30/03/16 Marketing # , , , , ,

L’idea vincente: 6 regole per non sbagliare mai

Quante volte ti è capitato di avere un’idea all’apparenza geniale? E quante altre volte non sei riuscito a cavarne un ragno dal buco? Forse la tua pensata non era così brillante come sembrava. O, peggio ancora, probabilmente non sei riuscito a trovare il giusto modo di esprimerla. Le idee vincenti, infatti, non solo esistono ma hanno anche delle caratteristiche costanti legate, soprattutto, al modo in cui vengono comunicate.

Le intuizioni brillanti – e con brillanti intendiamo quelle che nessuno dimenticherà – dovrebbero rispettare sei regole auree introdotte per la prima volta dai fratelli Chip e Dan Heath nel loro libro Made to stick, il cui sottotitolo tradotto in italiano è proprio “Perché alcune idee sopravvivono e altre muoiono”.

Ma quali sono gli elementi chiave che hanno fatto la felicità dei grandi nomi della pubblicità mondiale?

Semplicità

È risaputo che non riusciamo a elaborare più di un certo numero di informazioni. Per questo è essenziale che tutti i messaggi che aspirino a essere vincenti siano semplici. Semplici, però, non significa per forza brevi, ma piuttosto chiari e diretti. Insomma, nessun giro di parole e dritti filati al succo, come ha fatto Martini per il suo famoso payoff.

idea martini party

Sorpresa

E se ti dicessi che con la Turkish Airlines puoi volare a Gotham City e incontrare Bruce Wayne? La sorpresa genera automaticamente attenzione per cui è meglio stare alla larga dai messaggi già detti e già visti se si vuole creare una comunicazione con una marcia in più.

Concretezza

Gli esempi concreti si ricordano con più facilità. Se ti stai rivolgendo a un interlocutore che ne sa poco o nulla di quello che stai dicendo devi rinunciare ai linguaggi specialistici e puntare tutto sui concetti quotidiani e “visibili”. Prendi spunto da Barilla che ha fatto della quotidianità il suo cavallo di battaglia facendo sentire tutti gli italiani “a casa”! 

Credibilità

Un’idea semplice, sorprendente e concreta non può comunque stare in piedi se non è credibile. Lasciando da parte i grandi testimonial che non tutti si possono permettere, ci sono molti modi per creare credibilità, dalle statistiche all’estrema ricchezza di dettagli che, attraverso le descrizioni, riesce a farti “toccare con mano” il prodotto. Davanti a questo spot di Samsung mettereste in dubbio le potenzialità del nuovo S7 Edge?

Emozioni

Senza emozioni non c’è azione. Per convincere i consumatori non bastano, o non servono, rapporti dettagliati e analisi di mercato: bisogno spostare l’attenzione dal cervello al cuore. È per questo che tutti gli spot di Natale sfidano la forza di gravità delle lacrime diventando memorabili e rischiando, a volte, di oscurare il brand come nel caso della pubblicità di John Lewis meglio conosciuta come quella del bambino e del pinguino!

Storie

Tutti i punti precedenti sono rintracciabili in quest’ultima regola: la storia. Pensaci bene, ti ricordi meglio una favola, la trama di un libro e di un film o il programma di un qualsivoglia esame universitario? Non è necessario essere un grande creativo per creare una storia, basta guardarsi intorno e prendere spunto da ciò che ci circonda come ha fatto Poste Italiane. Se anche le migliori pubblicità raccontano storie normali perché complicarsi la vita?

Sei pronto per creare anche tu comunicazioni vincenti? Affidati a noi per trasformare le tue idee in messaggi di successo!

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10/02/16 Marketing # , , , , , ,

God bless the Super Bowl!

La pubblicità è l’unica forma d’arte che l’America abbia mai inventato e sviluppato diceva Gore Vidal, scrittore e sceneggiatore statunitense. In quell’intervista, è vero, si parlava di guerra, anzi della guerra che riesce a tenere incollati milioni di americani davanti ai notiziari, che poi è un po’ quello che è successo domenica sera alla cinquantesima edizione del Super Bowl. Come ogni anno, infatti, più di cento milioni di statunitensi sono rimasti appiccicati per ore davanti alla finale del campionato della National Footbal League assistendo a una vera e propria battaglia dentro e fuori dal campo.

super bowl

Il Super Bowl non è solo una partita di football, è l’evento dell’anno per antonomasia, una serata indimenticabile che vale milioni di dollari, capace di regalare – si fa per dire – successo immediato a chi ha il coraggio di sfruttarla per promuovere i propri prodotti: i brand commerciali. Quest’anno lo spazio per uno spot pubblicitario di 30’’ è costato la bellezza di 5 milioni di dollari, esattamente il 10% in più rispetto all’anno scorso. Ed è per questi prezzi esorbitanti e per il potenziale di visibilità che gli spot si fanno, anno dopo anno, sempre più spettacolari, tecnologici e star dipendenti.

