02/03/16 Eventi # , , , , , , ,

#wakeupRoma: the final countdown

Ci siamo quasi! Il 12 marzo è dietro l’angolo e la conferenza stampa di oggi ha dato il via al countdown finale. Dopo 5 mesi di duro lavoro oggi è stata ufficialmente presentata a giornalisti, aziende, startup e semplici curiosi l’iniziativa di cui curiamo la comunicazione online e offline: #wakeupRoma.

countdown #wakeupRoma

C’erano talmente tanti giornalisti e telecamere che in alcuni momenti sembrava quasi di essere alla notte degli Oscar a Los Angeles, mancava solo Di Caprio e il suo discorso sul cambiamento climatico (che poi, a pensarci bene, un testimonial come lui ci avrebbe fatto comodo)! L’emozione degli speaker era palpabile mentre raccontavano i motivi per cui hanno scelto di aderire con le loro aziende e associazioni a #wakeupRoma, regalando alla platea numerose frasi motivazionali che non sono passate inosservate.

countdown tweet wakeupRoma

Ma cosa rimane dopo la conferenza di oggi? Sicuramente la consapevolezza che tanto è stato fatto ma altrettanto resta da fare. Mancano pochi giorni all’evento in cui tutto è priorità e le scadenze si accavallano come le gambe sul divano guardando un film. Fra dieci giorni ci ritroveremo tutti a testa china a ridare un po’ di luce a una città che di tenebre ne ha viste anche troppe, armati di scope e raschietti con addosso una pettorina bianca che farebbe invidia ai bellissimi completi sfoggiati oggi.

countdown #wakeupRoma folla

Che dire, tenetevi pronti e registratevi su www.wakeuproma.org: è ufficialmente cominciato “the final countdown”.

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21/10/15 Digital # , , , ,

Vip e startup: chi c’ha preso e chi no

Noi siamo pazzi di loro, loro sono pazzi di startup. Stiamo parlando dei vip di Hollywood, di attori, attrici e cantanti che, essendo appassionati di tecnologia o, magari, non avendo problemi di portafoglio, decidono di investire nelle startup. Questo è il nuovo trend dello star system hollywoodiano, dal momento che sono sempre di più i personaggi famosi che scommettono su un’impresa innovativa o una piattaforma che ritengono interessante e decidono d’investirci, anche se non sempre questo investimento si tramuta in un successo… ma non sarà certo questo a mandarli sul lastrico!
L’ultimo esempio è quello del cantante Snoop Dog il quale, nel corso dell’ultima edizione del TechCrunch Disrupt di San Francisco, ha lanciato la nuova piattaforma editoriale “Merry Jane”, il social network pensato, sviluppato e finanziato dal rapper per “mettere in evidenza l’uso felice della marijuana e far fare outing alle persone sul utilizzo del fumo”.

snoop dog startup

Se Snoop Dog s’è dilettato ad investire su una piattaforma innovativa e mai vista prima, altri personaggi illustri, come già detto, si sono invece dedicati ad investire in startup già esistenti. Noi oggi ci concentriamo proprio su questi venture capitalist inaspettati, anche se occorre specificare che gli investimenti effettuati da protagonisti del mondo dello spettacolo nel corso degli anni sono stati tanti e qui raccoglieremo solamente i casi più famosi, scoprendo chi ha avuto successo e chi, invece, ha fallito, ricominciando forse a dedicarsi ai soli film o ai tormentoni sonori dell’estate.

Ecco dunque le 6 storie ma prima di leggere i risultati, che trovi in fondo all’articolo, prova ad indovinare chi è andato bene e chi male… non cercare su Google che ce ne accorgiamo! 🙂

