16/09/15 Marketing # , , , ,

Marketing Virale: le 4 migliori campagne di sensibilizzazione sui social

Il marketing virale, spesso, va di pari passo con la sensibilizzazione. Da quando esistono i social network, infatti, quante volte vi è capitato di vedere in bacheca un hashtag, un’immagine oppure un video condiviso simultaneamente da molti dei vostri amici? Credo parecchie – e non si è trattato certo di una coincidenza o di un’epidemia improvvisa – piuttosto vi potreste essere trovati nel pieno del word of mouth generato da una campagna di sensibilizzazione.

Il Marketing virale è proprio questo: generare un passaparola massiccio attorno ad una certa tematica (commerciale e non, come in questo caso) e farla diffondere come fosse un virus, destando curiosità e svelando il suo fine solo in un secondo momento.
Se siamo di fronte ad una problematica sociale, quindi, capirete quanto Facebook, Twitter e gli altri social diventino armi potenti, in grado di attirare l’attenzione e smuovere gli animi.

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Nel corso degli anni, sono state tantissime le campagne di marketing virale lanciate sui social a scopo benefico, ed in certi casi i risultati sono stati veramente sbalorditivi. In altri, invece, non sono mancate critiche per quelle iniziative ritenute eccessive, anche se, c’è da dirlo, per scuotere gli animi e far muovere qualcosa, un po’ eccessivi occorre esserlo… è il tam tam della Rete che ce lo impone!

Che siano state criticate o meno, noi abbiamo individuato 4 campagne di marketing virale che ci hanno colpito e che riteniamo geniali, sia per come hanno provveduto al veicolo del messaggio che per i risultati ottenuti in termini di engagement e risposta degli utenti. Ve le elenchiamo di seguito, sperando non solo di farvi passare qualche minuto di svago, ma anche di farvi riflettere sul significato celato dietro a ciascuna iniziativa.

  • #IceBucketChallenge: E’ una delle campagne virali più recenti, ma siamo sicuri che la gente se la ricorderà per molti anni. L’Ice Bucket Challenge è l’iniziativa benefica promossa dall’ALS Association nell’estate 2014 e finalizzata alla sensibilizzazione sulla SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Obiettivo della campagna è stato quello di sensibilizzare il mondo intero e cercare fondi per la prevenzione e la cura di questa patologia. Come fare? Semplice: bisognava girare un video mentre ci si faceva buttare addosso un secchio di acqua gelata, nominando contemporaneamente qualcun altro che avrebbe dovuto successivamente prender parte all’iniziativa. Vip, politici, sportivi e gente comune: come potete vedere nel video qui sotto, tutti, ma proprio tutti hanno partecipato all’Ice Bucket Challenge, con l’hashtag #IceBucketChallenge che ha avuto milioni di condivisioni su tutti i social network. Chapeau quindi ai suoi creatori, una doccia gelata non ha mai fatto così bene!
  • #Fatevedereletette: Il titolo di questa campagna di marketing virale è sicuramente provocatorio, un qualcosa di apparentemente poco serio che, però, celava una tematica tutt’altro che goliardica: la prevenzione del tumore al seno. L’iniziativa è stata resa virale sui social network da settembre dello scorso anno, e tantissime donne hanno deciso spontaneamente di parteciparvi. Come sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno? Scrivendo sulla parte alta del décolleté la parola prevenzione (con un rossetto o magari una matita) e postando poi la foto sui social network con hashtag #FateVedereleTette. Sebbene l’iniziativa abbia visto la partecipazione di migliaia di volontarie (la pagina Facebook ufficiale conta oltre 2000 “Like”), non sono mancate le solite critiche alla campagna, ritenuta sconcia e fuori luogo. Tuttavia, chi utilizza i social network in modo massiccio, sarà d’accordo con noi: sono questi i contenuti per cui provare vergogna? Noi pensiamo di no.
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  • #Gaypropaganda: Le Olimpiadi di Sochi 2014 prima che sportive, sono state le Olimpiadi della contestazione. Infatti tutti conosciamo la vicenda della legge russa (passata alla Duma un anno prima dell’inizio della kermesse sportiva in questione) che vieta la propaganda dei rapporti sessuali “non tradizionali” tra i minori e l’equiparazione delle relazioni coniugali degli eterosessuali con le relazioni delle persone dello stesso sesso.
    E proprio l’occasione offerta dalle Olimpiadi s’è rivelata ideale per lanciare un segnale di protesta simbolica e solidarizzare con la comunità gay LGBT russa. In particolare, #GayPropaganda è il progetto lanciato dalle due pop star Madonna e Katy Perry che, tramite il social media Art for Freedom, hanno pubblicato ed invitato a pubblicare video, foto, racconti ed altri contenuti legati al tema della propaganda gay. Il passaggio da Art for Freedom a Facebook e Twitter è stato poi rapido ed automatico, con un bacino d’utenza spropositato a sostenere la causa. Una cura sana e virale per una malattia che però, in realtà, non esiste. Putin e gli omofobi non ce ne vogliano.
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  • #TheDress: Avete presente quell’incredibile grattacapo del vestito Roman Originals che qualcuno vede di un colore e qualcuno di un altro? Difficile non ricordarlo, dato che fino a qualche mese fa questo post/esperimento circolava sui social network alla velocità della luce. Se ne sono accorti anche in Sud Africa, con il Movimento Internazionale Evangelico The Salvation Army che ha ben pensato di sfruttare la viralità del celebre vestito per sensibilizzare sulla violenza domestica. Ecco che è quindi nata la campagna #TheDress, lanciata per mezzo di un tweet con una foto in cui era presente una donna col famoso vestito addosso. Ad attirare l’attenzione erano però i lividi e le ferite sul volto e sul corpo della donna, con la dicitura “Perché è così difficile vedere nero o blu? Una donna su sei è vittima di abusi” a far riflettere sul significato del messaggio. La pungente foto ha raccolto migliaia di consensi, specie su Twitter. The power of viral!

 

E tu? Hai mai pensato di creare una campagna di marketing da diffondere sui social e far diventare virale? Se cerchi consigli ed ispirazione, contattaci, aspettiamo di conoscerti!

B.

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