27/04/16 Marketing # , , ,

Call to action: 7 consigli per renderla efficace

Gli utenti sono cambiati. Non sono più semplici spettatori delle strategie di comunicazione dei brand, ma si sono trasformati in persone attive e ansiose di interagire con le aziende a cui concedono la loro fiducia. Sono diventati anche più selettivi e per conquistare la loro attenzione e mantenerli vicini devi sapere cosa chiedergli. In poche parole, devi essere bravo con le call to action (CTA).

call to action articolo

Cosa si intende per CTA?

Le CTA, inviti all’azione destinati ai tuoi lettori, sono gli strumenti migliori per separare gli articoli informativi dai contenuti di marketing e, nella maggior parte dei casi, chiedono agli utenti di:

  • Iscriversi alla newsletter;
  • Scaricare gratuitamente una guida o un e-book in PDF;
  • Registrarsi per utilizzare una versione di prova gratuita di un prodotto.

 

Può sembrare facile scrivere qualche parola per convincere i tuoi lettori a lasciarti i loro dati ma non essere ingenuo: se non sono ragionate le CTA si possono rivelare un completo disastro. Come si possono realizzare, quindi, delle call to action che funzionino veramente?

Inizia con il verbo

Se non chiedi qualcosa non la otterrai mai. Lascia da parte i giri di parole e incalza i tuoi lettori con un verbo in pole position. Attenzione, però, a quale scegli: se azioni come “scarica”, “acquista” o “registrati” possono affermare il valore del gesto da compiere, il verbo “invia” può generare ansia e allontanare l’utente dal clic.

Usa parole chiave

Ci sono delle piccole parole magiche per attirare l’attenzione dei lettori e convincerli a cliccare sulla call to action. Gli avverbi di tempo come “ora”, “subito” o “oggi” spingono l’utente ad approfittare dell’occasione, mentre gli aggettivi come “gratis” e “gratuito” richiamano alla mente l’idea del regalo. Chi non vorrebbe qualcosa senza pagare?

Chiedi aiuto ai numeri

Ci sono casi in cui un numero vale più di 1000 parole! Sono chiari e comunicano subito al lettore ciò che sta per ottenere. Pensa a quante volte hai letto un articolo che ti prometteva di capire qualcosa in 7 mosse, efficace vero? Prova a fare lo stesso con le tue call to action!

Sii breve

Non essere prolisso, i tempi di attenzione sono brevi e il lettore deve cogliere al volo la CTA. Cerca di includere tutte le informazioni necessarie per permettere all’utente di decidere e sintetizza il tuo invito all’azione tra i 90 e i 150 caratteri.

Non nasconderle

Se le nascondi nessuno ci cliccherà sopra! Dà loro il giusto spazio e falle rientrare nel percorso visivo della pagina in modo che l’occhio dell’utente ci cada subito. Personalizzale con dei colori accesi e rendi il bottone bombato e ombreggiato in modo da renderlo uno degli oggetti più evidenti della pagina.

Cambia le call to action

Non utilizzare la stessa CTA per troppo tempo e sfrutta soluzioni differenti in base ai tuoi utenti. Prova a testarle per capire quale risulti più efficace!

Sii diretto e onesto

Lascia da parte i giri di parole e va dritto al punto e, soprattutto, non creare illusioni. Attraverso le call to action stai creando un rapporto di fiducia con il tuo lettore quindi usa un testo reale che anticipi ciò che l’utente troverà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

call to action bottone

Se il tuo articolo è riuscito a incuriosire, le call to action diventano la ciliegina sulla torta per ottenere la fiducia dei tuoi lettori. Ricordati, però, che il rapporto tra un brand e i suoi utenti è come una storia d’amore che va coltivata ogni giorno. Prima fai chiarezza sul tipo di relazione che hai con i tuoi follower e poi crea la CTA giusta per loro!

