30/03/16 Marketing # , , , , ,

L’idea vincente: 6 regole per non sbagliare mai

Quante volte ti è capitato di avere un’idea all’apparenza geniale? E quante altre volte non sei riuscito a cavarne un ragno dal buco? Forse la tua pensata non era così brillante come sembrava. O, peggio ancora, probabilmente non sei riuscito a trovare il giusto modo di esprimerla. Le idee vincenti, infatti, non solo esistono ma hanno anche delle caratteristiche costanti legate, soprattutto, al modo in cui vengono comunicate.

Le intuizioni brillanti – e con brillanti intendiamo quelle che nessuno dimenticherà – dovrebbero rispettare sei regole auree introdotte per la prima volta dai fratelli Chip e Dan Heath nel loro libro Made to stick, il cui sottotitolo tradotto in italiano è proprio “Perché alcune idee sopravvivono e altre muoiono”.

Ma quali sono gli elementi chiave che hanno fatto la felicità dei grandi nomi della pubblicità mondiale?

Semplicità

È risaputo che non riusciamo a elaborare più di un certo numero di informazioni. Per questo è essenziale che tutti i messaggi che aspirino a essere vincenti siano semplici. Semplici, però, non significa per forza brevi, ma piuttosto chiari e diretti. Insomma, nessun giro di parole e dritti filati al succo, come ha fatto Martini per il suo famoso payoff.

idea martini party

Sorpresa

E se ti dicessi che con la Turkish Airlines puoi volare a Gotham City e incontrare Bruce Wayne? La sorpresa genera automaticamente attenzione per cui è meglio stare alla larga dai messaggi già detti e già visti se si vuole creare una comunicazione con una marcia in più.

Concretezza

Gli esempi concreti si ricordano con più facilità. Se ti stai rivolgendo a un interlocutore che ne sa poco o nulla di quello che stai dicendo devi rinunciare ai linguaggi specialistici e puntare tutto sui concetti quotidiani e “visibili”. Prendi spunto da Barilla che ha fatto della quotidianità il suo cavallo di battaglia facendo sentire tutti gli italiani “a casa”! 

Credibilità

Un’idea semplice, sorprendente e concreta non può comunque stare in piedi se non è credibile. Lasciando da parte i grandi testimonial che non tutti si possono permettere, ci sono molti modi per creare credibilità, dalle statistiche all’estrema ricchezza di dettagli che, attraverso le descrizioni, riesce a farti “toccare con mano” il prodotto. Davanti a questo spot di Samsung mettereste in dubbio le potenzialità del nuovo S7 Edge?

Emozioni

Senza emozioni non c’è azione. Per convincere i consumatori non bastano, o non servono, rapporti dettagliati e analisi di mercato: bisogno spostare l’attenzione dal cervello al cuore. È per questo che tutti gli spot di Natale sfidano la forza di gravità delle lacrime diventando memorabili e rischiando, a volte, di oscurare il brand come nel caso della pubblicità di John Lewis meglio conosciuta come quella del bambino e del pinguino!

Storie

Tutti i punti precedenti sono rintracciabili in quest’ultima regola: la storia. Pensaci bene, ti ricordi meglio una favola, la trama di un libro e di un film o il programma di un qualsivoglia esame universitario? Non è necessario essere un grande creativo per creare una storia, basta guardarsi intorno e prendere spunto da ciò che ci circonda come ha fatto Poste Italiane. Se anche le migliori pubblicità raccontano storie normali perché complicarsi la vita?

Sei pronto per creare anche tu comunicazioni vincenti? Affidati a noi per trasformare le tue idee in messaggi di successo!

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11/11/15 Marketing # , , , , , , , , , ,

La guerra tra brand a suon di advertising

C’erano una volta gli strilloni, quei giovani ometti che cercavano in tutti i modi di farsi comprare i giornali per un penny, urlando a squarciagola le notizie più succose del giorno per togliersi clienti tra loro. Signore e signori questa è una delle prime forme di pubblicità, spicciola sì, ma senza dubbio incisiva e, soprattutto, a costo (quasi) zero. 

Lasciati a casa i ragazzini in calzoncini ora c’è uno strumento assai più coinvolgente e costoso che i brand possono utilizzare per darsi battaglia fra loro: lo spot pubblicitario. In Italia, ahinoi, non siamo abituati alla pubblicità comparativa (regolamentata e resa possible solo dal D. lgs. 67/200), ma basta lanciare YouTube per assistere a vere e propri agoni a suon di claim e jingle a prova di memoria.

Per voi abbiamo individuato quattro categorie in cui ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è trovato a dover scegliere il brand del suo cuore.

Beverage: Coca Cola vs Pepsi
La lotta fra i due noti marchi è forse la più duratura ed emozionante, arrivando addirittura a coinvolgere il Super Bowl, l’olimpo sportivo degli americani. Si potrebbe perdere una giornata a guardare tutti gli spot creati, ma noi abbiamo voluto farvi ricordare un evergreen riadattato ai tempi dei social media. Vi ricordate questi due simpatici omaccioni pronti a difendere l’onore delle loro bibite zuccherate?

brand coke pepsi

Food: McDonald’s vs Burger King
Altro grande classico per cui vale la pena azzuffarsi è il dio panino. Burger King ci ha provato e riprovato a uscirne vincitore ma dopo aver visto questo spot non ci resta che inchinarci al pagliaccio colorato e chiedere…un happy meal!

brand McDonald's

Smartphone: Samsung Vs Apple… e, inaspettatamente, vince Microsoft
E qui la questione diventa interessante. Mentre iOS e Android non smettono di farsi gli sgambetti a vicenda arriva un inatteso Microsoft e dall’alto del suo Nokia Lumia 920 rende vero il celebre proverbio: fra i due litiganti il terzo gode!

brand smartphone

Notebook: Apple vs Windows
Dulcis in fundo una vera e propria chicca, finalmente in italiano, partorita da quei geni della Apple tra il 2006 e il 2009. Una serie di sketch tra un simpatico (e per nulla allusivo :D) PC e un Mac in jeans e t-shirt! Che dire.. 10′ di risate!

brand computer

Nell’attesa di uno spot comparativo tutto italiano, del tipo Martini vs Campari, alleggeriamo le nostre giornate con questi video. Anzi, ditecelo voi, quali altre battaglie pubblicitarie conoscete?

B.

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