  • Lady Gaga: nel 2011 la reginetta del pop ha investito una cifra importante nella startup Backplane che aveva l’obiettivo di rivoluzionare i social media. La creazione di questa piattaforma, infatti, era finalizzata all’incremento della socializzazione e comunicazione delle comunità online dei fans, dalla musica allo sport.
startup lady gaga
  • Kanye West: il musicista statunitense, proprio assieme a Lady Gaga, ha fondato nel 2012 la startup musicale Turntable.fm,investendoci oltre 7 milioni di dollari. La piattaforma consente di condividere ed ascoltare e condividere musica online.
west startup
  • Justin Bieber: abbiamo già parlato in un altro post della startup Shots, la piattaforma dove gli iscritti comunicano solo ed esclusivamente tramite selfie e su cui il cantante canadese ha co-investito una cifra importante.
shots startup
  • Will Smith: l’attore afroamericano ha finanziato, nel 2012, la startup Viddy, con cui girare e condividere video di 15 secondi.
startup viddy
  • Leonardo Di Caprio: ha investito assieme a Lance Armstrong nella startup israeliana Mobli,piattaforma social specializzata in foto e video. Mentre l’investimento dell’ex ciclista è abbastanza recente, l’attore americano aveva creduto in Mobli già nel 2011, anno di lancio della startup, durante il quale Di Caprio investì oltre 4 milioni di dollari (merito, per caso, dell’allora fidanzata israeliana Ber Rafaeli?).
mobli startup

RISULTATI

  • Backplane-Lady Gaga: Backplane ha fallito miseramente i suoi obiettivi, non riuscendo mai a decollare a causa (pare) di una cattiva gestione della piattaforma. Successivamente ha assunto il nome Place,utilizzata per la creazione di social network a tema in cui, però, non è ben chiaro il ruolo (ed il peso economico) di Lady Gaga.
startup gaga
  • Turntable.fm-Kanye West/Lady Gaga: un successone. Infatti Turntable.fm, almeno all’inizio,ha raggiunto in breve tempo 600 mila utenti registrati! Ora come ora la piattaforma musicale è in cerca di una nuova identità, ma continua a sopravvivere.
mad startup
  • Shots-Bibier: la startup è stata accolta con successo dagli utenti e conta tuttora moltissimi iscritti. Di recente, inoltre, questa piattaforma “selfica” ha ottenuto altri 4 milioni di dollari e, anche se non capiamo l’utilità di una piattafoma di questo tipo, dobbiamo comunque complimentarci con Justin Bieber per aver fiutato l’affare!
shots startup1
  • Viddy-Will Smith: Accolta sotto i migliori auspici, Viddy ha visto pian piano scemare l’interesse degli utenti e, con esso, anche l’investimento di Will Smith. Provaci ancora, Will!
startup smith
  • Mobli-Di Caprio: la startup non è ancora fallita, eppure conquistare il mercato delle app per smartphone non è facile per nessuno, riuscirà a resistere sotto i colpi di Instagram e degli altri competitor?
di caprio startup

Ah.. quasi dimenticavamo un vero veterano in fatto di startup! Ashton Kutcher, infatti, ha investito in oltre 70 startup, prime tra tutte Airbnb e Skype. Se questi appena nominati sono esempi di investimenti andati benissimo, lo stesso non si può dire di altre aziende, come la community per amanti della moda Fashism, miseramente fallita assieme ad altre imprese innovative.
Fallimento o no, Kutcher resta il re delle startup e, data l’impossibilità di tenere il conto di quanti investimenti ha effettuato l’ex toy-boy di Demi Moore, per noi il suo ruolo di venture capitalist sarà sempre un successo… ahh, il potere dei soldi!

B.

Startup vip

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07/10/15 Digital # , , ,

Le 4 startup più strane del momento

E’ da tempo che ormai assistiamo al proliferare, in giro per il mondo, di imprese innovative universalmente conosciute sotto il nome di startup, che si propongono di rispondere in modo originale alle diverse esigenze degli utenti. Le possiamo trovare ormai ovunque e, tra queste, ne abbiamo scovate alcune che in quanto a stranezza e singolarità non scherzano proprio.
Sia ben chiaro: questo è il ragionamento alla base di qualunque progetto vincente, dal momento che creatività ed un pizzico di genialità sono le ricette (non troppo segrete) per creare startup di successo. Tuttavia alcuni founder si sono spinti ben oltre il semplice concetto di innovazione, dando vita a piattaforme che permettono di offrire esperienze veramente pazzesche, quasi al limite del reale. Non si tratta di servizi di car sharing, di piattaforme dove trovare l’anima gemella o con cui ordinare comodamente una cena etiope take away utilizzando smartphone o tablet: le startup più strane di cui parleremo oggi rispondono ad esigenze che, delle volte, gli utenti non sanno neanche di avere, ed è forse proprio questo il segreto del loro successo, almeno sinora.