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20/04/16 Social # , , , , ,

Instagram: come e perché fare pubblicità

Per far conoscere il tuo brand devi promuoverlo sui social network. Accanto a Facebook, la piattaforma migliore per fare advertising, di recente un nuovo social si sta facendo spazio anche come strumento di promozione online: Instagram.

Il network delle immagini è in forte espansione e, grazie all’integrazione con il social di Zuckerberg, la pubblicità su Instagram permette di raggiungere un sempre maggior numero di utenti.

Andiamo per gradi. Come si fa advertising su Instagram?

Crea la campagna

La piattaforma per attivare le campagne su Instagram è la stessa di Facebook. Qualunque sia lo strumento che tu utilizzi per le campagne (Power Editor, creazione delle inserzioni, l’Ads API…) il risultato è sempre lo stesso e potrai scegliere tra sei obiettivi: l’interazione con un post, i clic e le conversioni sul sito, l’installazione e l’interazione con l’app mobile, le visualizzazioni del video.

Imposta il pubblico e la creatività

Come per Facebook, dopo aver creato la campagna devi impostare il target, il budget e la creatività learn the facts here now. Per Instagram puoi scegliere tra foto, carousel e video. L’importante è che gli ads rispecchino questi requisiti:

  • Pubblica immagini con formati di 1080×1080 e con una risoluzione minima di 600 x 315 pixel (1.9:1 orizzontale) e 600 x 600 pixel (1:1 quadrata) e video in formato 264 di massimo 30 secondi:
  • La parte testuale del tuo annuncio potrà essere di solo testo, fino ad un massimo di 300 caratteri;
  • È possibile aggiungere una call to action: Prenota subito, Contattaci, Scarica, Scopri di più, Acquista ora, Iscriviti, Guarda di più.

Scegli la destinazione

Instagram, Facebook o tutti e due? Terminata la creazione della tua campagna puoi scegliere su quale dei due social attivarla. Attraverso una campagna unificata disporrai di un pubblico più ampio che attraversa entrambe le piattaforme riducendone, così, il gap.

Con 400 milioni di utenti attivi Instagram è diventato uno strumento importante che promette molte possibilità a prezzi contenuti. Dobbiamo solo aspettare e vedere come verrà sfruttato 😉

// <![CDATA[
if (typeof newsletter_check !== "function") {
window.newsletter_check = function (f) {
var re = /^([a-zA-Z0-9_\.\-\+])+\@(([a-zA-Z0-9\-]{1,})+\.)+([a-zA-Z0-9]{2,})+$/;
if (!re.test(f.elements["ne"].value)) {
alert("L\'email non è corretta");
return false;
}
for (var i=1; i

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16/03/16 Marketing # , , , ,

La newsletter perfetta: quando, cosa, come

È vero, i social media sono diventati un’arma fondamentale per ogni marketer. Ma l’ago della bilancia per ogni forma di comunicazione B2B è ancora l’email marketing. Questa forma particolare di direct marketing che utilizza le mail e le newsletter con scopi promozionali e commerciali, ha il potere di far crescere il tuo business mettendoti in contatto con professionisti e potenziali clienti, eppure per molti può sembrare uno strumento antiquato. Per questo è importante fare chiarezza su come migliorare le proprie performance e come comportarsi prima di inviare la tua newsletter.

newsletter marketing

Gli orari e i giorni migliori

Chi sono i destinatari della tua newsletter? Prima di capire quali siano i giorni e gli orari migliori per l’invio bisogna distinguere il target: le mail di lavoro e quelle personali seguono regole diverse!

Le email di lavoro

Con le prime devi seguire i giorni e gli orari lavorativi, prediligendo il martedì, cercando di concentrare gli invii durante le prime ore della mattina e subito dopo la pausa pranzo.

