetto, bensì di quegli spot creati appositamente per essere visti, rivisti e condivisi.

Frutto del genio delle migliori agenzie di comunicazione questi video si stanno facendo sempre più strada tra gli utenti di YouTube tanto che tra i 10 video più visti nel 2014 ben 4 erano commerciali.

Ma quali sono gli spot più visti di sempre?

5 – Volvo Trucks – The Epic Split. Feat Van Damme

Con 81.546.116 visualizzazioni il video della Volvo caricato nel novembre del 2013 si aggiudica la quinta posizione. La famosissima spaccata di Jean-Claude Van Damme, la colonna sonora perfetta e la geometria irreale sono le protagoniste indiscusse di questo minuto da brividi.

spot volvo jean claude van damme

4 – Turkish Airlines – Kobe vs. Messi: Legends on Board

Lo spot della Turkish Airlines si accaparra il quarto posto grazie a 110.915.546 visualizzazioni e, soprattutto, grazie a due protagonisti di tutto rispetto: la stella dei Lakers Kobe Bryant e la punta del Barcellona Lionel Messi. Beh, se volare con la compagnia turca significa scambiare quattro chiacchere con loro allora…dove compro i biglietti?

spot turkish airlines lionel messi kobe bryant

3 – Evian – Baby&me

L’ingrediente segreto di Evian? Tanti, tantissimi bambini sorridenti! Le proprietà magiche di quest’acqua le fanno raggiungere il gradino più basso del podio con 116.003.023 visualizzazioni arrivando a scalzare un altro spot dello stesso brand.

spot evian

2 – Nike Football – Winner Stays. ft. Ronaldo, Neymar Jr., Rooney, Ibrahimović, Iniesta & more

Nessun mistero che l’accoppiata Nike e calciatori famosi sia vincente. Così la medaglia d’argento va allo sport grazie a 118.679.535 visualizzazioni ottenute da Messi, Cristiano Ronaldo & Co. Creato per i Mondiali di Calcio in Brasile, questa pubblicità ha ottenuto un grande successo in poco tempo, diventando la punta di diamante di tutto l’advertising Nike.

spot nike messi ronaldi pirlo ibrahimovic

1 – Turkish Airlines – Kobe vs. Messi: The Selfie Shootout

È ancora la stella blaugrana la protagonista della pubblicità vincente di questa classifica. Un mix di campioni sportivi e selfie fanno vincere la medagia d’oro alla Turkish Airlines che si conferma vincitrice indiscussa di spot. 143.115.164 visualizzazioni potranno sembrare strane per una compagnia aerea ma, saranno i testimonial, i panorami mozzafiato o la strategia delle agenzie Crispin Porter + Bogusky e Starcom, la vittoria è più che meritata.

spot turkish airlines lionel messi kobe bryant

E, per rimanere in tema di spot pubblicitari, vi ricordate quali sono i brand più agguerriti? Date un’occhiata qui!

B.

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