Ma c’è di più. Scavando negli annali delle migliori pubblicità andate in onda durante il Super Bowl è emersa un’altra caratteristica, molto più importante degli effetti speciali o della presenza di personaggi famosi. Gli spot sono lo specchio della società, capaci di raccontare in pochissimo tempo e attraverso il solo uso delle immagini i gusti e le tendenze della nazione a stelle e strisce.

La rivoluzione tecnologica di Apple

Forse il più famoso tra tutti gli spot della competizione sportiva, “1984” è stato trasmesso in televisione una sola volta, appunto durante il terzo quarto del Super Bowl dello stesso anno. Sarà la regia di Ridley Scott, il chiaro riferimento al romanzo di George Orwell o il taglio netto con la realtà che caratterizzava le altre pubblicità, fatto sta che è considerato da tutti come il momento di svolta per il panorama commerciale legato all’evento sportivo.

La passione dei motori

Nel settore automobilistico ci sono ben 2 spot che meritano di essere citati. Il primo, del 2011, vede un Eminem in pieno stile 8 miles alla guida della sua Chrysler 200 mentre sfila per le strade di Detroit. Il video, oltre a essere uno dei più costosi della storia del Super Bowl con i suoi 12,4 milioni di dollari, rappresenta anche un momento importante per l’economia americana: la rinascita del mondo delle automobili.

Di altra pasta, invece, il mini-movie della Jaguar del 2014. Costato anch’esso un bel patrimonio (8 milioni di dollari) punta tutto sulla spettacolarità dell’auto e, soprattutto, dei protagonisti, tre perfetti gentiluomini inglesi noti per interpretare il ruolo dei cattivi di turno in ogni loro film.

A tavola!

A completare il quadretto della perfetta nazione moderna non poteva mancare il mondo del food & beverage. Per non andare a riprendere i soliti Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s vi vogliamo proporre una vera e propria chicca: lo spot prodotto da Snickers per il 50° Super Bowl. L’attore di Hollywood John Wick ha esibito tutta la sua femminilità nei panni della bionda tutta curve Marilyn Monroe, non sarà forse un ritorno al passato?

Lo sapevi che durante la finale della National Footbal League del 2013 è nato l’instant marketing? Scopri cosa è successo in questo articolo e sii pronto a farti qualche risata!

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22/12/15 Marketing # , , , ,

Gli spot di Natale 2015 che non dimenticheremo

Non c’è Natale senza storie, emozioni e famiglia. Sono questi i valori su cui si basano tutti gli spot negli ultimi anni rischiando, delle volte, di finire in quel grande calderone chiamato banalità. Non è facile distinguersi quando si parla di feste e la felicità è il sentimento predominante. Eppure, quest’anno, c’è chi ha osato qualcosa in più riempiendo i nostri cuori.

Harvey Nichols

Quanto è difficile azzeccare il giusto regalo? E, soprattutto, quanto è stressante dover far finta di adorare ciò che avete appena scartato pieni di aspettative? Ce lo racconta bene il nuovo spot di Harvey Nichols, catena di negozi di lusso che ha puntato tutto sull’ironia.

Porn Hub

Fantastico. Non avete la benché minima idea di cosa regalare al vostro dolce nonnino? Maglione, calzini, bastone, cornice li avete già spesi e ora? Tranquilli, Porn Hub ha la soluzione e il successo è assicurato (per tutti quanti!).

Macy

A Natale, si sa, tutti tornano un po’ bambini. Ma cosa succederebbe se anche voi trovaste una matita magica capace di realizzare ogni vostro desiderio e di regalare la felicità alle persone che vi circondano? È questo il messaggio di Macy che per le feste si trasforma e con sottile dolcezza vi dice: noi esaudiamo i vostri desideri!