Le email personali

Per le email personali, d’altra parte, il momento migliore è sicuramente quello dalle 15 alle 19, quando i potenziali clienti sono in preda all’apatia lavorativa e più predisposti verso l’apertura di mail B2B. Come giorni, invece, via libera all’invio dal martedì al giovedì senza disdegnare, però, il weekend in cui si può trovare un ottimo alleato nel relax!

newsletter mailchimp

Attenzione all’oggetto

E qui cominciano le note dolenti. Più del 50% dei destinatari cestina la mail solamente dopo aver letto l’oggetto, per questo diventa fondamentale catturare la loro attenzione fin dal primo sguardo. Per incuriosirli e spingerli ad aprire la tua newsletter devi pensare a un oggetto corto e accattivante: puoi, ad esempio, chiamarli per nome e porgli delle domande, fai loro capire che non possono proprio perdersi quella mail!

Il tasso di apertura e il CTR

Cosa ti devi aspettare dopo l’invio della tua newsletter? Diciamocelo chiaramente, un tasso di apertura del 100% è un’utopia bella e buona. Anche arrivare al 60% è difficile ma, seguendo questi consigli, non impossibile! Di norma quando le aperture si attestano intorno al 40% si può considerare un piccolo traguardo, migliorabile, ovviamente, ma pur sempre buono. Discorso diverso per il click through rate (CTR), ossia la percentuale dei link cliccati nel corpo della mail. Partendo dal presupposto che più link inserisci più sarà alto il CTR, normalmente questo tasso è molto inferiore rispetto alle aperture arrivando, nei casi migliori, al 10%.

Spazio ai popup

Per molti i popup sono fastidiosissimi e questo li spinge a non utilizzarli ma, costruiti nel giusto modo, possono diventare degli amici preziosissimi per aumentare la tua mailing list. Anche in questo caso il copy è fondamentale: bisogna far passare il messaggio che lasciare la loro mail sia fondamentale per accedere a contenuti esclusivi pensati su misura e condivisi da altri utenti con gli stessi interessi. In questi casi ti consigliamo di dare un’occhiata in giro e “rubare” i segreti dei popup altrui, del genere “impara l’arte e mettila da parte”!

newsletter popup

Il trucco per creare una newsletter perfetta rimane, comunque, l’analisi personale. Verifica sempre con dei controlli periodici, ottieni più feedback possibili e ricordati di modulare le mail in base al tuo bacino di utenti cercando di capire quale sia la soluzione migliore attraverso degli A/B testing.

Vuoi approfondire l’argomento e scoprire tutti i trucchi per inviare una newsletter di successo? Chiedi consiglio a noi per diventare un vero professionista dell’email marketing!

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03/02/16 Marketing # , , , , , , , ,

Instant marketing: quando, come, dove

Carpe diem, mai citazione fu più azzeccata per il marketing ai tempi dei social network. Infatti, una strategia che sta prendendo sempre più piede in questo contesto è il real time marketing, meglio conosciuto come instant marketing. Ma cosa rende questa tecnica così vincente e, allo stesso tempo, pericolosa? Semplice, tante sono le possibilità di avere successo quante quelle di trovarsi protagonisti di un epic fail di proporzioni gigantesche!

Per non rischiare cadute di stile o, peggio ancora, di posizionamento del vostro brand abbiamo stilato per voi queste 6 regole; seguitele e al prossimo “evento” potreste essere voi i leader dell’adv 2.0.

1. Rilevanza

Per prima cosa la vostra comunicazione deve essere nota alla maggior parte delle persone e interessante per loro. Per raggiungere quanti più utenti possibili bisogna puntare in alto, fino a coinvolgere un intero universo, come ha fatto Chupa Chups in seguito alla scoperta di Kepler 452b. I famosi dolcetti non aspettavano altro che un pianeta simile alla Terra per dare libero sfogo alla loro creatività e, direi, ci sono riusciti!