GreenBits startup

Ne abbiamo raccolte 4 che, siamo sicuri, vi lasceranno a bocca aperta, fosse solo per le finalità per cui sono state create, come la comunicazione via selfie o la creazione di un avatar autonomo dopo la morte (potete grattarvi se volete)… chissà, magari dopo aver letto questo post avrete trovato la startup che state sognando da parecchie notti… e, il giorno dell’IPO, noi saremo felici per voi!

Ecco quindi i “fantastici 4” dell’imprenditoria innovativa, le startup più strane del momento: le elenchiamo in ordine crescente, da quella meno singolare di tutte alla più strana e perversa… vediamo se siete d’accordo!

  • GreenBits: Dati i tempi che corrono, con un sacco di Stati pronti ad aprire alla legalizzazione della cannabis, vedere la prima startup sul commercio di marijuana era solo questione di tempo, e l’attesa ha soddisfatto tutti i consumatori. La tecnologia applicata alla cannabis è la nuova idea lanciata negli States da Ben Curren, che ha dato vita alla piattaforma GreenBits. Questo nuovo software è un programma gestionale che mette in contatto i commercianti che vendono marijuana con i clienti che l’acquistano, e non per forza a fini terapeutici. Inutile sottolineare la portata di questa startup, lanciata strategicamente negli States in un periodo in cui, sotto questo punto di vista, stiamo assistendo ad una rivoluzione culturale (sono infatti 4 gli stati che hanno legalizzato la cannabis e molti, pare, sono pronti a seguirli). Sicuramente questa tecnologia non sarà considerata così strana da qualcuno, eppure la trovata è epocale, specie se consideriamo la mentalità proibizionista che caratterizza moltissimi governi nel mondo. Siamo solo all’inizio? Noi scommettiamo di si!
GreenBits startup 2
  • Shots: Un’altra startup strana (per usare un eufemismo) è quella finanziata da Justin Bieber… sì proprio il cantante pop che fa sciogliere le adolescenti di mezzo mondo. Ma se non risulta strano che un vip investa in una startup, risulta invece strano il funzionamento di Shots: niente video o registrazioni, se vuoi utilizzare quest’app occorre scattarsi selfie su selfie. Eh già, è proprio il linguaggio “selfico” quello con cui comunicare agli utenti amici cosa si fa, cosa si pensa o che programmi si hanno. Ma non solo: è vietato caricare foto prendendole dalla libreria del proprio smartphone, occorre postare foto fresche, appena fatte. Shots vi ha conquistati? Bene, sappiate che è disponibile sia per iOS che per Android!
Shots startup
  • Eter9: Avete presente il contatto erede di Facebook, ovvero quel contatto che, in caso di morte, prenderà in mano il nostro account personale? Bene, Eter9 è andato molto oltre. Infatti, chiunque si iscrive a questa piattaforma, potrà essere trasformato in Intelligenza Artificiale Immortale, dal momento che uno speciale algoritmo all’interno del social network “catturerà” tutte le nostre abitudini online, imparando quindi a pubblicare a nostro nome anche dopo la morte! Abbastanza inquietante, non trovate? Il “matto” di turno è lo startupper portoghese Henrique Jorge e la sua creatura è ancora in fase Beta, anche se già 5,000 persone hanno deciso di provarla… eh già, è proprio vero che tutti vorremmo essere immortali!
eter9 startup
  • I Just Made Love: dulcis in fundo, ecco un capolavoro di “pazziamai visto prima, almeno a nostro avviso, nel mondo di startup e social network. Accedendo a questa piattaforma, in pratica, sarà possibile urlare al mondo la propria soddisfazione (o delusione) per il rapporto sessuale appena consumato, in via totalmente anonima. Vuoi rendere note le posizioni assunte durante il rapporto? Vuoi far sapere se hai fatto o meno sesso protetto? Vuoi geolocalizzare esattamente il luogo dove hai reso felice il/la partner? Nessun problema: accomodati su questa speciale piattaforma, la cui icona (molto loquace) è rappresentata da due coniglietti in posa osè. Ah, quasi dimenticavo: si può anche aggiungere un commento alla propria performance sessuale… ora che avete saputo quest’ultimo particolare desiderate per caso iscrivervi?
love startup