John Lewis

Un concentrato di spirito natalizio fornito dai noti magazzini americani che fa sorridere grandi e piccini. È la storia di una bambina che scopre un solitario uomo sulla luna e non si arrende davanti all’apparente impossibilità di comunicare. Perché Natale è anche questo: unire le persone in tutto il mondo… e oltre.

Edeka

Questa volta vincono i tedeschi (e i nonni). A prima vista sembra tutto tranne che uno spot natalizio, anzi. Ma è proprio questa la sua magia: un’infinita tristezza e un’intangibile solitudine curate solo dal potere della famiglia. Attenzione perché con Edeka la lacrimuccia è assicurata!

Siete riusciti a trovare il filo conduttore di queste tenerissime pubblicità? Vi diamo un aiutino: il vero protagonista non è il brand, ma la storia raccontata. Guardateli di nuovo e diteci cosa avete scovato! A proposito… Buon Natale a tutti!

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09/12/15 Marketing # , , , , , , , ,

Gli spot pubblicitari più visti di sempre

Fai partire YouTube, digiti il video da vedere e zac ti appare la pubblicità. Se ti va bene dopo pochissimi secondi puoi “skippare” e continuare per la tua strada, mentre, nella peggiore delle ipotesi, sei costretto a sorbirti circa 20 secondi di spot di cui non ti interessa nulla.

Ma oggi non vogliamo parlare delle inserzioni trabocchetto, bensì di quegli spot creati appositamente per essere visti, rivisti e condivisi.

Frutto del genio delle migliori agenzie di comunicazione questi video si stanno facendo sempre più strada tra gli utenti di YouTube tanto che tra i 10 video più visti nel 2014 ben 4 erano commerciali.

Ma quali sono gli spot più visti di sempre?

5 – Volvo Trucks – The Epic Split. Feat Van Damme

Con 81.546.116 visualizzazioni il video della Volvo caricato nel novembre del 2013 si aggiudica la quinta posizione. La famosissima spaccata di Jean-Claude Van Damme, la colonna sonora perfetta e la geometria irreale sono le protagoniste indiscusse di questo minuto da brividi.

spot volvo jean claude van damme

4 – Turkish Airlines – Kobe vs. Messi: Legends on Board

Lo spot della Turkish Airlines si accaparra il quarto posto grazie a 110.915.546 visualizzazioni e, soprattutto, grazie a due protagonisti di tutto rispetto: la stella dei Lakers Kobe Bryant e la punta del Barcellona Lionel Messi. Beh, se volare con la compagnia turca significa scambiare quattro chiacchere con loro allora…dove compro i biglietti?

spot turkish airlines lionel messi kobe bryant

3 – Evian – Baby&me

L’ingrediente segreto di Evian? Tanti, tantissimi bambini sorridenti! Le proprietà magiche di quest’acqua le fanno raggiungere il gradino più basso del podio con 116.003.023 visualizzazioni arrivando a scalzare un altro spot dello stesso brand.

spot evian

2 – Nike Football – Winner Stays. ft. Ronaldo, Neymar Jr., Rooney, Ibrahimović, Iniesta & more

Nessun mistero che l’accoppiata Nike e calciatori famosi sia vincente. Così la medaglia d’argento va allo sport grazie a 118.679.535 visualizzazioni ottenute da Messi, Cristiano Ronaldo & Co. Creato per i Mondiali di Calcio in Brasile, questa pubblicità ha ottenuto un grande successo in poco tempo, diventando la punta di diamante di tutto l’advertising Nike.

spot nike messi ronaldi pirlo ibrahimovic

1 – Turkish Airlines – Kobe vs. Messi: The Selfie Shootout

È ancora la stella blaugrana la protagonista della pubblicità vincente di questa classifica. Un mix di campioni sportivi e selfie fanno vincere la medagia d’oro alla Turkish Airlines che si conferma vincitrice indiscussa di spot. 143.115.164 visualizzazioni potranno sembrare strane per una compagnia aerea ma, saranno i testimonial, i panorami mozzafiato o la strategia delle agenzie Crispin Porter + Bogusky e Starcom, la vittoria è più che meritata.

spot turkish airlines lionel messi kobe bryant

E, per rimanere in tema di spot pubblicitari, vi ricordate quali sono i brand più agguerriti? Date un’occhiata qui!

