28/07/15 Eventi # , , , ,

Expo 2015: ci siamo stati, cosa ci è piaciuto e cosa… rimandiamo

C’è chi il 25 luglio va a mare e chi, come noi, va… ad Expo2015. Abbiamo sfidato il caldo ma, alla fine, ne siamo usciti vivi e questa è la nostra impressione sull’Esposizione Universale di Milano, meglio nota come #Expo2015.
A quasi tre mesi dalla sua apertura ufficiale, in cui ha raccolto un numero di interazioni “social” da urlo e guidate da un sentiment abbastanza positivo, Expo2015 continua comunque a dividere i visitatori in due schiere agli antipodi: i pienamente soddisfatti e gli insoddisfatti.
E Bulsara Adv di quale schiera fa parte? Non ci piace vedere tutto bianco o tutto nero, quindi, per esprimere il nostro parere su Expo2015, aggiungiamo una terza categoria: quella dei “Bello… ma non balla”. Vi spieghiamo il perché.
Sfatiamo subito un mito: entrare ad Expo2015 in modo rapido ed agevole è possibile. Sarà perché era il 25 luglio, sarà perché è svanita quell’euforia iniziale che ha caratterizzato la Fiera nei suoi primissimi giorni (guai se non fosse stato così), ma il passaggio dal far vedere il biglietto all’ingresso al cimentarsi lungo il decumano di Expo è stato velocissimo.
E proprio il decumano rappresenta il miglior biglietto da visita per un evento di questa portata, un qualcosa che consigliamo di percorrere e ripercorrere almeno due volte. Si tratta del luogo ideale in cui far vivere allo spettatore il suo viaggio all’interno di Expo, un corridoio lungo 1,5 km che ospita i padiglioni di tutti i Paesi partecipanti. Architettonicamente parlando, entrare ad Expo2015 offre un impatto visivo unico. E’ spettacolare, infatti, godersi la vista di tutte queste suggestive strutture, intrinseche di significato per le culture che vogliono rappresentare.

Decumano Expo2015

E’ dunque il caso di dire che l’esperienza ad Expo2015 parte col botto, ma è altrettanto vero che molti padiglioni, al loro interno, non rendono giustizia agli spettatori. All’interno degli spazi espositivi della Fiera, infatti, design ed allestimenti risultano poco coinvolgenti ed accattivanti, fatta eccezione, a nostro parere, per almeno 5 padiglioni: quello di Francia, Austria, Brasile, Giappone e Italia. Negli altri spendeteci del tempo se volete, ma, considerando che proprio il tempo è la vostra risorsa più preziosa ad ogni Expo, scegliete con cura i Paesi che meritano di essere visitati, specie se passerete all’Esposizione una sola giornata.

Padiglione Cile

Capitolo cibo: Expo2015 ha come tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ma forse si potrebbero nutrire un po’ di più anche i visitatori :). Chi si reca all’Esposizione di Milano con l’idea di assaggiare le migliori specialità di ogni cultura appena preparate in realtà si sbaglia. E forse questa è stata, per noi e per la schiera degli insoddisfatti, la delusione più grande. I piatti disponibili all’assaggio, in qualunque padiglione, sono limitati, spesso costosi e, cosa più contestabile, non sempre preparati al momento. Forse ci saremmo aspettati un’esperienza culinaria più all’altezza del nome che Expo porta, dove dare la priorità al famoso assaggio (street food docet) avrebbe appagato più del semplice sedersi per gustare la propria portata. Noi abbiamo potuto assaggiare qualche piatto sudcoreano e giapponese, cucine alquanto particolari che, detto tra noi, non sono state nulla di eccezionale. E di certo non te l’aspetti all’Esposizione Universale di Milano. Come al solito, è la cucina italiana a fare la differenza, un’autentica garanzia (eccezion fatta per Eataly, anch’esso al di sotto delle aspettative, come qualità, in un contesto del genere).

Expo2015 pizza

Chiudiamo questo breve riassunto del nostro Expo2015 dando un parere sull’attività di sponsoring e sulla “star” di Expo2015: l’Albero della Vita. Dello sponsoring abbiamo apprezzato la mancanza dei soliti gadget per i visitatori ed un’organizzazione mirata ad evitare di far passare Expo2015 per un… centro commerciale. Ogni sponsor, infatti, ha il suo corner, ma l’assetto risulta assolutamente armonioso con l’allestimento generale, ben organizzato e non soffocante per il passante.

Non possiamo, invece, dire altrettanto per l‘Albero della Vita, divenuto, in mancanza di altre strutture distintive (altra pecca della Fiera), il simbolo di Expo2015: dal vivo il design può piacere e non piacere, eppure, diciamocelo, la visibilità ricevuta sui social network aveva creato, sul suo design, aspettative poi non soddisfatte. Idem per i suoi giochi d’acqua notturni, definiti pirotecnici ma, a nostro modo di vedere, non particolarmente spettacolari… sarà che volevano semplicemente rinfrescare i visitatori accaldati?

Per dare il nostro giudizio finale su Expo2015 riprendiamo la famosa categoria aggiuntiva: è bello… ma non balla. Da agenzia di comunicazione, ci saremmo aspettati più marketing nei vari “corner” sparsi qua e là, più allestimenti nei padiglioni, più street food e più spazi allestiti all’aperto dove assaporarlo. A questo proposito, una particolare lode va a Mc Donald’s, uno dei pochi che, in modo lungimirante, ha puntato molto sull’ambiente, creando un bello spazio verde dove consumare i pasti. Pazienza che si trattasse di Crispy McBacon e patatine fritte, il re del fast-food è sempre frequentato perché la gente ama lo spazio all’aperto e la posizione lungo il decumano è strategica.

In definitiva, se dovessimo dare un voto all’Esposizione Universale Milano, sarebbe 6,5. Motivo per cui andateci e godetevelo, ma sappiate che una volta usciti non sarete totalmente consapevoli della tematica affrontata.

Buon Expo a voi e aspettiamo i vostri pareri 🙂

no responses