A proposito di startup: lo sai che alcune imprese innovative hanno una storia assurda alle spalle oppure nascono da un episodio singolare accaduto ai propri founder? Se vuoi sapere di cosa stiamo parlando, clicca qui… buona lettura! 🙂

B.

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11/09/15 Social # , , , ,

4 storie assurde da cui sono nate startup mondiali

Chi parla di idee innovative, parla di startup. Ma lo sapevate che molte delle aziende più note al mondo hanno storie assurde alle spalle? Mi spiego: siamo tutti d’accordo nell’affermare che un’idea di successo, in grado quindi di assicurare un business soddisfacente, dev’essere innovativa, eppure, il più delle volte, occorre anche un po’ di pazzia, intesa come quell’intuizione in grado di divenire col tempo l’arma in più di qualunque CEO. Ma non solo: qualche volta ad un’idea sulla carta non stupefacente corrisponde una storia assurda… un fatto impensabile che poi, però, finisce per cambiare la vita al suo protagonista.

heart idea

In questo post parliamo quindi di idee di successo singolari, idee che poi, per divenire note, sono state diffuse dai rispettivi founder in modo geniale. Tutto ciò ci insegna che un’idea su cui basare la propria impresa dev’essere innovativa ma anche fuori dagli schemi. Per farla divenire realtà, poi, basta crederci ed essere letteralmente disposti a tutto pur di farlo accadere. A dimostrazione di quello che abbiamo appena detto, parliamo oggi di 4 startup conosciute ormai a livello mondiale e che devono il loro successo ad un’idea geniale o ad un’azione singolare compiuta dai fondatori, a dimostrazione di come la fortuna aiuti gli audaci, eccome!