B.

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11/11/15 Marketing # , , , , , , , , , ,

La guerra tra brand a suon di advertising

C’erano una volta gli strilloni, quei giovani ometti che cercavano in tutti i modi di farsi comprare i giornali per un penny, urlando a squarciagola le notizie più succose del giorno per togliersi clienti tra loro. Signore e signori questa è una delle prime forme di pubblicità, spicciola sì, ma senza dubbio incisiva e, soprattutto, a costo (quasi) zero. 

Lasciati a casa i ragazzini in calzoncini ora c’è uno strumento assai più coinvolgente e costoso che i brand possono utilizzare per darsi battaglia fra loro: lo spot pubblicitario. In Italia, ahinoi, non siamo abituati alla pubblicità comparativa (regolamentata e resa possible solo dal D. lgs. 67/200), ma basta lanciare YouTube per assistere a vere e propri agoni a suon di claim e jingle a prova di memoria.

Per voi abbiamo individuato quattro categorie in cui ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è trovato a dover scegliere il brand del suo cuore.

Beverage: Coca Cola vs Pepsi
La lotta fra i due noti marchi è forse la più duratura ed emozionante, arrivando addirittura a coinvolgere il Super Bowl, l’olimpo sportivo degli americani. Si potrebbe perdere una giornata a guardare tutti gli spot creati, ma noi abbiamo voluto farvi ricordare un evergreen riadattato ai tempi dei social media. Vi ricordate questi due simpatici omaccioni pronti a difendere l’onore delle loro bibite zuccherate?

brand coke pepsi

Food: McDonald’s vs Burger King
Altro grande classico per cui vale la pena azzuffarsi è il dio panino. Burger King ci ha provato e riprovato a uscirne vincitore ma dopo aver visto questo spot non ci resta che inchinarci al pagliaccio colorato e chiedere…un happy meal!

brand McDonald's

Smartphone: Samsung Vs Apple… e, inaspettatamente, vince Microsoft
E qui la questione diventa interessante. Mentre iOS e Android non smettono di farsi gli sgambetti a vicenda arriva un inatteso Microsoft e dall’alto del suo Nokia Lumia 920 rende vero il celebre proverbio: fra i due litiganti il terzo gode!

brand smartphone

Notebook: Apple vs Windows
Dulcis in fundo una vera e propria chicca, finalmente in italiano, partorita da quei geni della Apple tra il 2006 e il 2009. Una serie di sketch tra un simpatico (e per nulla allusivo :D) PC e un Mac in jeans e t-shirt! Che dire.. 10′ di risate!

brand computer

Nell’attesa di uno spot comparativo tutto italiano, del tipo Martini vs Campari, alleggeriamo le nostre giornate con questi video. Anzi, ditecelo voi, quali altre battaglie pubblicitarie conoscete?

B.

no responses
28/10/15 Digital # , , , ,

Come cambia il marketing con l’avvento dei social network?

Marketing, comunicazione digitale, social network: chi, al giorno d’oggi, conosce le nuove dinamiche del web ed ama “perdersi” nei meandri della nuova comunicazione 2.0, conoscerà perfettamente il forte grado d’interconnessione tra gli elementi in questione.
Ciò che però, forse, appare meno chiaro, è l’importanza che assume il cosiddetto unconventional marketing ai tempi dei social network.

Eh già, il fascino di un messaggio non convenzionale, alternativo e possibilmente innovativo arreca un notevole vantaggio per  le aziende.

Con l’unconventional marketing, infatti, possono finalmente concentrare sforzi e risorse sfruttando mezzi e strumenti di comunicazione insoliti, rendendo di più e massimizzando il ritorno sull’investimento fatto. Allo stesso modo, i loro clienti-utenti sono inconsciamente più disposti a farsi “catturare” da campagne di comunicazione accattivanti, originali ed in grado di renderti curioso sul messaggio che si vuol diffondere.

Ecco che quindi, ai tempi dei social network, sono le aziende ad andare incontro al cliente, “sposando” le tendenze digitali del momento e concentrandosi più su “brand reputation”, “engagement” e “viralità”piuttosto che su “produzioni”, “audience” e diagrammi di flusso.

Ma come si attua una campagna di marketing non convenzionale?

