18/11/15 Social # , , , , , , , ,

Social network: un aiuto in più per Parigi

Mai come ora possiamo dire grazie ai social network. È vero, obiettivamente ci semplificano la vita ordinaria di tutti i giorni, ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare: sono di supporto durante i reali momenti di difficoltà.

Senza dilungarci sui vari giudizi morali con cui tutti ci siamo trovati a discutere, prendiamoci un momento per capire come il mondo digital sia diventato protagonista in seguito agli attentati di Parigi.

Il primo a scendere in campo subito dopo l’attacco è stato il padre di tutti i social network: Facebook. Mark Zuckerberg ha ripreso uno strumento attivato già nel 2011 in seguito allo tzunami in Giappone e lo ha adattato, per la prima volta nella storia di questo servizio, ad un disastro umano. Il Facebook Safety Check ha così permesso a ben 4,1 milioni di utenti di comunicare ai propri contatti che stavano bene.

social facebook safety check

Subito dopo si è fatto avanti Google che, tramite il servizio Google Hangouts, ha reso completamente gratuiti i servizi di chiamata non solo verso Parigi, ma per tutta la Francia.

social hangouts

Anche Skype si è attivato per garantire questa possibilità utile e concreta, eliminando i costi per le chiamate nazionali ed internazionali verso i numeri fissi e mobili francesi.

social skype

I due colossi del mondo della comunicazione via web non sono stati gli unici a tagliare i prezzi. Uber ha avuto il suo bel da fare durante tutta la notte di venerdì 13 e, grazie alla disattivazione della tariffazione dinamica a Parigi (il meccanismo su cui si fonda il servizio, ossia il prezzo calcolato in base ai matching tra domanda e offerta nel momento in cui si fa la richiesta), ha consentito a centinaia di persone di raggiungere in sicurezza e a basso costo le proprie abitazioni.

uber

E, proprio in tema di abitazioni, è intervenuto anche Airbnb, mettendo a disposizione gratuitamente gli alloggi per tutti coloro che non avevano la possibilità di tornare nelle rispettive case.

social airbnb

Last but not the least Twitter. L’uccellino azzurro, attraverso l’hashtag #PorteOuverte, ha attivato una vera e propria catena di solidarietà per aiutare i cittadini scampati agli attacchi nella ricerca di una sistemazione sicura. Inoltre, non bisogna dimenticare il supporto costante nelle ricerche delle persone scomparse grazie a #rechercheParis e la possibilità, per la polizia, di diffondere le foto dei terroristi in modo da coinvolgere quanti più utenti possibili nella loro identificazione.

social porteouverte

Insomma, anche quando si allontanano dal loro uso ordinario, i social e le app si possono rilevare strumenti utilissimi, con l’aggiunta di diventare per qualche giorno, se ci permettete il termine, più “umani”.

V.

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