  • WhatsApp: Nel 2014 l’App di messaggistica istantanea più scaricata al mondo è stata venduta a Facebook per 19 miliardi di dollari ed il suo fondatore, Jan Koum, ha ricavato oltre 6 miliardi di dollari dall’operazione. Mica male per un ragazzo nato nelle zone povere di Kiev e che, sino a pochi anni fa, vagava per la California come emigrato in cerca di lavoro e di buoni alimentari con cui sfamarsi!
    Come avrete capito, Jan Koum ha una storia particolare alle sue spalle e la sua fortuna è stata proprio quella di interessarsi all’informatica da autodidatta. Infatti, giunto a Mountain View a soli 16 anni e sbarcato il lunario con impieghi poco gratificanti presso Ernst&Young e Yahoo, Koum ha frequentato un gruppo di hacker, imparando da sè il “computer networking” e dando vita alla famosa, geniale idea della svolta nel 2009. Acquistato un iPhone, infatti, il giovane programmatore si rese conto che l‘App Store, lanciato sette mesi prima, era in procinto di lanciare sul mercato le prime Applicazioni. Armandosi di coraggio, allora, Koum sfidò la sorte e cercò di “sfondare” creandosi un business tramite la creazione di un’App con cui aggiungere degli status accanto ai nomi delle persone registrate sulle rubriche degli iPhone (es: “Sono al cinema”, “Sto pranzando”, etc.). Da lì nacque WhatsApp, che nel giro di pochi mesi registrò 10.000 download al giorno. Quella che era un’App semplicissima alla base, diventò quindi una vera chat di messaggistica istantanea e senza confini, oltre che senza pubblicità (aspetto molto gradito dagli utenti ed altre grande intuizione del nostro Jan).
    50 miliardi di sms e 400 milioni di foto condivise ogni giorno sono i numeri del successo di Koum, con buona pace di chi c’ha provato prima di lui!
Statistiche whatsapp
  • Airbnb: La startup che mette in contatto le persone che cercano alloggi in giro per il mondo con chi offre spazi da affittare è stata fondata nel 2008 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk.
    Più che quando, però, è interessante capire come sia nata Airbnb e, soprattutto, sia stata promossa l’idea. Nel 2007, in occasione di un importante evento americano, Chesky e Gebbia ebbero un’idea geniale per assicurarsi il pagamento dell’affitto del proprio loft: dato che la disponibilità nelle camere degli hotel era ormai terminata (a causa dell’alta affluenza all’evento in questione), perché non offrire ospitalità ai visitatori in casa propria in cambio di denaro?  Detto fatto, fu da questo episodio che iniziò a prendere forma Airbnb, una startup che deve il suo nome agli air bed, i materassini gonfiabili che i nostri eroi utilizzavano per ospitare i partecipanti alla conferenza nel loro loft. Ma non è tutto: Blecharczyk, il terzo fondatore, tradusse in codici informatici l’idea dei due soci e, giunti al lancio del progetto, i tre si misero a produrre e vendere confezioni di cereali personalizzate e dedicate ai candidati per le elezioni presidenziali americane, Obama e McCain, strategia ideale per promuovere il loro progetto nascente in modo low cost.  Al giorno d’oggi Airbnb copre 192 paesi nel mondo ed ha più di 8,5 milioni di clienti, mica male per una startup pensata esclusivamente per far fronte ad un’improvvisa mancanza di denaro!
cereali airbnb
  • Pinterest: Nato nel 2008 con il nome di Tote, Pinterest è il social network per condividere sulla propria bacheca immagini personali e/o dal web con altri utenti. Perché è una di quelle storie assurde da raccontare? Semplice: perché è la dimostrazione di come l’audacia aiuti a fare successo, ed il fondatore di Pinterest Ben Silbermann ce lo insegna.
    Impiegato sino al maggio 2008 presso Google, Ben decise, spronato dalla moglie, di dare concretezza alla sua startup, inizialmente raccogliendo solo fallimenti. Unitosi ad altri due soci, Silbermann diede vita ad oltre 50 versioni differenti della sua App, non riuscendo mai a superare quota 200 iscritti (si, avete letto bene!). Da qui nacque l’idea nell’idea: coinvolgere direttamente i pochi utenti iscritti alla sua App (perlopiù giovani mamme) e scrivere email personalizzate a ciascuno di loro chiedendo feedback e consigli per migliorare i servizi e la user experience degli iscritti. I risultati sono stati miracolosi: nel 2013 gli utenti ammontavano a 25 milioni, mentre nel 2015 Pinterest è citato come uno tra i 35 siti più visitati al mondo, la dimostrazione che errare è umano, ma perseverare non sempre è diabolico.
Pinterest screenshot
  • Twitter: Nato nel 2006, Twitter è il social network più cliccato dagli utenti che desiderano tenersi aggiornati in tempo reale sugli avvenimenti nel mondo. Da quale circostanza nasce Twitter? Neanche in questo caso ad uno dei suoi fondatori, Jack Dorsey, è mancato un briciolo di pazzia: appassionato da sempre di film polizieschi, Dorsey amava passare interi pomeriggi ad ascoltare le conversazioni della polizia alla radio, in perfetto stile “impiccione”.Tra un “Volante tre c’è un tipo sospetto tra la quinta e la sesta” ed un “Richiesti soccorsi sulla 73° Avenue”, Dorsey pensò bene di proporre l’utilizzo dello stesso meccanismo anche per comunicare messaggi flash agli amici. Non sappiamo cos’abbiano pensato a primo acchito i soci di Dorsey, fatto sta che nel marzo 2006 viene pubblicato sulla piattaforma il primo “cinguettio”. Il 2009, invece, è l’anno della consacrazione di Twitter su scala planetaria, con il social che inizia ad essere utilizzato come strumento di protesta e ribellione nell’ambito della Primavera Araba.
    Al giorno d’oggi Twitter conta oltre 200 milioni di iscritti, la maggior parte dei quali sono molto attivi. Un lieto fine così non era auspicabile neanche nel miglior film poliziesco!

 

Quelli appena citati sono esempi di successo eppure, non sempre, da una storia singolare nasce un’idea vincente. Leggere questo post per credere!

B.

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