Brand Reputation social network

Beh, conviene subito ribadire che i social network non sono chiamati in ballo casualmente in questa riflessione. Facebook, Instagram e Twitter (per citare solo i social network più conosciuti e frequentati) diventano i luoghi virtuali ideali dove trasmettere il nostro messaggio in modo non convenzionale, profilando il nostro pubblico di riferimento e creando un target ben preciso a cui indirizzarlo. Sarà poi quello stesso pubblico ad “aiutare” la brand reputation dell’azienda, parlando e scambiandosi consigli  tramite il cosiddetto WOM (word of mouth), quel passaparola massiccio in grado di far acquisire notorietà a determinati prodotti e servizi.

Ma oltre che WOM, unconventional marketing vuol dire anche “viral marketing” (le campagne in grado di diffondersi spontaneamente tra le persone come un virus, appunto), “guerrilla marketing” (le campagne costruite a basso costo e con strumenti aggressivi ed in grado di far leva sull’emotività degli utenti) ed “ambient marketing” (con cui sfruttare i luoghi d’aggregazione per inviare messaggi precisi tramite mirati interventi pubblicitari).

Viralità social network

Se si comprende il potenziale di tutto ciò che abbiamo detto sinora, sarà facile comprendere anche il perché investire in campagne di questo tipo convenga non solo alle aziende, ma anche e soprattutto a realtà meno strutturate, in fase di startup. Infatti le future aziende del web si configurano inizialmente come realtà piccole e con poco budget da indirizzare verso campagne di promozione. E’ quindi qua che l’unconventional va incontro alle loro esigenze: investire nella propria brand awareness rivolgendosi ad un target ben definito e riducendo al minimo i costi iniziali.

Fare marketing non convenzionale, in definitiva, conviene proprio a tutti, resta a voi scegliere quale tecnica utilizzare per entrare nel flusso di navigazione degli utenti, puntando a restarci per un bel po’ di tempo.

B.

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16/09/15 Marketing # , , , ,

Marketing Virale: le 4 migliori campagne di sensibilizzazione sui social

Il marketing virale, spesso, va di pari passo con la sensibilizzazione. Da quando esistono i social network, infatti, quante volte vi è capitato di vedere in bacheca un hashtag, un’immagine oppure un video condiviso simultaneamente da molti dei vostri amici? Credo parecchie – e non si è trattato certo di una coincidenza o di un’epidemia improvvisa – piuttosto vi potreste essere trovati nel pieno del word of mouth generato da una campagna di sensibilizzazione.

Il Marketing virale è proprio questo: generare un passaparola massiccio attorno ad una certa tematica (commerciale e non, come in questo caso) e farla diffondere come fosse un virus, destando curiosità e svelando il suo fine solo in un secondo momento.
Se siamo di fronte ad una problematica sociale, quindi, capirete quanto Facebook, Twitter e gli altri social diventino armi potenti, in grado di attirare l’attenzione e smuovere gli animi.

wom marketing virale

Nel corso degli anni, sono state tantissime le campagne di marketing virale lanciate sui social a scopo benefico, ed in certi casi i risultati sono stati veramente sbalorditivi. In altri, invece, non sono mancate critiche per quelle iniziative ritenute eccessive, anche se, c’è da dirlo, per scuotere gli animi e far muovere qualcosa, un po’ eccessivi occorre esserlo… è il tam tam della Rete che ce lo impone!

Che siano state criticate o meno, noi abbiamo individuato 4 campagne di marketing virale che ci hanno colpito e che riteniamo geniali, sia per come hanno provveduto al veicolo del messaggio che per i risultati ottenuti in termini di engagement e risposta degli utenti. Ve le elenchiamo di seguito, sperando non solo di farvi passare qualche minuto di svago, ma anche di farvi riflettere sul significato celato dietro a ciascuna iniziativa.