chupa chups instant marketing

2. Tempismo

È fondamentale arrivare al momento giusto: né quando la notizia non è ancora ben diffusa né quando non interessa più. In questo caso Oreo ha dato il meglio di sé “inaugurando” l’epoca dell’instant marketing durante il Super Bowl del 2013. Immaginate più di 100 milioni tra telespettatori e tifosi presenti allo stadio immobilizzati da un black-out che non ha solo fermato il match, ma tutta l’America. Che fare? Beh, perché non passare il tempo sui social? Ed è proprio là che arrivano i biscotti Oreo ad accendere una luce in tutta questa oscurità…

oreo instant marketing

3. Autenticità e conoscenza del brand

In terzo luogo è importante azzeccare il tone of voice in relazione ai valori che l’azienda vuole far emergere e, in questo, Ceres è maestra. Vera protagonista dell’instant marketing in italia, riesce sempre a legare gli eventi alle caratteristiche del brand. Ne è un esempio l’eclissi solare dello scorso 20 marzo quando, rilanciando il rito della birra in compagnia la sera, i marketer del marchio italiano hanno proposto la loro versione di buio totale!

ceres instant marketing

4. Condivisibilità

Un messaggio per essere vincente deve essere condivisibile, non solo dagli utenti, ma anche dai creatori, per questo bisogna chiedersi sempre se il contenuto può essere inserito anche nei propri social. Basta, allora, guardare alle famose barrette di cioccolato Snickers per rendersi conto che i primi a divertirsi sono proprio i brand, soprattutto quando ci si trova davanti a questioni… Mondiali!

snickers instant marketing

5. Partecipazione

Quinta regola ma sempre da tenere a mente è il coinvolgimento degli utenti. La notizia non solo deve essere interessante, simpatica e attuale, ma anche a prova di share. E qual è l’argomento che riesce a unire tutti in Italia? Il calcio ovviamente! Tanto di cappello, quindi, a Barilla che è riuscita a creare un passaparola, positivo o negativo che sia, tra tutti i tifosi dopo una classica domenica di campionato.

barilla lasagna instant marketing

6. Moderazione

Questo ultimo spunto vale per tutte le occasioni ed è tanto importante quanto gli altri: seguire i commenti dopo la pubblicazione e continuare a tener presente il brand su tutti i canali online.

Vuoi saperne di più su come avere successo con le tue strategie di marketing online? Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire tutti gli step da seguire!

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13/01/16 Marketing # , , ,

5 mosse per una campagna digital efficace

Nonostante il web sia un canale alla portata di tutti, realizzare una comunicazione di successo è tutt’altro che semplice. Quali sono gli strumenti giusti per ottenere il risultato sperato e come si può strutturare una campagna digital efficace?

No, non sono domande trabocchetto ma riflessioni importanti che ognuno dovrebbe fare prima di realizzare un piano di comunicazione online. Niente paura, ci abbiamo già pensato noi. Prenditi due minuti e scopri i 5 passi per costruire al meglio la tua campagna digital.

digital

1. Punta l’obiettivo

Bene, prima di tutto visualizza il tuo obiettivo. Che sia far conoscere te stesso, il tuo brand o un semplice post su Facebook non dimenticare mai di individuare lo scopo della tua comunicazione. Cosa vuoi ottenere? Avere le idee chiare già in partenza non solo ti facilita in partenza, ma ti aiuta anche nel prendere le decisioni migliori durante il percorso.

2. Individua il target

Dopo l’obiettivo arrivano gli utenti a cui è destinata la campagna. Chi sono? Che interessi hanno? Come raggiungerli? Studia il tuo target e capisci qual è il loro problema e come risolverlo!

3. Racconta una storia

Arriva una parola usata moltissimo: storytelling. Si, la base per qualsiasi comunicazione efficace è una storia che sappia emozionare e coinvolgere. Pensa al tuo obiettivo e prova a raccontarlo come se fosse una sceneggiatura di un film con tanto di eroi e antagonisti. Una base solida sarà utile per strutturare i contenuti della tua campagna.

digital storytelling

4. Scegli i contenuti

Eccoli. Sembra strano ma li troviamo solo in quarta posizione. Infatti, una volta chiariti i passaggi precedenti verrà immediato (o quasi) creare il messaggio. Tieni sempre in mente a chi ti stai rivolgendo e cosa devi raccontare e, ricorda, esperienze, emozioni e idee sono le parole chiave da tenere in mente!