  • #IceBucketChallenge: E’ una delle campagne virali più recenti, ma siamo sicuri che la gente se la ricorderà per molti anni. L’Ice Bucket Challenge è l’iniziativa benefica promossa dall’ALS Association nell’estate 2014 e finalizzata alla sensibilizzazione sulla SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Obiettivo della campagna è stato quello di sensibilizzare il mondo intero e cercare fondi per la prevenzione e la cura di questa patologia. Come fare? Semplice: bisognava girare un video mentre ci si faceva buttare addosso un secchio di acqua gelata, nominando contemporaneamente qualcun altro che avrebbe dovuto successivamente prender parte all’iniziativa. Vip, politici, sportivi e gente comune: come potete vedere nel video qui sotto, tutti, ma proprio tutti hanno partecipato all’Ice Bucket Challenge, con l’hashtag #IceBucketChallenge che ha avuto milioni di condivisioni su tutti i social network. Chapeau quindi ai suoi creatori, una doccia gelata non ha mai fatto così bene!
  • #Fatevedereletette: Il titolo di questa campagna di marketing virale è sicuramente provocatorio, un qualcosa di apparentemente poco serio che, però, celava una tematica tutt’altro che goliardica: la prevenzione del tumore al seno. L’iniziativa è stata resa virale sui social network da settembre dello scorso anno, e tantissime donne hanno deciso spontaneamente di parteciparvi. Come sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno? Scrivendo sulla parte alta del décolleté la parola prevenzione (con un rossetto o magari una matita) e postando poi la foto sui social network con hashtag #FateVedereleTette. Sebbene l’iniziativa abbia visto la partecipazione di migliaia di volontarie (la pagina Facebook ufficiale conta oltre 2000 “Like”), non sono mancate le solite critiche alla campagna, ritenuta sconcia e fuori luogo. Tuttavia, chi utilizza i social network in modo massiccio, sarà d’accordo con noi: sono questi i contenuti per cui provare vergogna? Noi pensiamo di no.
marketing virale campagna
  • #Gaypropaganda: Le Olimpiadi di Sochi 2014 prima che sportive, sono state le Olimpiadi della contestazione. Infatti tutti conosciamo la vicenda della legge russa (passata alla Duma un anno prima dell’inizio della kermesse sportiva in questione) che vieta la propaganda dei rapporti sessuali “non tradizionali” tra i minori e l’equiparazione delle relazioni coniugali degli eterosessuali con le relazioni delle persone dello stesso sesso.
    E proprio l’occasione offerta dalle Olimpiadi s’è rivelata ideale per lanciare un segnale di protesta simbolica e solidarizzare con la comunità gay LGBT russa. In particolare, #GayPropaganda è il progetto lanciato dalle due pop star Madonna e Katy Perry che, tramite il social media Art for Freedom, hanno pubblicato ed invitato a pubblicare video, foto, racconti ed altri contenuti legati al tema della propaganda gay. Il passaggio da Art for Freedom a Facebook e Twitter è stato poi rapido ed automatico, con un bacino d’utenza spropositato a sostenere la causa. Una cura sana e virale per una malattia che però, in realtà, non esiste. Putin e gli omofobi non ce ne vogliano.
gaypropaganda marketing virale
  • #TheDress: Avete presente quell’incredibile grattacapo del vestito Roman Originals che qualcuno vede di un colore e qualcuno di un altro? Difficile non ricordarlo, dato che fino a qualche mese fa questo post/esperimento circolava sui social network alla velocità della luce. Se ne sono accorti anche in Sud Africa, con il Movimento Internazionale Evangelico The Salvation Army che ha ben pensato di sfruttare la viralità del celebre vestito per sensibilizzare sulla violenza domestica. Ecco che è quindi nata la campagna #TheDress, lanciata per mezzo di un tweet con una foto in cui era presente una donna col famoso vestito addosso. Ad attirare l’attenzione erano però i lividi e le ferite sul volto e sul corpo della donna, con la dicitura “Perché è così difficile vedere nero o blu? Una donna su sei è vittima di abusi” a far riflettere sul significato del messaggio. La pungente foto ha raccolto migliaia di consensi, specie su Twitter. The power of viral!

 

E tu? Hai mai pensato di creare una campagna di marketing da diffondere sui social e far diventare virale? Se cerchi consigli ed ispirazione, contattaci, aspettiamo di conoscerti!

B.

thedress marketing virale
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08/09/15 Social # , , ,

Facebook: le 3 fan page più divertenti del momento

Facebook è un ottimo strumento tramite cui aumentare la web reputation, vendere prodotti online, raggiungere nuovi potenziali clienti e…ridere. Infatti, che siate professionisti del web o semplici utenti, vi sarà capitato almeno una volta di vedere comparire in bacheca un’immagine o una vignetta condivisa da un amico e che vi ha fatto ridere a crepapelle. Ecco che quindi le fan page su Facebook possono diventare non solo la vostra migliore arma di social business, ma anche un modo per creare engagement attorno ad un argomento o ad un personaggio in modo spiritoso e leggero, seguendo la tanto amata logica del “Ridiamoci su”.