5. Lavora con i social

Dulcis in fundo i canali. A seconda del tuo target dovrai scegliere i social media da utilizzare e gli orari in cui pubblicare. Per capire i comportamenti degli utenti dai un’occhiata agli insights e poi programma tutta la tua comunicazione per filo e per segno come un vero SMM!

digital social

Un esempio di come sono state utilizzate correttamente queste 5 regole? Leggi questo post!

Vuoi approfondire l’argomento? Lasciaci la tua mail per ricevere in regalo la nostra guida sull’utilizzo dei social e realizza campagne digital infallibili!

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02/12/15 Social # , , , , , , ,

Hello Adele, noi siamo con te

Povera Adele. Da quando è uscito il suo ultimo album e Hello è la nuova hit della collezione autunno/inverno, sui social è scattata l’ironia più assoluta. Meme, gif e frasi in inglese maccheronico stanno spopolando in rete e lei, vecchia volpe del personal branding, gode della pubblicità assolutamente gratuita e facile che le stanno procurando i milioni di fan.

adele

Dolce ragazza inglese, nessuno la capisce. Nessuno, tranne noi.

Si, perché dietro ogni lacrima, acuto, mugugno di Adele c’è una ragione più che legittima che forse non tutti conoscono.

Si è avvicinata alla musica grazie alle Spice Girls e alle Destiny’s Child. Basterebbe solo questa informazione per schierarsi dalla sua parte. Insomma, con un background musicale del genere meriterebbe un applauso solo per aver continuato a cantare!

Tradimenti su tradimenti. Tutti gli uomini della sua vita, padre, fidanzati, ex fidanzati, bisessuali compresi, l’hanno piantata in asso. E ci si chiede ancora perché canti di amori finiti?

Il suo ex le ha fatto causa. Eh si, perché dopo l’uscita del suo primo album la sua dolce-amara metà ha ben pensato di procedere per vie legali per ottenere parte dei proventi dei diritti delle canzoni. Il motivo? Se lui non l’avesse lasciata lei non avrebbe mai ottenuto tanto successo con la sua storia!

Nessuna passione familiare. Devono essere stati anni difficili per lei quando, da piccola, non aveva nessun esempio musicale, vivente o riprodotto in disco, da ascoltare. Tutti quei pomeriggi a piangere per un cd devono esserle rimasti così impressi che il binomio musica-pianto è diventato l’unica realtà!

adele sorry

Il “caso” di Adele è esploso all’improvviso, senza alcuna strategia di digital marketing. Sono stati i fan i veri motori di tutto il clamore e questo ci fa capire come il web sia diventato uno strumento potentissimo, capace di montare, o smontare, qualsiasi tipo di personaggio. 

Quindi, ironia o no, noi stiamo dalla sua parte sperando di non dover attendere altri quattro anni per piangere…ehm ascoltare una sua canzone!

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21/10/15 Digital # , , , ,

Vip e startup: chi c’ha preso e chi no

Noi siamo pazzi di loro, loro sono pazzi di startup. Stiamo parlando dei vip di Hollywood, di attori, attrici e cantanti che, essendo appassionati di tecnologia o, magari, non avendo problemi di portafoglio, decidono di investire nelle startup. Questo è il nuovo trend dello star system hollywoodiano, dal momento che sono sempre di più i personaggi famosi che scommettono su un’impresa innovativa o una piattaforma che ritengono interessante e decidono d’investirci, anche se non sempre questo investimento si tramuta in un successo… ma non sarà certo questo a mandarli sul lastrico!
L’ultimo esempio è quello del cantante Snoop Dog il quale, nel corso dell’ultima edizione del TechCrunch Disrupt di San Francisco, ha lanciato la nuova piattaforma editoriale “Merry Jane”, il social network pensato, sviluppato e finanziato dal rapper per “mettere in evidenza l’uso felice della marijuana e far fare outing alle persone sul utilizzo del fumo”.

snoop dog startup

Se Snoop Dog s’è dilettato ad investire su una piattaforma innovativa e mai vista prima, altri personaggi illustri, come già detto, si sono invece dedicati ad investire in startup già esistenti. Noi oggi ci concentriamo proprio su questi venture capitalist inaspettati, anche se occorre specificare che gli investimenti effettuati da protagonisti del mondo dello spettacolo nel corso degli anni sono stati tanti e qui raccoglieremo solamente i casi più famosi, scoprendo chi ha avuto successo e chi, invece, ha fallito, ricominciando forse a dedicarsi ai soli film o ai tormentoni sonori dell’estate.

Ecco dunque le 6 storie ma prima di leggere i risultati, che trovi in fondo all’articolo, prova ad indovinare chi è andato bene e chi male… non cercare su Google che ce ne accorgiamo! 🙂

  • Lady Gaga: nel 2011 la reginetta del pop ha investito una cifra importante nella startup Backplane che aveva l’obiettivo di rivoluzionare i social media. La creazione di questa piattaforma, infatti, era finalizzata all’incremento della socializzazione e comunicazione delle comunità online dei fans, dalla musica allo sport.
startup lady gaga
  • Kanye West: il musicista statunitense, proprio assieme a Lady Gaga, ha fondato nel 2012 la startup musicale Turntable.fm,investendoci oltre 7 milioni di dollari. La piattaforma consente di condividere ed ascoltare e condividere musica online.
west startup
  • Justin Bieber: abbiamo già parlato in un altro post della startup Shots, la piattaforma dove gli iscritti comunicano solo ed esclusivamente tramite selfie e su cui il cantante canadese ha co-investito una cifra importante.
shots startup
  • Will Smith: l’attore afroamericano ha finanziato, nel 2012, la startup Viddy, con cui girare e condividere video di 15 secondi.
startup viddy
  • Leonardo Di Caprio: ha investito assieme a Lance Armstrong nella startup israeliana Mobli,piattaforma social specializzata in foto e video. Mentre l’investimento dell’ex ciclista è abbastanza recente, l’attore americano aveva creduto in Mobli già nel 2011, anno di lancio della startup, durante il quale Di Caprio investì oltre 4 milioni di dollari (merito, per caso, dell’allora fidanzata israeliana Ber Rafaeli?).
mobli startup

RISULTATI

  • Backplane-Lady Gaga: Backplane ha fallito miseramente i suoi obiettivi, non riuscendo mai a decollare a causa (pare) di una cattiva gestione della piattaforma. Successivamente ha assunto il nome Place,utilizzata per la creazione di social network a tema in cui, però, non è ben chiaro il ruolo (ed il peso economico) di Lady Gaga.
startup gaga
  • Turntable.fm-Kanye West/Lady Gaga: un successone. Infatti Turntable.fm, almeno all’inizio,ha raggiunto in breve tempo 600 mila utenti registrati! Ora come ora la piattaforma musicale è in cerca di una nuova identità, ma continua a sopravvivere.
mad startup
  • Shots-Bibier: la startup è stata accolta con successo dagli utenti e conta tuttora moltissimi iscritti. Di recente, inoltre, questa piattaforma “selfica” ha ottenuto altri 4 milioni di dollari e, anche se non capiamo l’utilità di una piattafoma di questo tipo, dobbiamo comunque complimentarci con Justin Bieber per aver fiutato l’affare!
shots startup1
  • Viddy-Will Smith: Accolta sotto i migliori auspici, Viddy ha visto pian piano scemare l’interesse degli utenti e, con esso, anche l’investimento di Will Smith. Provaci ancora, Will!
startup smith
  • Mobli-Di Caprio: la startup non è ancora fallita, eppure conquistare il mercato delle app per smartphone non è facile per nessuno, riuscirà a resistere sotto i colpi di Instagram e degli altri competitor?
di caprio startup