Baby George Facebook fan page

Il fatto che si parli di fan page Facebook divertenti non implica, però, che la loro creazione avvenga in modo più semplice rispetto alle fan page aziendali, anzi creare engagement attorno alla propria comicità e generare passaparola su ciò di cui (allegramente) si parla richiede molto impegno, dato che abbiamo a che fare con un social network con miliardi di iscritti pronti a postare qualunque genere di contenuti. Capirete quindi che distinguersi e spiccare per comicità in mezzo a migliaia di fan page può diventare una professione a tutti gli effetti su Facebook e, a dimostrazione di ciò, vi basti sapere che, il più delle volte, dietro a queste pagine divertenti c’è il lavoro di un intero team, aspetto tutt’altro che comico.

Ecco quindi il segreto di una fan page Facebook divertente: crearla e gestirla con serietà (e non è un paradosso!), individuando uno stile ed un format pensati ad hoc per la propria pagina ed in grado di rendervi immediatamente riconoscibili rispetto ad altre pagine competitor. Se avete dunque voglia di creare e gestire una pagina Facebook comica, non prendetela alla leggera: le fan page divertenti più famose sono riuscite, in alcuni casi, ad avviare attorno al loro nome un autentico business, il più delle volte coadiuvato da attività di merchandising.

Detto ciò, ribadiamo che le fan page Facebook in grado di farti sganasciare di risate sono parecchie, eppure noi ne abbiamo individuate tre di fronte cui è veramente difficile rimanere impassibili, mettere “Mi piace” per credere!

  • Baby George ti disprezza: Inutile negarlo, la fan page sul principino più tenero di Gran Bretagna è il del momento. George di Cambridge è il figlio primogenito di William e Kate d’Inghilterra e da qualche mese è stata creata la pagina Facebook “Baby George ti disprezza”, uno spazio divertentissimo che seguono in oltre 457 mila persone ed in cui il piccolo George è protagonista di vignette veramente simpatiche. Infatti gli autori della pagina ritraggono il futuro erede in una serie di immagini personalizzate e lo fanno apparire come un bambino super ricco, viziato e snob verso qualunque cosa o persona lo circondi, atteggiamento che dà vita a battute veramente simpatiche. Complimenti quindi agli autori ed al loro utilizzo della satira, arma sempre rischiosa sul web, specie se ci si immischia in affari “reali”.
Facebook fan page poracci
  • Le più belle frasi di Osho: Come si suol dire in gergo, gli autori della pagina Facebook “Osho” se la sono proprio chiamata. Quante possibilità c’erano, infatti, che la fan page dedicata al famoso maestro spirituale indiano Osho Rajneesh non venisse riproposta in chiave satirica? Io direi zero, mentre non erano forse pensabili certi risultati: la pagina Facebook “Le più belle frasi di Osho” è seguita da oltre 164 mila persone ed il suo punto di forza sono sicuramente le vignette in romanesco che vogliono stravolgere, in modo originale, gli aforismi più famosi pronunciati dal vecchio saggio Osho. Un qualcosa sicuramente visto e rivisto con altri personaggi, eppure così ben congegnato da risultare sublime.
Osho Facebook Fan Page
  • Se i quadri potessero parlare: Con il suo milione di fan ed una vetrina importante come il programma televisivo “Shark Tank”, la pagina Facebook “Se i quadri potessero parlare” non ha bisogno di presentazioni. Nata da un’idea di Stefano Guerrera, la fan page Facebook in questione rivisita in chiave satirica (ed assolutamente geniale) i più famosi dipinti in circolazione, attribuendo ai soggetti di ciascuno diciture simpatiche, una sana dose di allegria su cui contare anche nelle giornate più nere. D’altronde, ci sarà un motivo se i cattivissimi giudici di Shark Tank hanno deciso di investire sul merchandising di questa fan page ben 85 mila euro. Keep calm and enjoy è il claim più adatto per “ Se i quadri potessero parlare”, cliccare per credere!
Se i quadri fan page Facebook

Hai una Fan page su Facebook e vuoi far impennare il tuo business online? Contattaci, conosciamo dei trucchetti niente male! 🙂

B.

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