Ah.. quasi dimenticavamo un vero veterano in fatto di startup! Ashton Kutcher, infatti, ha investito in oltre 70 startup, prime tra tutte Airbnb e Skype. Se questi appena nominati sono esempi di investimenti andati benissimo, lo stesso non si può dire di altre aziende, come la community per amanti della moda Fashism, miseramente fallita assieme ad altre imprese innovative.
Fallimento o no, Kutcher resta il re delle startup e, data l’impossibilità di tenere il conto di quanti investimenti ha effettuato l’ex toy-boy di Demi Moore, per noi il suo ruolo di venture capitalist sarà sempre un successo… ahh, il potere dei soldi!

B.

Startup vip

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19/08/15 Wordpress # , , , ,

WordPress: i 5 migliori plugin gratis per le gallerie fotografiche

WordPress è il CMS (Content Management System) più utilizzato al mondo, una potente piattaforma virtuale tramite cui creare il proprio sito web o il proprio blog in modo assolutamente personalizzato, oltre che gratuito.

Chi utilizza WordPress, quindi, non avrà bisogno di confrontarsi col tremendo mondo del linguaggio HTML delle pagine web. Ciò significa che chiunque, anche chi non “mastica” programmazione web, avrà comunque la possibilità di creare un sito (o blog) dinamico e professionale, scegliendo i templates (o temi) e le funzionalità ottimali per i propri obiettivi.

Una volta scaricato ed installato WordPress sul proprio PC, ci troveremo quindi di fronte ad una piattaforma con un’interfaccia grafica intuitiva e semplice da utilizzare, pronti a creare qualunque contenuto desideriamo. Ciò che vi consiglio, però, e di non “accontentarvi” di quelle funzionalità WordPress di default, preinstallate cioè nel programma e quindi pronte all’utilizzo non appena ultimerete la configurazione sul vostro pc.

Installate piuttosto i plugin che trovate più utili, ossia quei “programmini” suddivisi per categoria e con cui potrete ampliare il vostro WordPress grazie all’aggiunta di determinate funzioni (ad esempio, il rilascio di un commento su un blog, oppure la condivisione di un post sui social network sono funzioni possibili grazie all’aggiunta, sul sito WP in questione, di determinati plugin).

Premesso ciò, come agenzia di digital marketing ci siamo spesso trovati a dover fare i conti con migliaia di plugin disponibili, tutti belli ed utili nella forma…più che nella sostanza. Sì, perchè di plugin ne troverete tantissimi per ogni categoria di WordPress, eppure solo pochi sono quelli davvero meritevoli di attenzioni (e, quindi, di download). Oggi ci concentriamo sulla sezione “Gallerie Fotografiche” e vi proponiamo i 5 migliori plugin gratis da scaricare per creare e gestire bellissime gallerie per le vostre immagini:

  1. Easy Media Gallery => Per qualcuno è il miglior plugin di WordPress per gallerie fotografiche, ed anche noi lo troviamo veramente intuitivo nell’utilizzo e soddisfacente nelle funzionalità. Un comodo pannello di controllo v’accompagnerà nei primi passi, dovrete solo scegliere la tipologia di galleria e tutte le caratteristiche che più v’aggradano (versione premium disponibile).
  2. Photo Gallery => Si tratta di un plugin con un elenco di tool ed opzioni avanzate utili, tra le altre cose, a modificare le immagini, fornire descrizioni dettagliate e organizzare le foto in album differenti (versione premium disponibile).
  3. Grand Flagallery => Questo potente plugin ti consente di accedere a numerosissime funzionalità e di creare gallerie per immagini, video ed anche note audio e playlist Mp3 personalizzate Related Site. Ecco che quindi sarà possibile fare un giro in galleria ascoltando della sana musica.. non male, vero? (disponibile solo la versione free)
  4. Gallery Bank => Si tratta di un plugin responsive, ideale per creare gallerie fotografiche visualizzabili su tutti i dispositivi. L’utilizzo è inoltre molto intuitivo e sono anche disponibili svariati layout per creare, tra le altre cose, effetti speciali e d’animazione. Fortemente consigliato! (versione premium disponibile).
  5. Eazyest Gallery => Dulcis in fundo, non possiamo non consigliare Eazyest Gallery, che ha di buono la possibilità di caricare un numero illimitato di foto, organizzarle in cartelle e sottocartelle ed aggiungere tag. E’ inoltre possibile creare diapositive e modificare i filtri, sbizzarrendovi come meglio credete. (disponibile solo la versione free).

Rimanete sintonizzati sul nostro blog, più in là vi sveleremo altri utilissimi plugin per WordPress!

B.

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08/07/15 Digital # , , , ,

Cos’è il nuovo algoritmo di Google e come “aggirarlo”

Vecchio Google, nuovo algoritmo. Com’è ormai noto ai più, da fine aprile Big G ha introdotto Mobilegeddon, l’algoritmo “intelligente” che premia i siti web responsive e, soprattutto, penalizza chi possiede la sola versione desktop. Niente di più scontato, soprattutto alla luce degli ultimi, impressionanti risultati in materia di navigazione sul web: solo in Italia oltre 15 milioni di persone navigano in Rete utilizzando dispositivi smartphone o tablet, con almeno il 60% di persone che utilizza il mobile come unico device per muoversi sui motori di ricerca.

Alla luce di quanto detto, appare quindi scontata la scelta di Google, che ha fatto del criterio “responsive” il parametro principale di giudizio per l’indicizzazione dei siti sulla SERP.

Ma che significa web responsive? E com’è possibile “raggirare” Mobilegeddon e le sue nefaste conseguenze? Innanzitutto ribadiamo la definizione di sito web responsive, qualora a qualcuno fosse sfuggita: un sito responsive (o mobile friendly) è quel sito ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobile, dunque smartphone, tablet, Smart-TV e via dicendo. Ciò significa che, navigando su un sito dal proprio telefono, questi si adatterà graficamente al nostro dispositivo, favorendo una user-experience di qualità (a discapito delle care, vecchie zoomate per leggere i contenuti) .

Bulsara Adv responsive

Con il nuovo algortimo di Google, dunque, i siti non responsive saranno penalizzati nel posizionamento sui motori di ricerca, mentre i siti ottimizzati (e, magari, con un’App scaricabile al seguito) compariranno nelle prime pagine della SERP di Google.

Spiegato il perchè delle penalizzazioni di Mobilegeddon, sarà abbastanza intuitivo capire come evitare di venire penalizzati: rendendo il proprio sito web responsive, per l’appunto.

A questo proposito, vi diamo qualche consiglio: per una corretta ottimizzazione, fate prima di tutto una cernita dei contenuti presenti sul sito versione desktop: il tuo design responsive potrà far visualizzare meno informazioni sul display, accertati quindi che siano quelle più importanti per il tuo brand.

In secondo luogo, prediligi la semplicità: una struttura ed un menù di navigazione semplici, renderanno il vostro sito non solo responsive, ma anche piacevolmente navigabile da parte dell’utente, gradirà sicuramente!

In ultimo, non dimenticate che anche le immagini devono essere responsive, ossia flessibili ed adattabili allo schermo.

Questi sono i 3 suggerimenti che noi troviamo più utili per la creazione di un sito responsive, rivolti soprattutto a chi non ha competenze in campo di linguaggio di programmazione HTML.

Vi lasciamo ricordandovi che Bulsara Advertising realizza siti responsive, rivolgiti a noi e saremo ben felici di aiutarti a “raggirare” Mobilegeddon e.. far trionfare il bene! 🙂

B.

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